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https://www.pupia.tv - Un secondo arresto imprime una svolta decisiva all’inchiesta sull’omicidio di Sergiu Tarna, il giovane barista di origini moldave trovato senza vita nelle campagne di Malcontenta, nel territorio comunale di Mira, la mattina del 31 dicembre 2025. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Venezia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 38enne residente a Spinea, accusato di aver partecipato al delitto in concorso.

Il provvedimento, firmato dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura di Venezia, arriva a pochi giorni dal fermo di un 40enne agente della polizia locale veneziana, già ritenuto l’autore materiale dell’omicidio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due avrebbero agito insieme nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, una sequenza culminata con l’uccisione del giovane, colpito alla tempia con un’arma da fuoco e poi abbandonato lungo una strada di campagna.

Nel corso degli interrogatori, il vigile urbano ha ammesso le proprie responsabilità, escludendo però la premeditazione. Avrebbe raccontato di non aver pianificato l’omicidio, sostenendo che la situazione sarebbe degenerata durante un confronto e che il colpo di pistola sarebbe partito accidentalmente. Per ragioni di sicurezza, il 40enne è stato trasferito in un istituto penitenziario fuori provincia.

Il movente – Al centro della vicenda ci sarebbe un video a sfondo sessuale, registrato all’interno di un night club, che mostrerebbe l’agente in compagnia di una persona transgender. Il 40enne temeva che il filmato, che riteneva in possesso del barman, potesse circolare e avere ripercussioni sulla sua carriera professionale. Da qui, secondo il pubblico ministero, sarebbero nate pressioni sempre più insistenti nei confronti del giovane affinché cancellasse il materiale.

I messaggi – Le indagini hanno inoltre portato alla luce una serie di messaggi dal contenuto intimidatorio inviati nei giorni precedenti all’omicidio. In uno di questi, spedito il giorno di Natale tramite Telegram, il vigile avrebbe manifestato in modo esplicito la volontà di agire, lasciando presagire conseguenze violente. Un quadro che, per l’accusa, rafforza l’ipotesi del concorso nel delitto e ha portato al secondo arresto. (14.01.26)

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