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  • 9 mesi fa
(LaPresse) Tra i temi toccati nella conferenza stampa di inizio anno dalla permier Giorgia Meloni c'è ovviamente quello riguardante la guerra in Ucraina. «Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, è una lettura che io considero un po' di parte», ha dichiarato la presidente del Consiglio replicando alla domanda di un giornalista. «Il dibattito all'interno della maggioranza sul tema Ucraina non è tra filo-russi, filo-ucraini, i fili ce li hanno i burattini. I politici, se son seri, non devono essere filo niente. Nella maggioranza c'è un dibattito su come meglio si difende l'interesse nazionale», ha aggiunto la premier. Per quanto riguarda l’Ucraina «non c'è questa l'opzione di un intervento della forza multinazionale con l'ombrello delle Nazioni Unite. Quello di cui si sta parlando oggi, e che è inserito anche nella definizione degli accordi di pace, è l'istituzione di una forza multinazionale nell'ambito della Coalizione dei Volenterosi, senza quindi l'ombrello dell’Onu, per rafforzare la difesa Ucraina come strumento di garanzia di sicurezza. La ragione per la quale io non ritengo necessario l'invio dei soldati italiani in Ucraina è che il principale strumento oggi individuato per costruire solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina è il cosiddetto 'Article 5-like', cioè un sistema di garanzie di sicurezza ispirato all'articolo 5 della Nato. Ora, se c'è un sistema di sicurezza ispirato all'articolo 5 della Nato, è quella la principale forma di garanzia di sicurezza per l'Ucraina». «Poi, l'invio dei soldati per rafforzare l'esercito ucraino può essere ed è probabilmente un di più, e infatti io non contesto le nazioni che lo vogliono fare, ma non lo considero necessario da parte dell'Italia», aggiunge la premier.  «Mi pareva che sul non invio delle truppe italiane in Ucraina ci fosse anche una quasi unanimità del Parlamento. Adesso leggo che invece cominciano ad esserci posizioni diverse da parte di esponenti del Partito Democratico. Se è cambiata posizione, si presenta in Parlamento una mozione in questo senso e si formalizza la proposta», aggiunge ancora Meloni ribadendo che «ad oggi io non lo considero necessario» l’invio di soldati italiani «anche perché quante sono le truppe che noi dovremmo mandare in Ucraina per essere efficaci sul piano della deterrenza a fronte di un esercito che ha circa un milione e mezzo di persone in Russia?». «Quindi io dall'inizio mi sono occupata di trovare una formula che potesse dare importanti e serie garanzie di sicurezza e penso dobbiamo essere tutti fieri del fatto che oggi nei documenti che vengono discussi le garanzie di sicurezza per l'Ucraina vengono disegnate sulla base di una proposta che è stata fatta dall'Italia. E lo dico anche perché nei lunghi mesi in cui abbiamo trattato questa materia, molto spesso ho ascoltato politici e osservatori che deridevano l'Italia per una proposta totalmente campata in aria, evidentemente così campata in aria non è».

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00:00Non condivido il riferimento al veto putiniano di Salvini, questa è una lettura che io considero un po' di parte.
00:16Ho già detto in varie occasioni, approfitto per dirlo anche a voi, che i dibattiti che si fanno all'interno della maggioranza,
00:23particolarmente su questo tema della Russia e dell'Ucraina, non sono dibattiti che si fanno tra filo russi e filo ucraini,
00:33tra filo americani o filo non so bene cosa, questa cosa dei filo come sapete, io ho sempre pensato che i fili ce li abbiano i burattini
00:40e che i politici, i fili non ce li hanno e quindi tendenzialmente se sono seri non devono essere filo o niente.
00:45E' un dibattito su come meglio si difenda l'interesse nazionale, secondo me, e lei sa che c'è una fetta molto significativa,
00:56forse maggioritaria, diciamoci la verità, dell'opinione pubblica italiana che ritiene che sarebbe più facile difendere l'interesse nazionale
01:04diciamo facendo dei passi indietro, chiaramente ritenendo che questo possa allontanare la guerra,
01:13io penso che la cosa che allontana la guerra sia stare a fianco dell'Ucraina, ma il dibattito quello è,
01:18è sui metodi con cui si garantisce la pace e si garantisce l'interesse nazionale e ripeto, insomma sono in molti che la pensano in maniera diversa a me,
01:27io vi ho sempre detto, l'unico modo di garantire pace è la deterrenza, la deterrenza, di recente lo sono andato a cercare,
01:37mi ha molto affascinato, la parola deterrenza viene dal latino, devia da terrere, spaventare, cioè qual è il concetto della deterrenza?
01:48devi essere abbastanza forte da far desistere il nemico dalla possibilità di attaccarti, quindi è la forza che costruisce pace,
02:00non è la debolezza che costruisce pace, questa è la mia lettura ed è il motivo per cui ho sempre detto che per costruire pace
02:07serviva a stare a fianco dell'Ucraina, ma chi ha un'opzione, una proposta diversa dalla mia, penso che sia perfettamente legittimato ad averlo
02:16senza che gli si dica che è filo qualcosa o filo qualcun altro che è nemico degli interessi nazionali, comunque in ogni caso
02:22non è la mia lettura. Dopodiché per quello che riguarda la domanda che lei formulava, non c'è questa opzione sul campo oggi,
02:31quella di un intervento di una forza multinazionale con l'ombrello delle Nazioni Unite, quello di cui si sta parlando oggi
02:39e che è inserito anche nell'ampio definizione degli accordi di pace è l'istituzione di una forza multinazionale
02:50nell'ambito della coalizione dei volenterosi senza quindi un ombrello attualmente per rafforzare la difesa ucraina
03:01come strumento di garanzia di sicurezza. La ragione per la quale io non ritengo necessario l'invio dei soldati italiani in Ucraina
03:10è che come lei sa, il principale strumento oggi individuato per costruire solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina
03:18è il cosiddetto Article 5 Like, cioè un sistema di garanzie di sicurezza ispirato all'Articolo 5 della Nato.
03:27Ora se c'è un sistema di sicurezza ispirato all'Articolo 5 della Nato è quella la principale forma di garanzia di sicurezza per l'Ucraina
03:37cioè le nazioni che fanno parte della Nato, anche se in questo caso la garanzia di sicurezza sarebbe esterna alla Nato
03:45però è ispirata a quel modello. Prendiamo il modello Nato, nelle nazioni che sono all'interno della Nato
03:51ci sono molte nazioni nelle quali non ci sono basi o truppe straniere e sono nazioni garantite lo stesso
03:57e sono nazioni garantite lo stesso perché? Perché chiaramente la previsione di un intervento degli alleati
04:06e di chi sottoscrive queste garanzie di sicurezza nel caso di un attacco sono quello che garantisce tutti.
04:13Poi l'invio dei soldati per rafforzare l'esercito ucraino può essere ed è probabilmente un di più
04:21e infatti io non contesto le nazioni che lo vogliono fare ma non lo considero necessario da parte dell'Italia.
04:32Dopodiché mi pareva che su questo ci fosse anche quasi un'animità del Parlamento
04:38sul non invio delle truppe italiane in Ucraina. Adesso leggo che invece cominciano a esserci posizioni diverse
04:44da parte di esponenti del Partito Democratico. Se si è cambiata posizione si presenta in Parlamento
04:49una mozione in questo senso e si formalizza la proposta e vi dirò che cosa ne penso
04:53ma ad oggi io non lo considero necessario anche perché guardi quante sono le truppe che noi dovremmo mandare in Ucraina
04:58per essere efficaci sul piano della deterrenza a fronte di un esercito che ha circa un milione e mezzo di persone in Russia.
05:05Quindi io dall'inizio mi sono occupata di trovare una formula che potesse dare importanti e serie garanzie di sicurezza
05:15e penso che dobbiamo essere tutti fieri, mi consenta di dire anche questo, ciriaco, del fatto che oggi
05:22nei documenti che vengono discussi le garanzie di sicurezza per l'Ucraina vengono disegnate sulla base di una proposta
05:29che è stata fatta dall'Italia e lo dico anche perché nei lunghi mesi in cui abbiamo trattato questa materia
05:35molto spesso ho ascoltato politici e osservatori che deridevano l'Italia per una proposta totalmente campata in aria
05:43evidentemente così campata in aria non era.

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