Dopo la prima di mercoledì 14 gennaio, in coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia va in scena fino al 25 gennaio al Teatro dell'Opera di Roma «La Bohème» di Giacomo Puccini del regista Davide Livermore, che firma anche scene, costumi e luci. Un sofisticato gioco tecnologico è reso possibile dal videomapping di D-Wok di cui, da oltre dieci anni, il regista torinese si avvale per modificare profondamente l’estetica dell’opera, usando la digital art come elemento sensibile del racconto. «Bohème non si studia, la si sa – dichiarava Livermore già nel 2014 –; ed è semplicemente perfetta, tanto perfetta da essere quasi una non-opera, una sorta di proto sceneggiatura cinematografica. Azioni e emozioni vengono descritte con una precisione assoluta. Come raccontare questa storia oggi? Facendo Puccini, assecondando la sua miracolosa partitura fino in fondo. E così – concludeva – questo allestimento ci porta nel 1896, nella contemporaneità della scrittura pucciniana, immergendoci nell’arte visiva contemporanea alla prima rappresentazione di Bohème. Nell’atelier di Marcello, che diventa sintesi di tutta l’esperienza pittorica della Parigi fin de siècle, le pitture amplificano il racconto degli affetti in musica». Sul podio dell’orchestra dell’Opera di Roma torna Jader Bignamini. Alla bacchetta di Alessandro Palumbo è affidata la replica del 21 gennaio. A dar voce al gruppo di giovani bohémiens protagonisti della vicenda narrata nel libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière, sono chiamati diversi cast che si alternano nelle undici recite. A vestire i panni di Mimì è l’interprete pucciniana del momento, Carolina López Moreno (17, 20, 22, 25), in alternanza con Maria Agresta (15, 18, 24) e Roberta Mantegna (16, 21, 23). Saimir Pirgu (17, 20, 22, 25) torna all’Opera di Roma, dove ha già interpretato i ruoli pucciniani di Pinkerton (Circo Massimo 2021) e Cavaradossi (Caracalla 2024), ma mai quello di Rodolfo. Nei panni del poeta cantano anche Francesco Demuro (15,18, 24) e René Barbera (16, 21, 23). Il pittore Marcello è interpretato da Nicola Alaimo (17, 18, 20, 22), Vittorio Prato (15, 16, 21, 23, 24) e Biagio Pizzuti (25); quest’ultimo è anche Schaunard (15, 16, 18, 21, 23), in alternanza con Alessio Arduini (17, 20, 22, 24, 25). Musetta è interpretata da Desirée Rancatore (17, 18, 20, 22, 25) ed Elisa Balbo (15, 16, 21, 23, 24), il filosofo Colline da William Thomas (17, 18, 20, 22, 25) e Manuel Fuentes (15, 16, 21, 23, 24), Benoît e Alcindoro da Matteo Peirone. In scena in tutti gli spettacoli il coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco, con la partecipazione della Scuola di Canto corale (maestro Alberto de Sanctis). Info: operaroma.it. Orari: giovedì 15 e venerdì 16 alle 20, sabato 17 alle 18, domenica 18 alle 16.30, da martedì 20 a venerdì 23 alle 20, sabato 24 alle 18, domenica 25 alle 16.30.
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