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  • 2 giorni fa
Domenica 11 gennaio 2026, le condizioni meteorologiche si sono rivelate instabili e le temperature al di sotto dei dieci gradi. Il rischio di restare comodamente rintanati in casa davanti a tv e smartphone era alto. Nonostante tutto, in decine si sono presentati per assistere al concerto di armonie complesse con accordi semidiminuiti: un segmento di difficile esecuzione tecnica che ancora oggi privilegia la filigrana musica per chitarra di Mertz maestro romantico, dotato di una particolare propensione e sensibilità verso la musica italiana. L'appuntamento musicale si è svolto presso la chiesa di Sant'Anna (in via Flavio Giugno) con l'esibizione dal vivo del Maestro Tommaso Ieva (andriese di origine con una lunga esperienza nella chitarra classica in Germania, dove ha ricoperto anche il ruolo di Direttore di un festival musicale) ha proposto un concerto di chitarra classica ottocentesca di tipo Stauffer. L'evento musicale - ancora una volta organizzato dalla sezione andriese dell'associazione Italia Nostra - ha avuto inizio con un approfondimento sul XIX secolo attraverso l'esecuzione del "Capriccio op.9 numero 20" di Luigi Legnani (1790 - 1877). Una sorta di "overture" scelta dal M° Ieva. Il secondo brano si è rivelato una sorpresa a tratti incredibile: una "Tarantella" scritta da Johann Kaspar Mertz (1806 - 1856), compositore e chitarrista austro-ungarico molto popolare a Vienna. Si è trattato di uno straordinario viaggio tra le culture europee che dalla zona centrale del vecchio continente ci ricollega inevitabilmente alla cultura musicale meridionale. Con tema e variazioni di "Que Ne Suis-Je La Fougere - opera 26^" (di Fernando Sor), il M° Ieva ha ricollegato l'opera con la nostra città: il compositore spagnolo fu un convinto sostenitore dei valori che si rifacevano al motto francese "Liberté, Égalité, Fraternité". Francesi come i soldati protagonisti di una straordinaria battaglia avvenuta ad Andria nel 1799. Sor divenne anche soldato prima nelle fila spagnole e poi francesi. Il concerto è quindi proseguito con "Reverie. Notturno Op. 19 (Larghetto più Mosso)": utilizzando anche la tecnica del "tremolo", il M° Ieva è così riuscito a simulare la percezione di un mandolino che accompagnava la chitarra classica attraverso l'uso di un unico strumento. Si tratta di un'opera di Giulio Regondi (1872 - 1872) che ha segnato un vero e proprio tuffo nel romanticismo. L'evento è poi proseguito con Tema e variazioni op. 9 su "O cara armonia" di Wolfgang Amadeus Mozart, scritta sempre dal compositore Sor. A tal proposito, è opportuno ricordare che Fernando Sor ha rivestito un ruolo di alta importanza nello sviluppo della tecnica chitarristica del XIX secolo: con il suo Méthode de Guitare ha infatti costituito a lungo un punto di riferimento per i maestri dello strumento, insieme ai metodi di illustri contemporanei come Dionisio Aguado e Mauro Giuliani (quest'ultimo, compositore nato nel 1781 a Bisceglie e scomparso a Napoli nel 1829).

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Musica
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