Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 9 minuti fa
Milano, 3 feb. (askanews) - La Cisterna in Fondazione Prada a Milano è uno spazio molto affascinante di per sé, che spesso stimola gli artisti che lo affrontano a trovare soluzioni inattese. Succede anche con Mona Hatoum che con la mostra "Over, under and in between" ha presentato tre diversi lavori, uniti da una sensazione di precarietà e instabilità, che aderisce con inquietante precisione al nostro presente frammentato."Ho trovato molto interessante - ha detto l'artista ad askanews - il fatto di non essere in un neutro white cube, ma di lavorare in uno spazio con una storia: questo è un luogo industriale, con caratteristiche molto particolari. C'è una certa severità nei suoi muri fatti di un cemento molto solido, che trasmette la sensazione di trovarsi in un bunker: tutto ciò per me è stato molto stimolante".Il risultato sono tre ambienti caratterizzati da strutture tipiche dell'artista nata a Beirut: la ragnatela di sottili sfere di vetro trasparente del primo ambiente; la mappa del mondo con biglie rosse sul pavimento del secondo e infine la griglia, che nel terzo blocco della Cisterna, prende la forma di una installazione monumentale, ma in un certo senso minata dall'interno dalla sua stessa impossibilità di ordine e certezza."Nel mil lavoro - ha aggiunto Mona Hatoum - io non faccio dichiarazioni dirette né mando specifici messaggi, ma mi piace esplorare le caratteristiche dei materiali per suggerire dei sentimenti che, quando il visitatore si trova di fronte all'opera, inizialmente provocano un'interazione fisica, poi, dopo, possono magari indurre a pensare a ciò che questo lavoro potrebbe implicare. Si tratta di un'attività esperienziale: ti avvicini allo spazio, ti fai affascinare dai materiali e, a quel punto, cominci a chiederti quale potrebbe essere il significato".In tutti i tre lavori c'è una sensazione di semplicità che appare più come un bisogno, una sorta di urgenza, che può specchiarsi nel disorientamento di fronte a una realtà sempre più instabile e sempre meno comprensibile. Ma ogni opera contiene un'anima ambivalente, mostra un aspetto, ma poi ne suggerisce anche l'opposto, in una rincorsa complessa e senza risposte definitive che, a suo modo, una volta che si prova a decodificare l'esperienza, ci offre per lo meno una suggestione anti ideologica su come possiamo provare a stare in questo mondo che, come direbbe lo scrittore Benjamin Labatut, abbiamo smesso di capire. (Leonardo Merlini)

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00La cisterna in Fondazione Prada a Milano è uno spazio molto affascinante di per sé
00:04che spesso stimola gli artisti che lo affrontano a trovare soluzioni inattese.
00:08Succede anche con Mona Hatum che con la mostra Over, Under and Inbetween
00:13ha presentato tra diversi lavori uniti da una sensazione di precarietà e instabilità
00:17che aderisce con inquietante precisione al nostro presente frammentato.
00:30Ho trovato molto interessante, ha detto l'artista da Scanius, il fatto di non essere in un neutro white cube
00:35ma di lavorare in uno spazio con una storia.
00:38Questo è un luogo industriale con caratteristiche molto particolari.
00:41C'è una certa severità nei suoi muri, infatti di un cemento molto solido
00:44che trasmette la sensazione di trovarsi in un bunker.
00:47Tutto ciò per me è stato molto stimolante.
00:50Il risultato sono tra ambienti caratterizzati da strutture tipiche dell'artista nata a Beirut.
00:54La ragnatela ai sottili sfere di vetro trasparente del primo ambiente,
00:57la mappa del mondo con biglia rossa sul pavimento del secondo
01:01e infine la griglia che nel terzo blocco della cisterna
01:04prende la forma di un'installazione monumentale
01:06ma in un certo senso minata dall'interno
01:09dalla sua stessa impossibilità di ordine e certezza.
01:24Nel mio lavoro, ha aggiunto Mona Hatum,
01:26io non faccio dichiarazioni dirette né mando specifici messaggi
01:29ma mi piace esplorare le caratteristiche dei materiali
01:32per suggerire i sentimenti che quando il visitatore si trova di fronte all'opera
01:36inizialmente provocano un'interazione fisica
01:38poi dopo possono magari indurre a pensare a ciò che questo lavoro potrebbe implicare.
01:43Si tratta di un'attività esperienziale, ti avvicina allo spazio,
01:46ti fai affascinare dai materiali
01:48e a quel punto cominci a chiederti quale potrebbe essere il significato.
01:52In tutti i tre lavori c'è una sensazione di semplicità
01:56che appare più come un bisogno
01:58una sorta di urgenza
01:59che può specchiarsi nel disorientamento
02:02di fronte a una realtà sempre più instabile
02:04e sempre meno comprensibile
02:05ma ogni opera contiene un'anima ambivalente
02:08mostra un aspetto
02:09ma poi ne suggerisce anche l'opposto
02:11in una rincorsa complessa e senza risposte definitive
02:14che, a suo modo, una volta che si prova a decodificare l'esperienza
02:17ci offre perlomeno una suggestione anti-ideologica
02:20su come possiamo provare a stare in questo mondo
02:23che, come direbbe lo scrittore Benjamin Labattu
02:26abbiamo smesso di capire.
Commenti

Consigliato