00:05Buongiorno, ben ritrovati su Libri d'Oggi, Paolo Di Paolo, abbiamo un anniversario,
00:11un anniversario di cui sei protagonista in qualche modo, cioè quello di Piero Gobetti.
00:15È il centenario della morte e devo dire che ha risvegliato un interesse di natura storico-politica
00:20ma anche emotiva sulla figura di Gobetti.
00:22Gli anniversari tondi aiutano anche in questo, per quanto talvolta ci sembra di essere ostaggi
00:27solo di anniversari decennali, centenari, trentennali, però in questo caso davvero questo giovane
00:33prodigioso torinese ci dice qualcosa forse anche sul nostro presente.
00:38Sono usciti diversi libri, io ne do notizia perché sono utili per approfondire questa figura.
00:44Pietro Polito, che è il direttore del centro Gobetti, cura per Einaudi nella colana Levele
00:49La democrazia del fare è una scelta di scritti gobettiani, soprattutto sulla funzione della democrazia,
00:56peraltro, come molti sanno, in un momento in cui la democrazia si indebolisce profondamente
01:01e la deriva, che oggi definiremmo autocratica o comunque autoritaria, era più che appunto
01:07un presagio, un incipit.
01:09Poi c'è un libro di uno storico che si chiama Ugo Mancini per infinito edizioni, scrive
01:15la forza delle idee, Piero Gobetti, la forza delle idee, la brutalità del manganello, chiaramente
01:21richiamando anche i pestaggi a cui era stato poi purtroppo sottoposto, soprattutto sul
01:26finire del 25, c'è un episodio piuttosto significativo e violento che determinerà
01:32tra le altre cose anche la scelta di Gobetti di lasciare l'Italia ad arrivare a Parigi,
01:37sperando di riaprire un orizzonte intellettuale e invece muore lì a pochi giorni.
01:43E poi per Feltrinelli invece David Bidussa sceglie un'espressione che diventa quasi un
01:50involontario manifesto politico, pensare futuro.
01:53Pensare futuro sono scritti di Gobetti, introdotti appunto da Bidussa che se ne è in più circostanze
01:59occupato e in questo caso il taglio ha a che fare proprio con questo cantiere di visione
02:05che Gobetti propone a un'Italia stanca, sfatta, malcerta, rabbiosa, l'Italia ovviamente del
02:13primo dopoguerra e delle origini del fascismo.
02:15Però gli strumenti sono tanti, in parte ho dato il mio contributo nel tempo, credo che
02:21la cosa però affascinante, e torno ancora una volta su una singola frase che credo riassuma
02:28un po' la prospettiva generale dello sguardo di Gobetti sulla politica, è appunto restare
02:34politici nel tramonto della politica, credo che questo restare politici sia impegnativo
02:39ma che il tramonto della politica non ha smesso di manifestarsi e si sta manifestando con ancora
02:46più tragicità, perché mi pare che il punto sia proprio questo, la difficoltà anche del
02:52cittadino di sentire, del cittadino del mondo certo anche a queste specifiche latitudini,
02:58ma di sentire che la sua azione, il suo voto, il suo pensiero, il suo stare possano determinare
03:03qualche cambiamento, possano avere un minimo di effetto, invece la turbolenza complessiva
03:08della geopolitica, le scelte istintive degli autocrati o dei grandi leader del mondo, ecco
03:13tutto sembra davvero impossibile da fermare, da modificare, da deviare, anche banalmente
03:21con il nostro esercizio di rappresentanza.
03:24Ma Gobetti appunto ci invita a non rassegnarci, a non scegliere la via dell'inerzia, del cinismo,
03:30dell'apocalisse e appunto restare politici significa anche mantenere salda la fede nella
03:36propria dignità di umani e di cittadini.
03:38Allora sono io a ricordare il tuo libro, Un mondo nuovo tutti i giorni, edito da Solferino
03:44che appunto riprende come tu avevi già trattato la figura di Gobetti, io ti porto da un'altra
03:50parte in realtà, ti porto a Julian Barn, l'ultimo libro in senso letterale, partenze, edito
03:59da Inaudi, è per dichiarazione dello stesso autore che lo ripete tra l'altro anche all'interno
04:03di questo libro, l'ultimo libro ma non tanto perché è un ottantenne ed è malato tra l'altro
04:09di leucemia come lui racconta perché probabilmente non sarà questo tumore ad uccidere, adesso
04:15ci si può convivere, ma proprio perché lui ha deciso, chiudo qui con la scrittura e fa
04:21decisamente il punto, tra l'altro lo chiama romanzo, ma romanzo non è perché mi stia
04:26delle parti proprio di saggio, che francamente io ho trovato le più deboli di tutti, sia
04:32sulla memoria, che cos'è la memoria, che cos'è la memoria letteraria, il suo rapporto
04:36con Proust, lui è un esperto di letteratura francese, ma insomma con Proust ha qualcosa
04:42di risolto e di aperto, ci sono delle parti secondo me bellissime su questo strano rapporto,
04:51una storia letteraria, di due amici che lui aveva fatto conoscere all'università e che
04:56fa rincontrare 40 anni dopo, ci sono appunto valutazioni sulla malattia, sulla morte, sulla
05:02morte Julian Barna aveva già scritto, aveva scritto Niente Paura, ora Julian Barna è
05:08grandissimo scrittore, io devo dirti ho amato in particolare tre libri, che sono
05:12Il pappagallo di Flaubert, Elisabeth Finch e L'uomo con la vestaglia rossa, però l'elenco
05:18è lunghissimo, li ho amati pazzamente, su questo devo dire invece ho qualche riserva
05:25proprio nella parte saggistica, ma appunto visto che l'abbiamo letto tutte e due mi piacerebbe
05:29sapere invece che ne pensi tu. Sì, mi diverte molto, intanto il concetto del libro senile
05:35o del libro ultimo, perché è l'autore stesso appunto a stabilire che quella è l'ultima
05:40tappa, l'ultima fermata, è valso per Philip Roth con un libro che si chiamava Nemesi, è
05:46valso anche per Mario Vargasliosa, magari in un modo meno programmatico, le dedico il
05:49mio silenzio e in questo senso è interessante proprio vedere come quella parte saggistica
05:55che c'è anche in Vargasliosa, qualche volta appunto esorbitante e se vuoi divagante in
06:00un modo quasi insostenibile rispetto all'equilibrio del romanzo, però forse è lo spazio in cui
06:05lo scrittore parla ancora più che al lettore a se stesso, sembra tirare un po' i fili del
06:10suo pensiero, del suo modo di stare al mondo, probabilmente anche con qualche, non dico ovvietà,
06:15ma con qualcosa di meno appunto persuasivo, però è come se effettivamente fosse il distillato
06:21di una lunga frequentazione o della letteratura o appunto della filosofia, della filosofia anche
06:27sul tempo. Ecco, ho pensato anche io che ci fosse una specie di ambiguità di binari
06:33nel libro di Vargas, il binario narrativo ma forse non ci crede fino in fondo e il binario
06:39saggistico ma forse non ci crede fino in fondo e in questo non crederci fino in fondo c'è
06:43anche però un timbro di fragilità, ecco, di vulnerabilità, forse anche di disarmo, mi è
06:49sembrato in tutti i casi comunque un libro disarmato e in questa sincerità qualche volta
06:55perfino ingenua ho trovato comunque un tratto piacevole, gradevole, no? Come se poi appunto
07:00uno potesse permettersi di togliersi qualche paludamento e qualche volta somigliare anche
07:05all'uomo comune.
07:07Dunque, tra l'altro quello che a me colpisce sempre di certa scrittura anglosassone che è
07:11la cittura che preferisco è proprio questa ironia, lui riesce a scherzare in maniera incredibile
07:16appunto sia sul cancro che sulla morte e l'ironia ritorna, vorrei segnalare, il romanzo di sua
07:23nipote, lui è lo zio di Camilla Barne, Camilla Barne ha anche lo stesso cognome, anche lei
07:30per Enaudi in Italia, dunque Camilla Barne è una donna che è nata in Inghilterra, si è
07:36trasferita a Parigi, si occupa di teatro e ha deciso in questo il solito desiderio di uccidere
07:42di raccontare praticamente la storia della sua famiglia. Famiglia piuttosto centrica
07:46direi nel senso che il padre, che è il fratello di Julien Barne, è un filosofo che
07:52Angelo Mut ha deciso appunto con la moglie di trasferirsi in un posto piuttosto disagiato
07:58della Francia e mette su una famiglia che qualcuno direbbe disfunzionale, insomma a dir poco.
08:06Infatti il solito desiderio di uccidere, francamente io credo il desiderio di uccidere questi genitori
08:13strampalatissimi, il padre piuttosto che avere a che fare con gli umani preferisce avere a che
08:16fare con i lama, cioè ha proprio i lama in Gervino. Ovviamente lei dice no, noi non siamo
08:23così, questo è un romanzo, è una storia, però ammette l'essenza che molte cose sono
08:27sono vere, a cominciare a dire dall'insopportabilità di certe conversazioni familiari. Anche questo
08:35non è un capolavoro, però è scritto veramente in punta di penna con una grande capacità e
08:41poi appunto è divertente entrare in questa famiglia Barne decisamente creativa, ma con
08:47qualche tocco di sana follia britannica. Bene, io ringrazio Paolo Di Paola, ringrazio voi
08:53e vi do appuntamento alla prossima puntata di Libri d'Oggi. Grazie.
08:59Ok.
09:02Comunque.
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