00:00Dietro a una persona speciale c'è una storia speciale che ci porta a un'impresa speciale
00:14che si riassume con la parola sfida. Un pugno di uomini nel grande nord, un comandante giovane
00:23e coraggioso, una spedizione polare e qualcosa che dà un senso alla parola umanità.
00:30A Fiora da un inedito filmato, un'avventura poco nota sulla scia di una storia diventata
00:40leggenda. Quella del dirigibile Italia, del generale Nobile, la Tenda Rossa e la nave Città
00:47di Milano. Sono i protagonisti della tragica spedizione del 1928 che doveva finire con
00:55la bandiera italiana sul polo nord. Al centro di quell'avventura un uomo speciale, il giovane
01:02comandante si chiama Gianni Albertini. Nel 1929 è il protagonista di una grande impresa,
01:111200 chilometri nella banchisa, sulle tracce delle vittime del dirigibile Italia. Un diario
01:18e un video raccontano i giorni e le notti sul PAC, la banchisa sfasciata, ghiaccio nemico
01:25di ogni legge, indifferente a ogni tragedia. La Tenda Rossa recuperata e conservata oggi
01:33al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano rimane un simbolo di sopravvivenza e
01:39di resistenza. Rimane il simbolo dell'imponderabile che può accadere all'uomo quando sfida la natura.
01:46Ricorda soprattutto i nove uomini rimasti intrappolati per 48 giorni e 48 notti nella
01:53ghiacciaia del polo. Una prova durissima oltre ogni limite. Albertini era lì, era stato tra
02:00i soccorritori di quei dispersi, salvati poi dal rompighiaccio russo Krasik. Citato anche
02:09dal Corriere della Sera e dall'unico inviato al polo Cesco Tomaselli come un eroe omerico per
02:15avere compiuto un viaggio di 30 giorni sul PAC alla ricerca dei dispersi. Del nuovo viaggio
02:21invece di Albertini un anno dopo non c'era nessuna testimonianza visiva. Questo video ricostruisce
02:29attraverso il filmato l'avventura nel polo con tutti i rischi che comporta e restituisce
02:37il viaggio di Albertini fatto semplicemente per un fatto di coscienza. Lo fa per i familiari,
02:44lo fa per i parenti, lo fa per gli amici che glielo chiedono. Gli chiedono una pietas
02:49per quei poveri uomini rimasti sul dirigibilità, gli ha schiantatosi nel ghiaccio. Albertini
02:55lo fa perché è l'unico in quei giorni ad avere la forza di farlo. Lo fa anche per capire
03:00meglio se stesso, i suoi ideali, il coraggio e il senso di pietà che bisogna avere per
03:08tutti. In poco tempo raduna una squadra. Albertini deve trovare la nave, l'attrezzatura, i cani
03:15da slitta, l'equipaggiamento. Va in Scandinavia, si ferma per giorni e giorni, recupera una baleniera,
03:23si chiama Hyman. Gli aggiungerà questa scritta, Su CAI, studenti universitari del CAI.
03:30Grazie a tutti.
04:00Grazie a tutti.
04:30Grazie a tutti.
05:00Milano è il motore di questa avventura, come lo era stata ai tempi del dirigibile
05:06Italia, ma stavolta è diverso. La spedizione di Albertini, che ha anche scopi scientifici,
05:11è importante dal lato umano. Alla fine del lungo viaggio Albertini non trova quello che
05:17cercava, nessuno troverà mai quei poveri resti, ma scrive sul suo diario queste parole.
05:23Noi abbiamo cercato. Le nostre 10.000 miglia sono lì, immobili, abbarbicate dentro il nostro
05:30animo, inamoibili, ferme, ferree, come la legge che ci impedì di trovare. 10.000 miglia
05:38nel ghiaccio polare, vere come il nostro senso del dovere, vere come la nostra tristezza.
05:45Ecco il significato di questo viaggio, che lo rende attuale anche oggi. Oggi, quando tutto
05:52è spettacolo, apparenza, narcisismi, egoismi, viviamo a volte in una bolla in cui il falso
05:59si confonde con il vero. Invece questo viaggio è tutto vero. Il viaggio sul PAC di Albertini
06:05rimanda al valore dell'impresa, all'importanza dell'aiuto che un uomo può dare ad altri uomini.
06:11È un inno alla speranza che non deve morire. Albertini nella vita farà molto altro. Il
06:18golf in particolare lo assorbirà in modo quasi totale.
06:21Di quell'avventura poca enfasi. Gli basta sapere che in quei giorni drammatici ha fatto
06:41quel che era giusto fare. Non per dovere, ma perché era giusto farlo.
06:51Grazie.
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