Una «ciclabile umana» per ricordare Nicolò e riportare al centro il tema della sicurezza di chi si muove in bicicletta o a piedi. Il bambino, sette anni, è morto martedì dopo essere stato investito mentre percorreva in bici il controviale di corso Regina Margherita, diretto a scuola insieme al padre. L’incidente era avvenuto all’altezza del civico 63, dove il piccolo era stato travolto da una Chevrolet Matiz. Soccorso e trasportato in codice rosso all’ospedale Regina Margherita, Niccolò era stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico. Nel pomeriggio, però, le conseguenze del grave politrauma erano risultate fatali. La polizia locale aveva sequestrato la bicicletta e l’auto e aveva avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.Dopo la tragedia, la Fiab ha riacceso i riflettori sulle condizioni delle ciclabili torinesi e, in particolare, sui controviali di corso Regina, giudicati troppo esposti ai rischi del traffico. Da qui l’iniziativa «Basta morire in strada», promossa per ricordare Niccolò e chiedere interventi concreti per rendere più sicuri gli spostamenti di ciclisti e pedoni.