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00:00Alberto Trentini è libero e con lui Mario Burlò. Finalmente una buona notizia in apertura di questo
00:082026. È la notizia che aspettavano da 423 giorni i familiari di Alberto Trentini, il volto dell'attesa
00:16in questi mesi che abbiamo cominciato e imparato piano piano a conoscere quello della madre Armanda,
00:21il papà Ezio, la compagna. L'aspettavano questa notizia gli amici e tutte le persone che in 20
00:27anni hanno avuto modo di entrare in rapporto con Alberto. Come ci hanno raccontato anche sulle
00:31pagine del Corriere quanti lo hanno incrociato in questo suo lavoro come cooperante sul campo dai
00:39Balcani all'Africa all'America Latina all'Asia. È stato dappertutto Alberto Trentini un percorso,
00:44una storia di impegno, di formazione, di studio e di lavoro concreto. Tante le persone che hanno avuto
00:50da lui un aiuto, che hanno avuto da lui anche una parola di conforto. Adesso finalmente dopo tanto
00:55tempo è arrivato il momento del sollievo irriconoscibile. Le avete viste le prime immagini
00:59che abbiamo pubblicato anche sul sito di Corriere questa mattina. Alle 5 l'alba italiana è arrivata
01:04la notizia in un comunicato del Ministero degli Esteri in italiano. Libero Alberto Trentini,
01:09lo vedete con la maglietta rossa sulla destra, insieme all'imprenditore piemontese Mario Burlò.
01:14Anche lui detenuto nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo a una trentina di chilometri
01:18da Caracas. Alberto era stato sequestrato. Di fatto una sparizione forzata senza formalizzazione
01:24di capi d'accusa nel novembre del 2024. Da allora era stato blackout. Pochissimi contatti
01:32con la famiglia. Recenti e a singhiozzo le visite dell'ambasciatore italiano in Venezuela.
01:39Cercheremo naturalmente di sapere cosa e come racconterà Alberto questi terribili mesi
01:46di detenzione nelle prossime ore. Per adesso è attesa l'attesa dei familiari e degli amici
01:50del ritorno a Venezia, da dove viene Alberto Trentini. Noi andiamo subito a collegarci
01:54con la nostra inviata che ha seguito in diretta queste frenetiche ore.
01:58Sara Gandolfi in questo momento in Colombia. Buongiorno Sara. Grazie a te. Grazie a te per
02:04la notte in bianco che hai trascorso una volta tanto. Insomma una bella notizia. Ne valeva
02:09la pena.
02:10Sì è stata una notte turbolenta effettivamente. Qua in realtà sono le 5 del mattino. Però
02:14ne valeva la pena. Ne valeva la pena perché finalmente è libero appunto questo ragazzo
02:19che con tutte le persone con cui ho parlato mi hanno detto che è una persona straordinaria.
02:24è stata una liberazione repentina. Nel senso tutti l'aspettavamo ma nessuno sapeva esattamente
02:30quando sarebbe avvenuta. E c'è stata un'accelerazione improvvisa. Ho parlato con l'ambasciatore
02:36appunto l'ambasciatore De Vito, l'ambasciatore italiano a Caracas, mi ha detto che tutto è successo
02:41tra le 11 e l'una di notte in Venezuela. Quindi appunto dicevano tutti giusto tra le 3 e 5 del mattino.
02:49anche dal comitato dei parenti, dei prigionieri che stanno aspettando. Nel senso c'erano state
02:57delle prime liberazioni. Si era detto che in questo weekend ci sarebbe potuta essere una
03:02svolta anche per Alberto Trentini e per Mario Burlò ma all'ultimo pareva anche che questa
03:07svolta si stesse allontanando nel tempo. Lui stesso come ha raccontato appunto l'ambasciatore
03:12nell'intervista che hai mandato a Corriere.it lui stesso non aveva avuto sentore di quanto
03:19stava accadendo. Lo hanno rasato prima di farlo uscire dal carcere, corretto?
03:24Sì, lui non soltanto non era pronto all'uscita, non se l'aspettava ma addirittura non sapeva
03:30nulla di quanto era successo nell'ultimo periodo. Non sapeva della cattura di Maduro per esempio.
03:35Lo hanno rasato che è una pratica comune tutte le volte che hai degli incontri.
03:40non soltanto appunto per chi esce. E gli hanno messo questa maglietta nuova, rossa,
03:46non so se la vedete nella foto, una maglietta della Nike. Gli l'hanno data al momento dell'uscita.
03:51E quando è arrivato in ambasciata, appunto raccontava l'ambasciatore, era emozionatissimo
03:56ovviamente, un po' incredulo, non sapeva di essere veramente ancora libero. La prima cosa
04:02che ha chiesto, o una delle prime cose che ha chiesto è stata questa famosa sigaretta.
04:05Lui è un fumatore, probabilmente in carcere non era così facile averne. La moglie dell'ambasciatrice,
04:12che è una salutista che non ha mai fumo, gli ha detto sì, ma vai fuori in terrazzo.
04:15Lui è felicissima perché ha detto finalmente respiro all'aria aperta. Quindi insomma, proprio
04:20la libertà ritrovata, diciamo così. Ha chiamato subito la mamma e poi ha chiesto di andare
04:26in una stanza privata per poter parlare con la fidanzata. Teniamo presente che mentre era in carcere
04:31queste telefonate praticamente sono state inesistenti. Credo che la mamma l'abbia sentita
04:36una sola volta, se non ricordo male. Quindi insomma, possiamo solo immaginare l'emozione
04:41di un giovane che dopo così tanti giorni, dopo 423 giorni ritrova la libertà.
04:47Sara, diciamo che i cambi di accusa non sono mai stati formalizzati. Lui è stato prelevato
04:53quel 15 novembre mentre cercava di raggiungere il confine. Viaggiava da Caracas verso il confine
04:58tra Venezuela e Colombia. Tu sei in Colombia adesso. L'accusa generica di cospirazione
05:03come spesso succede in questi casi di prelievi e sparizioni forzate, sempre più spesso purtroppo
05:09anche di cooperanti che lavorano con organizzazioni non governative straniere. Che carcere è?
05:14Che tipo di carcere è questo? Il rodeo? Questo carcere di massima sicurezza?
05:20Il carcere del rodeo è uno dei carceri più grossi insieme alle elicoite di Caracas del paese.
05:25un carcere di massima sicurezza, un carcere che si trova a circa un'ora nella capitale
05:29dove sono stati rinchiusi molti prigionieri politici come appunto Trentini. Trentini è
05:34stato catturato, come sappiamo, senza un vero capo d'accusa dopo le elezioni fraudolente
05:39del 2024 ed è diventato come tanti altri prigionieri politici, sono circa un'ottantina
05:46i prigionieri politici stranieri, un'arma di scambio, un'arma di ricatto nei confronti
05:51di governi stranieri per avere un appoggio piuttosto che altro. La cosa positiva, come
05:55ha detto l'ambasciatore, è che lui per mesi ha trovato dei muri, non è riuscito appunto
05:59a fare un paio di visite soltanto, ma dei muri rispetto al rilascio dei Trentini e anche
06:05degli altri prigionieri politici, sono per lo più italo-venezolani gli altri, e ha detto
06:10che negli ultimi giorni c'è stato effettivamente invece un cambio di atteggiamento da parte del
06:15governo di Caracas. Quindi evidentemente dopo la cattura di Maduro si sta davvero muovendo qualcosa.
06:20Ecco, ricordiamolo, tu dicevi che lo stesso Alberto, come anche Mario Burlò e gli altri
06:28in carcere non avevano saputo nulla di questo pseudogolpe che abbiamo visto praticamente in
06:35Mondovisione lo scorso 3 gennaio con il presidente venezuelano Nicolás Maduro prelevato e portato
06:42negli Stati Uniti. Allora, che cosa sta succedendo? A che punto è? Dici che il governo ad oggi
06:48guidato dalla vice tra l'altro di Maduro, Delcy Rodriguez, quindi l'apparato di potere
06:52non è sostanzialmente cambiato, ma è molto subalterno adesso a Trump, il presidente americano.
06:57Cosa è cambiato in queste due, tre settimane in Venezuela? A che punto siamo? E perché secondo
07:04te c'è anche un diverso atteggiamento da parte delle nuove, pseudo nuove autorità
07:09venezuelane con il governo italiano?
07:13Ma allora, Delcy Rodriguez che è stato insediato come presidente ad Interim sta dando prova di
07:19un grandissimo equilibrismo, doppio giochismo anche, perché da un lato deve compiacere,
07:25deve accettare un po' le richieste imposte da Trump e dall'altro deve tenere insieme
07:29il regime, perché intorno a lei c'è un regime che è tutt'altro che compatto, c'è una
07:34mala dura, guidata dal ministro dell'interno di Osvaldo Cabello che sicuramente non ama
07:41questo passaggio. Trump minaccia tutti di fare una fine peggiore di Maduro, per il momento
07:48Rodriguez sembra riuscire a guidare questa transizione di regime però, perché appunto
07:54ancora il regime c'è e le voci che arrivano dall'interno del paese non sono esattamente
07:59rassicuranti, perché per esempio c'è questo nuovo decreto di sicurezza che è stato emanato
08:04pubblicato in gazzetta dopo la cattura di Maduro, benché sia firma di Maduro che permette
08:10di arrestare per strada chiunque sia sospettato di essere complice degli americani e gli stessi
08:17Stati Uniti hanno messo un allarme per i certi americani presenti nel paese di uscire il prima
08:24possibile, perché si è aperto una sorta di caccia anche agli americani. Noi stessi giornalisti,
08:29io sono in Colombia perché non possiamo entrare, i giornalisti stranieri non possono entrare
08:33nel paese. Chiedono un visto, noi tutti abbiamo chiesto questo visto, io peraltro l'avevo
08:39chiesto già in passato più volte dall'Italia, che non arriva, per il momento proprio non
08:44arriva. Quindi c'è un po' una contraddizione, da un lato sembra che ci sia un irrigidimento
08:51del regime nei confronti dei cittadini, ma c'è sicuramente un'apertura nei confronti
08:59di Trump e una delle richieste di Trump è stata anche quella della deliberazione dei
09:03prigionieri politici. C'è da dire che Foro Penal, che è una delle organizzazioni per
09:07i diritti umani attive in Venezuela, chiede un passo in più, chiede l'amnistia, perché
09:15questi prigionieri che vengono rilasciati, gli stranieri che riescono a tornare in patria
09:20sono piuttosto tranquilli, chi viene rilasciato all'interno della Venezuela resta sotto processo,
09:26quindi potrebbe essere riarrestato in qualsiasi momento.
09:30Sara, hai incontrato lì in Colombia anche un'altra cooperante che ha lavorato tanto tempo
09:38a stretto contatto con Alberto Trentini, che ti raccontava proprio la quotidianità condivisa
09:42a lungo e il lavoro, la concretezza del lavoro. Per concludere, come ci racconti il lavoro
09:50proprio per entrare nella storia personale e professionale di Alberto Trentini? Che cosa
09:57hai anche tenuto dall'incontro con questa amica di Alberto?
10:02Sì, beh, Trentini ha una storia di cooperazione molto lunga, quindi ovviamente questa volontà,
10:08cioè volontaria, questa operatrice umanitaria colombiana, mi ha raccontato un pezzettino
10:13della sua vita, però ne emerge la figura di un capo, perché era il suo capo, molto disponibile,
10:19sempre attento, emotivamente molto vicino, ma anche molto calmo e forse questa sua calma,
10:24questa sua tranquillità lo avrà anche aiutato a superare questi 400 passaggiorni in situazioni
10:30veramente drammatiche. Quindi una bella persona, si potrebbe chiudere il tutto dicendo che è
10:35una bella persona, infatti anche questa sua collega alla fine della telefonata è praticamente
10:40scoppiata in un pianto quasi a dirotto, dicendo siamo qua, ti aspettiamo, torna da noi a braccia
10:47aperte. Una cosa positiva, spero che poi sarà confermata, è che comunque Trentini, benché
10:53abbia vissuto probabilmente in una condizione terribile, le piccole, sovraffollate e quant'altro,
10:58non è stato torturato. Anche l'ambasciatore ha confermato che lo ha trovato bene, insomma,
11:04per quanto sia possibile, dopo una situazione come in questo genere, abbiamo visto che è
11:08molto smagrito rispetto alle foto precedenti alla sua cattura, però non è stato torturato
11:14e quindi, cosa che invece purtroppo a molti venezuelani catturati, detenuti, è capitato.
11:22E ricordiamo anche i tanti venezuelani e non solo venezuelani che restano nelle carceri
11:27in quel paese. Grazie alla nostra inviata Sara Gandolfi, buon lavoro Sara, alla prossima.
11:33Grazie.
11:34Noi rientriamo in studio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha da poco sentito
11:39al telefono Armanda Trentini, la mamma di Alberto, che lo dicevamo in apertura in questi
11:44mesi, è diventata il volto discreto, addolorato, dolente, accanto a un'altra madre che purtroppo
11:51il figlio però non l'ha potuto riabbracciare, Paola Reggeni, la mamma di Giulio. Ecco, Armanda
11:57in questi mesi è diventata il volto dell'attesa intorno al quale piano piano, in modo molto
12:03graduale, non è stato istantaneo, si è coagulata la solidarietà di un intero paese. Allora
12:08noi andiamo a collegarci con il nostro prossimo ospite che ha seguito sul versante italiano
12:14la trattativa in tutti questi mesi ed in particolare l'accelerazione che abbiamo registrato in questi
12:19ultimi giorni, appunto lo ricordiamo anche per il precipitare degli eventi della situazione
12:24politica in Venezuela, dove lo scorso 3 gennaio è finita, si è chiusa per un intervento militare
12:29degli Stati Uniti d'America di Donald Trump, l'era di Nicolás Maduro, il presidente successore
12:35di Hugo Chavez. Allora andiamo a collegarci con Fabrizio Caccia, buongiorno Fabrizio, benvenuto
12:40e grazie. Buongiorno Maria Serena, buongiorno a tutti i lettori. Allora Fabrizio, l'impressione
12:47dimmi se sei d'accordo e qual è quella che ricavi tu dalle ricerche e dal modo in cui
12:52hai eseguito la vicenda negli ultimi giorni, l'impressione è che la finestra si sia aperta
12:57però fosse una finestra temporalmente molto limitata, diciamo che stesse per chiudersi,
13:01bisognava intervenire, sono mesi che diciamo bisogna riportare Alberto a casa subito, ma dopo
13:07i fatti del 3 gennaio scorso bisognava davvero riportarlo a casa subito perché gli scenari
13:11come ci raccontava poco fa Sara Gandolfi naturalmente sono fluidi e imprevedibili, quindi è possibile
13:16che anche la situazione della sicurezza, figuriamoci nelle carceri, in un carcere di massima sicurezza
13:21come il Rodeo, possa precipitare. È così? Bisognava a questo punto cogliere quest'onda
13:27ed essere il più tempestivi possibile? Come è andata?
13:30Sì hai ragione Maria Serena, è stato determinante il messaggio di apertura che la nostra premier
13:37Giorgia Meloni ha inviato alla nuova presidente Delcy Rodriguez, un messaggio di gratitudine
13:47per i primi prigionieri italo-venezolani che stavano uscendo e poi appunto l'auspicio che
13:57questo percorso andasse avanti. Questo messaggio insieme ad altri passaggi importantissimi
14:08compiuti dalla nostra intelligence, dal nostro ministro degli esteri Antonio Tajani con le
14:15sue interlocuzioni con Rubio, col suo omologo Rubio degli Stati Uniti, hanno fatto sì che si
14:24aprisse questa finestra e quindi a quel punto proprio ieri sera è arrivata da Caracas la
14:36notizia che il governo venezolano non poneva più nessun veto sulla liberazione dei due italiani
14:45e a quel punto sono stati addirittura dei rappresentanti del governo venezolano, così mi risulta, che hanno
14:53portato Trentini e Burlò a bussare all'ambasciata italiana, nel senso questo per dimostrare la
14:59grande collaborazione che si è creata nelle ultime ore. C'era già in mattinata, ieri, avevo parlato
15:08con Paolo Calandro che è il presidente della Casa d'Italia, cioè l'associazione storica dal
15:151929 degli italiani e Venezuela che diceva noi ce l'aspettiamo da un momento all'altro perché si è
15:22creato negli ultimissimi giorni un diverso clima nei rapporti proprio tra Venezuela e Italia e bisogna
15:32ricordare, lo hanno ricordato gli omni della task force, il team che a Palazzo Chigi hanno lavorato
15:41insomma negli ultimi mesi senza sosta dietro le quinte. Mi raccontavano che è stata fondamentale
15:48anche la presenza discreta della Chiesa, nel senso che parlavo l'altro ieri con Don Gerardino
15:56Barracchini, che è il parroco del santuario della Candelaria a Caracas, che era il 19 ottobre
16:03scorso a Piazza San Pietro come vice postulatore della causa di canonizzazione dei due primi
16:12santi della storia del Venezuela e quel giorno è stato decisivo per riavviare, riannodare
16:17i contatti e i legami e i rapporti tra il nostro paese e il Venezuela. E quindi tutte queste cose,
16:29ricordiamo che il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, è stato Nunzio Caracas, ricordiamo
16:35che il numero due degli affari esteri vaticani, il cardinale Edgar Pagniaparra, è venezuelano,
16:42cioè quindi queste figure molto autorevoli discretamente hanno anche loro giocato un ruolo.
16:50E lo stesso Papa Leone XIV statunitense ha una storia in America Latina di...
16:56Giustissimo, giustissimo, certo, il missionario in Perù, è chiaro che erano figure, ma lo
17:02stesso Papa Francesco, insomma, caro al mondo latinoamericano, no? E quindi sì, tutte
17:09queste cose, ma appunto mi raccontava uno dei più autorevoli membri di questo team diplomatico
17:18di intelligence che lavora da mesi su dossier trentini che appunto c'è stato questo lavoro
17:27corale che ha portato al risultato.
17:31Dicevi Fabrizio della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che naturalmente si è spesa e si è
17:36felicitata per l'esito della vicenda. Quanto può aver influito la relazione personale Meloni-Trump,
17:45se c'è stato un ruolo concreto in questa vicenda e con l'accelerazione naturalmente
17:52degli ultimi giorni, visto il cambio di situazione di scenario politico a Caracas?
17:58Io credo di sì, perché mi hanno detto che sono stati tanti anche i colloqui ad altissimo
18:04livello per Meloni, no? E quindi questa formula ad altissimo livello mi fa pensare che appunto
18:14anche il rapporto stretto tra il nostro Presidente del Consiglio e il Presidente Trump hanno fatto
18:23sì che si aprisse questa finestra, perché Trump voleva liberare gli americani reclusi
18:33lì nelle carceri venezuelane.
18:35Nei giorni scorsi c'era stata una liberazione, la prima liberazione, la prima tranche, la prima
18:40fase di altri tre connazionali. Questo dal punto di vista proprio delle manovre anche sul
18:45campo, secondo quanto ti raccontavano dall'intelligence e dal Ministero, apriva spiragli positivi oppure
18:53ha creato preoccupazione il fatto che non siano stati liberati tutti insieme?
18:58Come diceva Sara, il problema era anche legato alla posizione del Ministro dell'Interno
19:10Cabello che non era esattamente d'accordo con la linea della Presidente Rodriguez, nel senso
19:21dell'Interno, con il contorspionaggio militare che gli è ancora devoto, non condivide interamente
19:35questa politica di rilascio dei prigionieri di stranieri e quindi c'era questo ultimo ostacolo
19:43da superare che poi per fortuna alla fine appunto il veto è stato tolto e ha prodotto
19:52la liberazione anche degli ultimi due dalla short list che il Ministro Tagliani aveva presentato
19:59sia gli americani che i venezuelani.
20:03Grazie al nostro Fabrizio Caccia, aspettiamo naturalmente le ricostruzioni e retroscena che
20:08ci racconterai tra oggi e domani, buon lavoro Fabrizio e alla prossima.
20:13A voi, grazie Maria Serena, ciao.
20:16Noi rientriamo in studio e avete sentito, ci sono diverse posizioni anche all'interno
20:23naturalmente della compagine di governo venezuelana, diverse posizioni come sempre accade anche
20:30nei regimi, nei sistemi autoritari e dittatoriali, diverse posizioni che esistevano naturalmente
20:35ben prima dell'opseudogolpe del 3 gennaio scorso. Anche per questo situazioni come quella
20:42di Alberto Trentini vanno seguite, monitorate con discrezione e molto da vicino e occorre
20:49tempestività, occorre rapidità nell'intervento perché anche nei rapporti tra i diversi apparati
20:55del potere in situazioni appunto come quella venezuelana possono esserci delle situazioni che
21:02sfuggono di mano, possono verificarsi, si può scivolare anche nei conflitti, nelle zone opache,
21:08nelle zone buie del conflitto tra i diversi apparati del sistema di potere. C'è l'intelligence,
21:14ci sono le autorità politiche, all'interno stesso delle autorità politiche naturalmente
21:18gerarchie, rapporti di convenienza, di obbedienza, di lealtà. Sapremo in futuro probabilmente
21:27cosa è davvero accaduto quel 3 gennaio e quali sono le mosse che dietro le quinte hanno
21:32preparato la deposizione di Nicolás Maduro. Appare certo ad oggi che divisioni all'interno
21:40dello stesso sistema di potere delle crepe che si sono aperte abbiano creato quel terreno
21:45favorevole poi all'intervento a gamba tesa del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
21:50lo ricordiamo. Narcotraffico era la motivazione ufficiale, presentata già nei mesi scorsi
21:57per una serie di provocazioni, addirittura lo schieramento di navi di guerra a largo del
22:02Venezuela, presentate appunto da Trump che denunciava il massiccio afflusso di droga
22:09di stupefacenti dal Venezuela verso gli Stati Uniti. Era questa la copertura ideologica
22:13dell'intervento, una maschera che poi è stata smessa direttamente dallo stesso Trump senza
22:17tante sottigliezze all'indomani dell'intervento militare sul suolo di Caracas, la capitale
22:24del Venezuela, quando il Presidente ha parlato apertamente degli interessi degli Stati Uniti
22:27appunto nel paese sudamericano. Noi torniamo sulla notizia del giorno, che è la notizia
22:33che ci fa tirare un sospiro di sollievo almeno in questo lunedì 12 gennaio, quella della liberazione
22:40degli italiani Mario Burlò e Alberto Trentini. Io vado a collegarmi, saluto e ringrazio il nostro
22:45prossimo ospite, che sulla vicenda di Alberto Trentini si è speso da subito su il primo
22:51editoriale, lo scorso ormai febbraio, il febbraio del 2025, che denunciava il silenzio assordante
22:57su una storia di un italiano per bene. Allora saluto e ringrazio Carlo Verdelli, buongiorno
23:02direttore, grazie e benvenuto. Buongiorno a voi, grazie. Direttore, a te proprio il commento
23:09conclusivo su questa vicenda. Cosa hai provato? Partiamo da qui. Cosa hai provato stamattina?
23:16Non so quando hai visto la notizia che aspettavamo da giorni con questa accelerazione che abbiamo
23:20raccontato nella prima parte della nostra diretta. Quando hai visto la notizia della liberazione
23:26dopo 423 giorni di Alberto? Ho provato quello che spero abbiano provato tanti italiani, un
23:35sentimento di sollievo e di felicità anche perché è vero quello che è stato detto dai
23:43colleghi precedentemente, da Sara Gandolfi, da Fabrizio Caccia, che era tutto avviato perché
23:51questa cosa succedesse. Però se per caso non fosse successa, se lo spazio temporale che
23:59citavi prima si fosse chiuso, se per ipotesi Alberto Trentino fosse riuscito a entrare in questo
24:10varco, io credo che la situazione per lui sarebbe diventata molto molto complicata. Era già molto
24:20complicata. Quando io scrivo quel primo editoriale sul Corriere della Sera c'è un silenzio assordante
24:28intorno a una figura che è quella di questo cooperante che viene arrestato a 45 anni, che
24:34è in agosto mentre è in carcere e compie 46 e che quindi sa via versi 47, quindi fa un'esperienza
24:43di un anno e due mesi di carcere senza nessuna colpa, senza che al suo avvocato Alessandra
24:49Ballerini né alla nostra diplomazia venga recapitata nessuna accusa nei suoi confronti,
24:57noi siamo di fronte a un caso unico. Io credo questo perché noi abbiamo visto anche di
25:05recenti molti giornalisti, uomini, donne, ostaggi di situazioni dove però è stato possibile
25:14liberarli nelle maniere nelle quali gli stati solitamente arrivano alla liberazione di persone
25:21catturate non per loro colpa. Nel caso di Alberto Trentino non si è mosso niente per mesi, per molti
25:29mesi e quindi mi sembrava giusto sollevare sul Corriere della Sera, che è un giornale molto
25:37attento a questi argomenti tradizionalmente molto attento, la questione di un cooperante
25:43per bene, come ricordava anche la collega Gandolfi prima, chiunque parli di lui ne parla benissimo,
25:51parla, qua non stiamo facendone un santino, ma parla di una persona che ha dedicato la sua
25:57intera vita ad andare a dare una mano nei posti più diversi del mondo a chi aveva estremamente
26:05bisogno. Sara oggi sul Corriere della Sera intervista una cooperante con cui ha lavorato
26:12in Colombia che parla benissimo di lui, non aveva nessuna colorazione politica, era davvero
26:21un italiano da esportazione per bene che andava in giro a fare del bene e misteriosamente per molti
26:29molti troppi mesi intorno a lui c'è stato un silenzio fragoroso. Per fortuna oggi è il giorno del
26:37sollievo e della gioia, ci sarà il tempo di ragionare del perché ci è voluto così tanto.
26:43Proviamo magari ad anticiparla questa riflessione, tu hai seguito la vicenda di Alberto in tutto il
26:49suo svolgimento, ci sei tornato più volte in un editoriale del novembre del 2025, cominciavi
26:56scrivevi proprio così in apertura del pezzo, siamo diventati irriconoscibili a noi stessi, ecco perché
27:01siamo diventati secondo te che idea poi hai maturato in tutto questo tempo, perché siamo diventati
27:06irriconoscibili? Sarà che una faccia bella, pura, un profilo come quello che stiamo raccontando di
27:13Alberto Trentini in un mondo tanto, vogliamo dirlo, cinico come quello che si dispiega sempre più
27:21davanti ai nostri occhi, magari parla, è possibile spingerci attanto, parla sempre meno persone?
27:28È possibile, io una risposta a questa domanda non me la sono riuscita a dare. Vedo che nell'ultimo
27:37tempo, nell'ultimo periodo, dopo il blitz di Trump che ha deposto, ha arrestato Maduro, ha fatto 100
27:45morti eccetera eccetera, poi non si capisce bene cosa succederà, lì si sono aperte le porte
27:52dell'attenzione nei confronti di Trentini in Italia, da parte del governo, da parte dell'opposizione,
27:59da parte dei media, però se fate un controllo proprio molto molto semplice, è andato indietro
28:07di due mesi fa, Trentini era, compiva un anno di detenzione e io ricordo una conferenza stampa
28:17indetta dalla madre, perché la signora Armanda Colussi Trentini è dall'avvocato Ballerini a Milano,
28:25dove la madre per la prima volta dopo un anno dice, io non so cosa penserà mio figlio
28:35del suo paese che era abbandonato, succedeva due mesi fa e tutto sommato questa donna è
28:47una donna molto misurata, una donna credo cattolica, appartiene a una famiglia cattolica,
28:54lui stesso, non so quale sia la sua professione, non ha mai frequentato i centri sociali, quindi
28:59è proprio una persona che era andata in Venezuela, come è stato in tanti altri posti, per dare
29:06una mano, io non capisco perché l'Italia in generale, metto di mezzo anche noi operatori
29:17dell'informazione, non ha reagito con forza a questo danno che noi stavamo subendo, che noi come comunità
29:27italiana stavamo subendo, perché Alberto Trentini è un nostro figlio, è un nostro fratello, è un italiano
29:38puro sia dal punto di vista, diciamo così, della coscienza, del fatto che uno dedica la sua vita a dare
29:47una mano, è puro di passaporto, cioè lui viene arrestato e sequestrato da un regime per estorsione
29:56politica, in cambio di qualche favore d'Italia, succede a tanti, vengono arrestati in quel periodo
30:03dal governo Maduro, 80-100 cittadini di altri paesi, francesi, svizzeri, spagnoli, eccetera, eccetera,
30:11per tutti quelli che in qualche modo non hanno riconosciuto la sua ultima elezione, per fare
30:17pressioni, per ottenere riconoscimenti, eccetera, molti vengono liberati nel frattempo, un francese
30:25Macron viene liberato, uno svizzero viene liberato, degli spagnoli vengono liberati e i nostri no,
30:31dice, adesso questo è il momento davvero, io penso questo, che sia il momento della gioia, del
30:43sollievo per un paese, perché tornano a casa insieme ad Alberto, anche come ricordavi prima
30:51l'imprenditore Mario Burlò e già sono tornati a casa Luigi Gasperin e tornati a casa poi sono
30:57persone che magari vivono in Colombia, ma comunque hanno il nostro passaporto, Burlò
31:04tornerà a casa in Italia, e quindi un momento di pace per il paese dopo tutta l'angoscia,
31:12sospendiamo, rallegriamoci di questo.
31:16Rallegriamoci, naturalmente, riesprimiamo la vicinanza alla famiglia, possiamo solo immaginare
31:21cosa significa, cosa è significato avere a che fare con le paranoie anche di un regime,
31:26con un blackout totale per tutto questo tempo e naturalmente per Alberto. Solo un passaggio
31:31finale, direttore, mobilitazione intermittente anche sull'altro grande fronte acceso della
31:39politica mondiale di questi giorni, l'Iran, poca mobilitazione da parte, poca indignazione
31:46per la repressione, almeno ad oggi, per la repressione della grande rivolta iraniana, che
31:52stavolta forse è davvero più che in passato sta facendo tremare il regime degli Ayatollah.
31:57Come la vedi?
31:59Penso esattamente alla stessa incipit del pezzo che hai citato tu prima, cosa siamo diventati?
32:08Cioè, siamo insieme, lì c'è, in Iran sta succedendo una cosa, poi dall'esito non lo conosciamo,
32:16l'esito finale, però c'è un popolo che per una ragione, l'ultima ragione, ci aveva già provato
32:22due anni fa, per Masha Amini, no? Per la protesta contro una donna uccisa perché aveva sollevato
32:32a mano il velo. Questa volta vanno in piazza, la causa scatenante è per il caro vita, perché
32:38si vive malissimo in un paese ricco di petrolio, la casta. Però la repressione è una repressione
32:46bestiale e da regime, come successe anche l'altra volta, il numero dei morti è incalcolabile.
32:56Ecco, non vedo, non vedo in qualche modo per prudenze, per la politica italiana, poi
33:03parliamo di questo perché poi i giornali hanno altri compiti, la politica italiana sufficientemente
33:11preoccupata di questo. Forse sono troppe le fronti dei quali dovrebbe preoccuparsi, però
33:19l'Italia è un paese importante sullo scacchiere, sia per una ragione geopolitica, geografica,
33:25sia per una ragione geopolitica. Io vorrei sentire di più la voce del governo, dell'opposizione
33:32su questi fronti, invece mi sembra sempre tutto molto prudente. L'Iran è una cosa enorme,
33:39se dovesse andare in porto o se dovesse essere repressa nel sangue questo tentativo di riportare
33:47un po' di democrazia in quel paese, sarà un'altra cicatrice sulla pelle del mondo che
33:54in questo anno ne sta accumulando molte. È un anno cominciato in una maniera, diciamo,
34:03molto preoccupante per quello che riguarda il rispetto del diritto internazionale. In questo
34:10quadro delle lotte per rivendicarlo, oppure della sottomissione allo strappo nei confronti
34:19dei diritti internazionali. Ecco, in Iran sta succedendo qualcosa che meriterebbe forse
34:24un'attenzione maggiore e meno prudenza da chi ci rappresenta nel mondo.
34:30È il momento di schierarsi, è una fase storica nella quale ci si può schierare. Grazie, grazie
34:38a Carlo Verdelli, grazie direttore per tutto, anche per quanto hai scritto in tutti questi
34:45mesi per Alberto Trentini. Buon lavoro, buona giornata e alla prossima.
34:50Grazie mille, grazie a voi. Buona giornata.
34:53Noi rientriamo in studio e concludiamo la nostra diretta di oggi. Il direttore Verdelli
34:58citava l'inizio turbolento di anno. Ricordiamo anche, non è una vicenda di politica internazionale,
35:06ma non possiamo non ricordare la notizia che ha aperto questo 2026, la terribile strage
35:11di Cran Montanà e esprimiamo naturalmente vicinanza ai familiari delle vittime e ai
35:18sopravvissuti e alle loro famiglie. Vogliamo chiudere con il sollievo condiviso appunto con
35:24Carlo Verdelli, Sara Gandolfi, Fabrizio Caccia per la notizia che ha aperto invece questo
35:28lunedì 12 gennaio, la liberazione di Alberto Trentini, di Mario Burlò, tornano a casa,
35:33torna a casa il cooperante italiano che era in Venezuela per lavorare con l'organizzazione
35:38non governativa con base in Francia, Humanity and Inclusion. Alberto, una vita a lavorare
35:44a servizio di persone vulnerabili in difficoltà, su fronti di guerra, in aree di crisi, ecco
35:49finalmente sta per riabbracciare la sua famiglia che ha sperato e aspettato per 423 giorni
35:54a Venezia. Allora io vi saluto, vi ringrazio per la vostra attenzione insieme a tutta la
35:59squadra di Corriere TV, vi auguro una buona giornata, vi do appuntamento alla prossima diretta.
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