In Colombia se senti parlare dell'oro dei narcos non è una generica allusione, una metafora alle ricchezze dei narcos. No, è proprio l'oro. Il metallo giallo è diventato uno dei business più fiorenti dei narcotrafficanti colombiani, delle grandi organizzazioni criminali di questo paese, che tra l'altro hanno alleanze storiche con la mafia, ndrangheta e camorra italiane. Sì, l'oro è un bene rifugio che ha sempre acquistato valore in periodi di instabilità geopolitica, di turbolenze di ogni sorta di inflazione, di incertezze. E questi ultimi anni sono stati anni di aumento del valore dell'oro molto, molto importante. Ragion per cui trafficare oro è diventato ancora più interessante. E la Colombia, da sempre ricca di oro. Ci sono ricchezze minerarie aurifere, soprattutto nella regione amazzonica, ai confini col Brasile e non solo. E quindi i narcos adesso hanno un ramo specializzato nella estrazione mineraria illegale e nello smercio nel commercio internazionale illegale di oro è diventato uno dei loro business. Ecco, quando, dopo l'operazione Maduro, Trump improvvisamente ha cominciato a parlare della Colombia, ha accusato il presidente della Colombia Petro, di essere un narcotrafficante, ha minacciato un intervento militare in Colombia. In realtà il Venezuela e la Colombia sono tutt'uno, fanno parte dello stesso problema. C'è una vasta zona grigia al confine tra Venezuela e Colombia che non è controllata ufficialmente da nessuno e poco controllata sicuramente dal governo colombiano.
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