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Trascrizione
00:00Amici ben arrivati da Roberto Salvini, questa prima puntata del nuovo ciclo che abbiamo
00:11chiamato Milano in un giro di Do, titolo che naturalmente prende spunto dal libro di Max
00:17Caramani che ha voluto raccontare e che continua a raccontare non solo la Milano legata al mondo
00:23dello spettacolo, ma in realtà un'Italia legata al mondo dello spettacolo, perché
00:27poi i protagonisti che sono all'interno del libro che lui ha incontrato e che poi incontreremo
00:33qua anche nel nostro programma televisivo, sono assolutamente artisti e manager del mondo
00:41musicale di livello nazionale ed internazionale. Io voglio innanzitutto salutare i nostri ospiti,
00:47ecco il nostro salotto che la nostra esil vi fa vedere, ben arrivati ai nostri ospiti, ben
00:52arrivato Max Caramani al quale naturalmente voglio subito chiedere chi ci ha portato, quali
00:57sono gli ospiti che ci presenti di questa prima puntata di Milano in un giro di Do.
01:04Bene, grazie dell'invito Roberto, allora alla mia destra c'è Mauro Paoluzzi, si può
01:13tagliare?
01:13Sì, tranquillo vai.
01:15Alla mia sinistra Mimmo Paganelli.
01:18Bene arrivati, allora che cosa potresti dirci dei nostri due amici?
01:23Ma allora, io grazie il fatto di aver scritto questo libro, tra l'altro in collaborazione
01:30con Daniele Rossignoli, ho avuto la fortuna di conoscere artisti, musicisti, cantanti, ma
01:37anche chi sta dietro le quinte. Nel caso appunto di Mauro Paoluzzi che è musicista, sì, ma
01:45anche arrangiatore, possiamo dire anche compositore.
01:52Compositore.
01:54Alla mia sinistra appunto abbiamo Mimmo Paganelli che è stato direttore artistico di grandi etichette
02:03discografiche e diventato anche scrittore da poco perché ha lanciato un interessantissimo
02:10libro, due. L'ultimo in uscita, l'ultimo che è stato appena realizzato è Music Master
02:18Class.
02:18Esattamente.
02:19Ecco, questi sono i signori che hanno arricchito il libro.
02:23Iniziamo alla grande questa puntata con due personaggi che sono due veramente pilastri
02:29della musica italiana in due naturalmente settori diversi. Sono tante delle domande che
02:35ci verrebbero da fare, poi magari li riavremo ospiti in qualche altra puntata, ma già adesso
02:40avremo modo di sgrezzare un po' la situazione. Mimmo iniziamo con te, tu sei un discografico
02:46tra i più importanti a livello italiano e non solo, hai visto nascere tanti personaggi
02:52del mondo dello spettacolo, hai visto un po' prima e dopo la cura, prima da sconosciuti
02:58e poi conosciuti. Allora la prima domanda che ti voglio fare è, tu hai percepito, hai avuto
03:04la fortuna di vivere da vicino il sogno, il sogno delle persone. Quante volte avrai
03:10avuto modo di sentire, di avere l'emozione di in qualche modo persone che ti hanno raccontato
03:17il loro sogno? In alcuni casi si è realizzato, in altri meno. La prima domanda che ti faccio
03:23è, ma chi ha realizzato un sogno? Chi veramente è diventato importante? È rimasto quello di
03:29prima, perché molte persone dicono, eh ma poi si cambia il successo dalla testa piuttosto
03:35che, ecco, è così o no? In molti casi è vero, ma in altri fortunatamente no. Ci sono artisti
03:44che hanno iniziato col botto, come non so, diciamo che potrebbero prendere Tiziano Ferro, perché
03:56ha iniziato col botto, soprattutto col singolo, che era Perdono, e tutte le radio, proprio erano
04:04in alta classifica, queste cose qua, e poi ha iniziato a vendere i dischi e a quel punto lì
04:12aveva un pubblico piuttosto giovanile, e diciamo che aveva questi ragazzini che si sono attaccati
04:22subito a lui, al progetto, o che cosa. Però, andando avanti, quando ha iniziato a scrivere,
04:29non so, non me la so spiegare, piuttosto che Sire Nere, queste ballate meravigliose, allora
04:36quello che noi chiamiamo il target di pubblico si è allargato tantissimo, e allora lì si
04:42fanno anche i numeri, i numeri quando si vendevano i dischi, non le visualizzazioni.
04:48Facile o difficile gestire in generale un personaggio che comunque sia al suo pubblico
04:55è famoso, viene riconosciuto per strada, ha anche naturalmente delle certezze del proprio
05:02talento e della propria forza. Assolutamente, assolutamente, però devo dirti, a livello
05:08personale, che per me è stato facile, perché ognuno poi usa un modo di essere sul lavoro,
05:20che cosa, il mio era nature, cioè cercavo di essere me stesso e di raccontare sempre
05:29la verità, davanti a un'opinione, eccetera, perché questo poteva essere utile alla causa,
05:38cioè è chiaro che uno dice com'è, bellissimo, tutto bellissimo, allora il direttore artistico
05:43non serve.
05:44Senti, tra poco ti chiederò due esempi, due nomi, magari un italiano e un internazionale
05:50con cui hai avuto a che fare e che ti hanno lasciato. Aspetta un secondo, aspetta, lasciamo
05:55lì nel vento così parlo un attimo con Mauro. Mauro, la tua naturalmente è una carriera
06:01musicale anche innanzitutto, ecco, che cosa rappresenta per te innanzitutto il colloquio
06:08con lo strumento? Che tipo di rapporto hai, al di là del rapporto lavorativo? Ti faccio
06:13questa domanda perché molti musicisti parlano di un'amicizia particolare, c'è gente dei
06:18tuoi colleghi che raccontano che addirittura parlano col proprio strumento, qual è la sensazione
06:24emotiva che provi?
06:25No, io questa cosa qui non l'ho mai provata, nel senso che per me lo strumento è quello
06:32che ti accompagna a chiudere un'idea, per cui è un elemento così aggiunto, non l'ho mai
06:41visto come una sorella, la chitarra, come un fratello, il basso, è uno strumento e basta.
06:46È uno strumento che tu usi quando hai l'idea da buttare giù, perché quando tu hai l'idea
06:51da buttare giù è il momento geniale e non puoi perdere tempo a vedere se si offende la
06:56chitarra, prendi e suoni, per cui la usi. So che è un discorso, io non sono uno che
07:03si affeziona agli oggetti.
07:05Sei più materiale, diciamo, più creale, diciamo, no?
07:08No, mi affeziono alla magia delle cose che escono da quei strumenti, per cui io mi innamoro
07:15del suono, a volte io faccio delle cose che non sapevo fare un giorno prima e poi arriva
07:23un giorno che ho l'idea giusta, suono e faccio una cosa che non sapevo fare prima e viene
07:30automatico. Quando tu ti sforzi a voler fare una cosa per forza, perdi la magia.
07:37Senti, molte volte abbiamo sentito di musicisti che hanno raccontato di aver composto delle
07:42musiche già pensando questa potrebbe essere una canzone per. Ti è capitato?
07:48Sì, ma sempre dopo. Io non ho mai scritto, almeno è il caso mio, perché poi ognuno
07:54c'è il suo. Io non ho mai scritto niente per qualcuno. Ho sempre scritto una canzone che
08:02mi piaceva, che la sentivo e mi dava emozioni e basta. Dopo, sentendo la canzone, dico, ma
08:09questa potrebbe cantarla Tizio Graio Sopronio. C'è una canzone a cui sei particolarmente
08:15fatto, se dovessi fare adesso un esempio. Ma sì, ce ne stanno tante. Degli artistico
08:22prodotto che ho arrangiato, che ho composto, c'è America di Gianna Nanini, Oro di Mango,
08:28Samarcanda di Vecchioni, Mi Manchi di Loredana Bertè, Resetroget di Patti Bravo, ce ne stanno
08:38tante, andrei avanti ore. Poi anche le band, tipo in Blue Vertigo, quando abbiamo fatto il
08:47primo disco Acidi e Basi, che ho prodotto io, dei ragazzi che non si chiamavano neanche
08:52così. Morgan era proprio 22enne, fresco e combattivo. Per cui, in tutti i dischi che
09:02io ho prodotto, tutti, c'è sempre un pezzo di cuore dentro, sempre. Ecco, diciamo che
09:09io ho sofferto diverse volte, perché io dei dischi non ho prodotti più di 200, perché
09:13io non posso ereditarli tutti. Certo. Però qualche disco mi ha fatto soffrire, perché
09:20era bellissimo, secondo me, e non è successo niente. Cioè è successo poco. Non come tu l'immaginavi,
09:28insomma, ecco. No, e anche qualche altro lavoro, invece, dopo anni l'avrei fatto in modo diverso,
09:35ho sbagliato. Ma quanto, da 0 a 100, quanto conta la canzone, la musica, la melodia e quanto
09:43conta chi la canta? Ah, chi la canta conta moltissimo, il cavallo che è vincente è lui.
09:50La musica, per quanto mi riguarda, vale più del testo, perché il testo, essendo in italiano,
09:59quando arrivi in Svizzera, ma canti soltanto in Italia, per cui la musica la puoi far cantare
10:04in inglese, tedesco, eccetera, eccetera. Per cui la musica è sicuramente più internazionale.
10:10Il testo, in Italia, ha un valore enorme. Enorme, certo. Perché quando ci sono i testi
10:16fatti dagli autori, quelli importanti, rimangono nella storia, come Caruso di Lucio Dalla, o
10:25la donna canone di De Gregori, insomma.
10:29Quindi, insomma, avete capito che Mauro, avendo lavorato con tanti artisti, con tanti personaggi,
10:35ha avuto modo di, naturalmente, percepire anche le personalità diverse che ognuno di loro ha, chiaramente.
10:42Mimmo, allora, due esempi, un italiano internazionale?
10:45Che cosa?
10:46Di artisti con i quali ti sei interfacciato.
10:49Assolutamente.
10:50Ti sento in mente che potresti citare?
10:53Io mi occupavo degli italiani. Io quando mi trovavo a che fare con l'artista internazionale
11:00era perché era collegato al progetto italiano. Per esempio, Peter Gabriel, quando l'ho conosciuto
11:09del suo studio, eccetera, io ero lì per ben altre cose. Cioè, addirittura, io sono andato
11:18a far cantare un gruppo spagnolo, in italiano, ma in Inghilterra. E i testi erano di Battiato.
11:25E Battiato ha detto, no, non vengo io. Chiamate Paganelli. E mi hanno chiamato.
11:30È stato una settimana nello studio lì. E finalmente sono riuscito l'ultimo giorno a conoscere Peter Gabriel,
11:39perché lui era in giro. Io chiedevo sempre di lui. Non c'è, non c'è. L'ultimo giorno ve la dico
11:45perché è una cosa bellissima. Vado per salutare David, il manager dello studio. Ciao, ciao, grazie di tutto.
11:51Ti è trovato bene? Sì, perfetto. Nel frattempo una persona si alza da davanti alla scriveria e viene di fianco a me.
11:58E viene di fianco a me. Ma io non ci faccio caso. Quindi saluto. Sto per andare via.
12:05Questo mi batte sulla spalla. Io mi giro. Fa, sorry, I'm Peter.
12:11Cioè, come dire, mi dai un po' retta, insomma.
12:15Cioè, anche mi sono inginocchiato.
12:18Max, allora, tu hai avuto modo di incontrare i nostri due amici per inserirli all'interno del tuo libro.
12:27Sì. Volevo farti due domande. Che cosa ti ha colpito? Iniziamo da Mauro, una cosa che dovrei sottolineare.
12:34Beh, di Mauro mi ha colpito la sua competenza, la sua umanità, molto sensibile come artista, ovviamente.
12:46E poi perché mi ha raccontato degli aneddoti che sono veramente straordinari.
12:52Ha suonato davanti ai Beatles, per esempio.
12:56Ah, caspita. Vada.
12:57Mica male.
12:58Ah, questo qui, sì. È successo nel 67.
13:02Dove eravate?
13:03A Londra, al Blaises, un locale di Londra.
13:07E io suonavo con i Forkens, che era una band di dieci elementi, perché c'erano quattro cantanti tipo E.Tentation.
13:15Vabbè, a parte questo, io ero nervosissimo quella sera perché c'era la band di Residence che erano bravissimi.
13:23E noi eravamo la trazione, per cui io ci tenevo a far bene.
13:27Ero lì che mi scaldavo i polsi quando arriva il capo band e fa, ragazzi ci sono i Beatles in sala.
13:33Mi ha preso un accidente.
13:35Ah, ah, ah, ah, ah.
13:36Ma poi ce l'avevo 18 anni perché sembrava con il 67.
13:39Eh.
13:40Infatti dopo saliamo noi sul palco, io ero agitatissimo.
13:46Vedo i Beatles da lontano con tutto un gruppello di persone intorno.
13:51e ho suonato tutta la sera sul piatto.
13:54Perché generalmente suonavo sul Charles quando accompagnavo.
13:58Ma ho suonato sul piatto per guardare loro.
14:00Per cui avevo la campana del piatto che aveva rimbambito.
14:03Alla fine abbiamo fatto diversi brani.
14:07Quando siamo arrivati a End to Proud of Leg che era un pezzo che facevano i Temptation in quel periodo.
14:13Abbiamo finito quel pezzo e i Beatles si sono alzati e hanno battuto le mani.
14:17E io posso dire che i Beatles vanno battuto.
14:19Un bel regalo, un regalone.
14:23Invece per Mimmo che cosa potresti citare?
14:26Sono rimasto colpito anche per la sua competenza professionale, essendo stato un grande discografico,
14:35un direttore artistico.
14:37Beh, mi ha colpito il fatto che abbia scritto un importante libro sulla musica.
14:42Vogliamo ricordarlo?
14:44Allora, quello dove racconto i 50 anni e tutti gli incontri con gli aneddoti e le cose
14:50era Volevo lavorare dentro nei dischi.
14:54E questo è il primo libro.
14:56Che per me è il mio cuore, insomma, perché ovviamente è la mia storia.
15:03Era il mio sogno da ragazzo di riuscire a fare questo lavoro che poi ho avuto il privilegio
15:09di poter fare.
15:10Il secondo invece è la music masterclass.
15:14Dopo aver fatto tante masterclass ha nuovi talenti in manifestazioni, in più anche in scuole.
15:22Sono stati diversi, insomma.
15:25E devo dire che a un certo punto ho pensato, ma scusa, gli do mille consigli, ma come li
15:31danno anche le altre persone quando vanno in giro.
15:34Perché non scriverlo invece di lasciare le parole volano, che non rimangono?
15:41E quindi ecco che è stato più difficile impostarlo mentalmente.
15:47Per cui ho suddiviso tutto in capitoli e ogni capitolo è un qualcosa che sta in quell'alberello.
15:56dove ci sono tutte le cose che un artista dovrebbe avere.
16:04E sono praticamente i consigli per cosa mettere nella valigia dell'artista.
16:12Bello, quindi come vedete Mimmo si è anche sempre adoperato, questa non è una cosa che
16:19hanno tutti per mettere a disposizione degli altri quello che è la propria esperienza,
16:25i consigli, perché poi il sogno della musica è un sogno tra i più percorsi, è vero Mauro?
16:32Quante persone vogliono o vorrebbero uscire un disco, magari mettere, creare una band?
16:39Oggi? Tutti.
16:42È aumentato quindi.
16:44Con l'intelligenza artificiale anche i postini adesso fanno i dischi.
16:49Tu riesci a percepire se un brano è stato realizzato con l'intelligenza artificiale o meno?
16:56Sì.
16:57Da cosa lo capisci?
16:59Beh intanto se usano la voce si capisce subito.
17:04Un vantaggio che abbiamo noi rispetto all'intelligenza artificiale è che l'intelligenza artificiale non ha memoria.
17:14Per cui si nutre di tutto quello che noi abbiamo fatto nel passato.
17:19Per cui non c'è quella spontaneità di pancio.
17:23Non c'è un pregresso che viene mantenuto insomma certo.
17:27Non c'è quel calore che emette uno che compone una cosa.
17:32L'unica cosa che abbiamo è che sul piano estetico purtroppo è difficile riconoscere l'intelligenza artificiale da una registrazione normale.
17:44Tra qualche secondo prima di chiudere verrò da te a chiederti una curiosità.
17:51Cioè tu hai parlato giustamente di testi italiani che ovviamente fuori confine non hanno partita.
17:57Allora gli chiederemo se veramente tutte le canzoni italiane che sono state tradotte in altre lingue
18:03e se i testi sono stati mantenuti in quel filone oppure chissà forse magari andando a prendere altre mentalità altri modi di essere qualcosa è cambiato.
18:14Mimmo oggi la tecnologia è cambiata e ha cambiato il mondo.
18:19Non ci sono più i dischi in vinile tranne ovviamente qualche appassionato.
18:23I cd non esistono più.
18:25Non ci sono neanche quasi più lettori di cd in giro.
18:28Oggi si va tutto con file mp3 piuttosto che più facile o più difficile vendere dischi e musica oggi.
18:38Allora il fatto è questo che prima si misurava anche il successo di un artista.
18:46Questo tizio ha venduto un milione di copie.
18:49Oggi si dice ha avuto un milione di visualizzazioni.
18:53Diciamo come streaming però c'è anche il downloading.
18:59Però alla fine è qualcosa di più effimero.
19:03Cioè è un qualcosa che poi nel tempo non rimane questa cosa.
19:06Quindi si è perso molto da questo punto di vista.
19:13perché oggi c'è troppa musica in giro.
19:19Troppa.
19:20E vorrei ricordare che quando ero ragazzo per sentirci Santana e per sentirci Joe Cocker
19:30io ho dovuto andare a cinema cinque volte a vedere Woodstock.
19:35Altrimenti non c'era modo.
19:37In televisione non c'era.
19:38In radio non c'era.
19:40E ecco i concerti quando arrivavano io sono andato a sentire il Miller Zappen.
19:46Therese Arthur di Chicago, John Buys, Emerson Lake Palmer piuttosto che Frank Zappa.
19:54Cioè ecco l'unica cosa erano i concerti.
19:58Però oggi tutti possono avere tutto in un secondo.
20:04Però c'è un fatto.
20:06Noi compravamo il vinile e non vedevamo l'ora di leggere i titoli, chi aveva scritto cosa,
20:13chi era l'autore, produttore, tutte le persone coinvolte.
20:18Con l'avvento della musica liquida, come viene chiamata così, succede che i ragazzi sanno titolo e artista.
20:29Tutti gli altri scompaiono, tutte le altre figure, soprattutto come Mauro.
20:36Cioè produttori, autori, compositori eccetera.
20:40Il discografico già non c'era prima il nome.
20:43C'era solo lo stemma della casa discografica.
20:47Però volevamo sapere tutto.
20:50Però non vogliono sapere niente.
20:52E poi la cosa principale è che si è perso il senso del possesso.
20:57Ho comprato questo disco.
21:01È mio.
21:02Andavi a casa volando a un metro da terra.
21:06Se regalavi un disco, regalavi un qualcosa di prezioso.
21:12Quando è arrivato il cd, per esempio, già lì, mi ha fatto un regalo.
21:17Grazie.
21:18Fine.
21:19Già l'affezione era il mio ita.
21:22Molto.
21:23Adesso non c'è niente da questo punto.
21:26Una delle cose che non c'è più è la copertina del disco che era stata creata nel corso degli anni con grande attenzione.
21:34Artisti che si erano prodigati, grafici, fotografi.
21:39La copertina faceva la storia.
21:41I colori.
21:42Ci sono stati artisti che ancora oggi a distanza di anni hanno fatto memorizzare il proprio LP, come veniva richiamato, il proprio disco dalla copertina.
21:53C'è stata questa manifestazione, questa cosa che hanno fatto in Piazza Duomo nel Museo delle Copertine.
22:04Io ho tre copertine dentro, che mi ricordo, sono due di Vecchioni e quella di Gianna, che fanno parte dell'attentura delle copertine perché erano grafici.
22:19Le due copertine erano di pazienza.
22:26Certo.
22:27Alcune erano proprio delle opere d'artine, vero senso della parola.
22:30Un quadro.
22:31Certo, senza dubbio.
22:32Senza dubbio.
22:35Vuoi aggiungere qualcosa, Max?
22:37Sì, per rientrare un po' nel tema di Milano.
22:41Certo.
22:42Allora, vorrei chiedere ai signori qui presenti cosa Milano ha tolto a Mauro e cosa gli ha dato.
22:51Ecco, stessa domanda tutta e due, magari.
22:53Iniziamo te.
22:54Milano a me mi ha insegnato professionalmente tutto.
22:57Perché a Roma un'organizzazione come qui a Milano non c'è mai stata in quel periodo.
23:03C'era solo la RAI, la RCA e RAI, la RCA, SIA e sembrava il ballo delle rane.
23:10Però Milano era tutto molto veloce e gli appuntamenti si rispettavano.
23:18Non è come Roma.
23:19Ah, ho trovato traffico.
23:20Troppo da gente.
23:21Io sono romano, per cui lo so.
23:24Milano era perfetto.
23:26Sia dal punto di vista di viabilità, perché i mezzi erano organizzati da paura.
23:34Le casse discografiche erano tutte in centro poi.
23:37Erano tutte in Corso Vittorio Emanuele.
23:39Per cui andando in galleria di Corso Vittorio Emanuele si trovavano quasi tutte lì.
23:44Per cui era difficile fare tanti.
23:49Questo è quello che mi ha insegnato a lavorare.
23:52Poi a Milano io ho fatto tutti i successi che ho avuto.
23:56Io ho venduto intorno ai 35 milioni di dischi, tra tutti gli artisti chiaramente.
24:02Però l'ho potuto fare solo qua.
24:05Perché a Roma è troppo...
24:08Allora, a Roma si vive meglio, secondo me.
24:11Non perché sono romano.
24:13Perché c'è più tempo.
24:14Perché ne stavamo parlando prima.
24:16Vai in un negozio e c'è uno che dà la battuta, l'altro è tre.
24:19A Milano c'hai una sola possibilità.
24:22Gli devi chiedere subito al negoziato di cosa vuoi.
24:24Se no alla seconda...
24:26Non c'è verza.
24:27Non dimentichiamolo Mauro, che tu hai detto una cosa giusta.
24:32Cioè hai parlato di Milano, specialmente per uno come te che arriva da Roma.
24:36Ma quante persone sono arrivate a Milano con i sogni nel cassetto.
24:41Gente che ovviamente in tutti i settori, non solo nella musica, l'ha realizzati.
24:45E moltissime.
24:46Tu hai citato per esempio Mango che era, mi ricordo, l'avevo incontrato tante volte,
24:52venuto a Milano da giovane con tanti sogni.
24:54Sì.
24:55E che qua a Milano proprio con l'incontro...
24:57Abbiamo fatto il coro.
24:59Esatto.
25:00Ecco, esattamente.
25:01Eravamo in due in studio, io e lui.
25:03Poi c'era Mauro Maionchi che era il discografico della Phonit.
25:07Ah, c'era il Phonit, poi c'era Alberto Sarello che era il marito.
25:11Certo.
25:12E noi abbiamo fatto oro in due, io e lui.
25:15Poi abbiamo messo il basso che è arrivato dopo.
25:19Ma la magia di quel brano lì è stato pazzesco.
25:23Poi vabbè qui c'è un aneddoto molto pesante perché Mango non voleva cantarlo quel pezzo.
25:30Non voleva cantare oro, pensate.
25:32No, sì.
25:33Lui lo voleva cantare con il testo del fratello.
25:36E questa è la cosa che ci ha fatto bene.
25:37Che era diverso completamente.
25:39Si chiamava Mama Voodoo Child.
25:41Ah!
25:42Un pezzo di Jim Hendrix.
25:43E allora?
25:44E allora a Mara non piaceva, non piaceva a nessuno.
25:48Però era il fratello, per cui era delicata la situazione.
25:53Finché Mara ha chiamato Giulio Mogol,
25:57Gli ha mandato loro il pezzo, le cose.
26:00E gli ha detto dammi la mano, vediamo se riusciamo a uscirne fuori da queste cose.
26:04E Giulio dopo due ore ci ha mandato oro.
26:08Pino l'ha letto, dice io non canterò mai questo.
26:11Così ecco.
26:12Addirittura, pensate.
26:14E poi?
26:15E poi alla fine ne è venuto fuori a testa alta dicendo sì vabbè ma tanto che ci metto a cantarlo.
26:22Ecco così.
26:23Pensate.
26:24L'ha cantato e io e Mara ci siamo guardati.
26:27Ecco.
26:28E' questo.
26:29Vedete?
26:30Questa è la magia un po'.
26:31C'è questo pezzo ancora oggi?
26:33Sì io l'ascolto, mi emoziona.
26:35Queste sono le magie della vita, le magie degli incontri, le magie di naturalmente delle concatenazioni che si verificano alle volte tra di loro.
26:45Max vuoi aggiungere qualcosa?
26:46No.
26:47La stessa domanda che hai fatto.
26:48E certo.
26:49Giustamente a Mimmo.
26:50A Mimmo.
26:51Milano cosa ti ha dato e cosa?
26:53Esatto.
26:54Esatto.
26:55E a differenza sua io, cioè a parte sono nato a Taranto ma dopo dieci mesi ero a Bergamo.
27:00Ah Bergamo.
27:01Era Bergamo.
27:02Quindi io a sei anni ero a Milano e a me ha solo dato, non ha tolto.
27:06E' questo.
27:07Bello.
27:08E' assolutamente perché era qualcosa di grande, da conquistare perché all'inizio credetemi è stata dura perché oggi sono gli estati comunitari.
27:19Una volta c'erano i terroni, io ero un terrone.
27:23Ok?
27:24All'inizio non è stato così facile.
27:26Adesso.
27:27Quindi devo dire che dopo le medie mi sono conquistato giorno per giorno la mia vita.
27:32Bello.
27:33Insomma a Milano avete visto che come molti l'hanno sempre definito è vero Max è veramente stata ed è una grande mamma per tante persone nei vari settori.
27:42E' arrivato il momento di salutarvi.
27:44È rimasta naturalmente nel vento una domanda che adesso ovviamente avremo modo di riprendere.
27:51Ma prima voglio ringraziare tutti coloro che ci hanno ascoltato.
27:55Avete visto che il mondo della musica è un mondo sicuramente variegato, pieno di aneddoti, di coincidenze, di incontri.
28:02Insomma queste sette note in qualche modo messe in modo diverso generano emozioni e risultati completamente diversi tra di loro.
28:11Ma ci sono tante canzoni italiane che sono diventate come abbiamo visto famosissime anche all'estero.
28:17Mauro le domande sono tante sulla magia anche del modo in cui un cantante italiano diventa famoso all'estero.
28:26Ma molto ovviamente magari è dipeso anche dalle canzoni che si sono portati dietro.
28:31Ma i testi raccontano effettivamente più o meno la testa storia magari con alcune cose o magari ci sono stati degli esempi di attualizzazioni per paesi diversi per mentalità, usi e costumi?
28:44Sì, infatti negli anni 70 venivano cantate diverse lingue i pezzi.
28:51E noi con i Nuovi Angeli per esempio abbiamo avuto successo in Austria, in Germania, eccetera, cantando in tedesco, cantando in francese.
29:01Un pezzo in francese andò in classifica in tutta Europa e noi abbiamo fatto un tour con gli Abba perché eravamo in classifica.
29:10Per cui il brano era fondamentale, era cantato in francese.
29:14Noi l'abbiamo fatto anche in italiano, ma ci stanno certi artisti che anche in italiano, tipo Modugno, tipo Toto Gotugno, perché veniscono tutti con Ugnu.
29:25Però hanno avuto successo in Russia, Toto, Dio, Celentano, Fradello.
29:35Cioè hanno avuto successo però in italiano, per cui ci stanno delle parti che ci accettano.
29:40A noi non ci accettano in Inghilterra per tanti motivi, cosa che negli anni 60 invece c'era Little Tony in classifica che cantava in inglese.
29:50E non ci accettano in America perché hanno un'offerta talmente ampia che gli devi portare proprio Caruso, allora va in classifica con Pavarotti e con Boccelli e lì diventa tutto diverso.
30:02Per cui ci sono i cassi, la musica comanda dove la mandi, la lingua a Giambia.
30:09Insomma, è vero Max, è veramente meraviglioso parlare di questo mondo anche con i nostri amici.
30:16Quante cose avremmo voluto ancora chiedergli.
30:21Potevamo parlare di Sanremo, di come è cambiato questo evento mediatico.
30:25Potevamo parlare anche magari, ahimè, delle meteore perché ci sono stati tanti personaggi che sembravano che avrebbero potuto fare una carriera meravigliosa.
30:34Magari si sono fermati ad una canzone che magari ha fatto successo ma poi per una serie di circostanze non sono andati oltre.
30:42Avremmo potuto parlare anche di quanto sono importanti gli arrangiamenti.
30:46Perché un conto naturalmente è una canzone che nasce al pianoforte con la chitarra ma poi, e Mauro lo sa bene, è l'orchestralità che fa prendere vita alla stessa canzone.
30:58Ma avremmo potuto parlare anche, ma lo faremo spero in un altro appuntamento, di quanto è importante un team, una squadra che viene realizzata naturalmente intorno all'artista
31:09dalla promozione, dall'abilità della promozione, all'abilità anche, non dimentichiamolo, del cosiddetto look.
31:17Ci sono cantanti che devono avere il proprio successo grazie, hanno avuto il proprio successo grazie a un modo di vestire che qualcuno gli ha dato.
31:24Ricorderete per esempio che per un certo numero di anni Claudio Baglioni si è sempre presentato vestito di nero in un certo modo.
31:32Insomma, quasi una sorta di etichetta, ma quanto sarà stato importante il modo di presentarsi e quanto sarà stato importante naturalmente anche il contenuto.
31:44Io credo in entrambi i casi.
31:46Però l'ultima domanda la voglio fare.
31:48Quanto conta da 0 a 100 la fortuna?
31:52Mimmo?
31:52La fortuna in qualche caso è stata un 90%, però è la miglioranza, devo dire, perché chi ha avuto la forza, l'intraprendenza di non arrendersi mai,
32:06ha avuto magari anche una seconda possibilità, non essendoci arrivato prima.
32:13Qui il carattere dell'artista è una delle cose molto importanti, perché se ti abbatti al primo stacco,
32:22dove vuoi andare, c'è poco da fare.
32:27Invece bisogna veramente essere perseveranti e chi lo è stato ha avuto i risultati, perché comunque,
32:37in base a quello che hai detto, la verità è che è già per carità difficile arrivare, ma è possibile,
32:45ma rimanere è molto più difficile.
32:49Certamente, in effetti, è un po' come lo scalatore, che arriva in cima alla montagna e poi lì tira un vento incredibile
32:56e quanta gente si è salvata, perché magari con la corda si è legata alla croce che di solito è in cima alla montagna
33:03e non è stato portato via dal vento.
33:06Mauro, quanto conta la fortuna per te da 0 a 100?
33:11Guarda, secondo me la fortuna, quando incontra il talento, il successo viene fuori.
33:17Soltanto che trovare tutte le persone al posto giusto, nel momento giusto, è una cosa complicatissima.
33:23Anche se, come dicevi prima, che uno fa un successo e basta e non si capisce perché, si capisce benissimo perché.
33:32Per quello che diceva Mimmo, quando tu fai un pezzo e hai successo, l'errore più grande è fare un pezzo uguale a quello.
33:42Perché ti metti in testa che fai successo solo se fai quel tipo di canzoni lì.
33:47E di artisti così ce ne sanno mille.
33:50Certo.
33:51Loro dovrebbero essere sempre diversi.
33:53La musica, la cosa più bella della musica è quando ti sottiene.
33:58Bene, ci siamo divertiti.
34:00Maxi, sei divertito? Ti è piaciuta la chiacchierata?
34:03Grazie, veramente.
34:04Figurati, allora l'appuntamento è con Milano e non giuro di ho alla prossima puntata.
34:09Però mi farò di piacere riavere loro due per poter andare avanti nella chiacchierata.
34:13se avranno modo di ritornare perché sono tanti gli aneddoti che potremmo svelare insieme, assolutamente.
34:20E magari, scusa, potremmo far suonare anche…
34:23Certo, come no, come no.
34:25I titoli delle canzoni sono emblematiche perché lui ha detto una cosa molto giusta.
34:33La musica conta più delle parole.
34:35È stata fatta un'indagine dalla quale è emersa che le prime cinque volte che una persona ascolta una canzone
34:41ascolta solo la melodia.
34:43Poi dalla sesta inizia a sentire anche le parole e se in qualche modo le parole lo coinvolgono,
34:49gli piacciono, insomma per lui diventa una canzone, diciamo, tra virgolette, popolare nella sua mente.
34:56Però non dobbiamo dimenticare che i titoli, un po' come se vogliamo facendo un paragone il titolo di un libro,
35:03il titolo di una canzone è assolutamente emblematica.
35:06Quanti titoli noi abbiamo nella nostra testa e che rappresentano per ognuno di noi magari un periodo della propria vita.
35:13E allora prendo spunto da quello che ha detto proprio Mimo Paganelli in chiusura,
35:17quando ha detto la fortuna conta, ma conta la perseveranza,
35:20conta l'avere voglia di vivere il sogno, l'avere voglia di non mollare.
35:26E allora prendiamo spunto proprio da due personaggi che tanti anni fa vincevano Sanremo,
35:31era una bella coppietta perché parliamo di Albano e Romina e cantavano una canzone che aveva un titolo proprio emblematico per quello che vi avete detto.
35:40Se avete un sogno, se avete voglia di viverlo, se avete voglia di mantenerlo e qualcosa magari non va per il verso giusto,
35:48non mollate perché il destino sicuramente vi darà un'altra occasione che come Albano e Romina cantavano molto bene,
35:55diceva proprio ci sarà, ci sarà l'occasione anche per voi per dimostrare quello che è il vostro talento.
36:01Grazie a Mimmo, grazie a Mauro, grazie a me, viva la musica!
36:05Grazie!

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