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  • 6 settimane fa
(LaPresse) «Care concittadine e cari concittadini, si chiude un anno non facile. Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore. La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace»: così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel consueto messaggio di fine anno agli italiani. «Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine - ha detto in un altro passaggio - di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte».

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00:00Cari concittadini e cari concittadini, si chiude un anno non facile.
00:06Tutti ne abbiamo ben presenti le ragioni e, come sempre, speriamo di incontrare un tempo migliore.
00:14La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace, di fronte alle case,
00:21alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine,
00:25di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini
00:35al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza,
00:42dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto
00:49e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte.
00:59La pace, in realtà, è un modo di pensare, quello di vivere insieme agli altri rispettandoli,
01:06senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio.
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