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  • 8 mesi fa
La Corte di Cassazione, respingendo il ricorso avanzato dall'Atm, ha reintegrato sul posto di lavoro uno dei cinque apprendisti autisti licenziati nel 2023.Già nel 2024 la Corte d'appello aveva dato ragione al lavoratore.
Altri tre colleghi sono in attesa della sentenza dei giudici d'appello.

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Trascrizione
00:00Si conclude dopo più di due anni il caso di uno dei cinque autisti apprendisti di ATMSPA licenziati dall'azienda nel 2023 con la mancata trasformazione del contratto di formazione in contratto a tempo indeterminato. Un fulmine a ciel sereno per i lavoratori che pensavano di aver trovato uno sbocco occupazionale definitivo a cui ora ha messo fine la Corte di Cassazione, almeno per uno dei cinque lavoratori che hanno seguito percorsi giudiziari diversi.
00:26Protagonista l'operatore di esercizio Giuseppe Zangla per il quale il 2025 si è concluso in bellezza con la certezza di essere reintegrato in azienda. Dopo il licenziamento i cinque lavoratori, dopo essersi rivolti alle organizzazioni sindacali, avevano impugnato il provvedimento.
00:42Con sentenza del 14 ottobre 2024, la Corte d'Appello ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Giuseppe Zangla disponendo la reintegra del lavoratore ed il riconoscimento delle tutele previste dalla legge.
00:55Ma ovviamente ATM presentò ricorso in Cassazione e avverso la sentenza. Così, nei giorni scorsi, la Corte Suprema ha rigettato il ricorso dell'ATM confermando integralmente quanto deciso dalla Corte d'Appello e rendendo definitiva la reintegra.
01:12Al lavoratore spetteranno adesso anche gli stipendi arretrati e i contributi a partire dalla data del licenziamento.
01:18Intanto, altri tre colleghi sono ancora in attesa della sentenza della Corte d'Appello, mentre un quinto lavoratore ha deciso di rinunciare al ricorso.
01:25Queste sentenze, ha commentato Zangla, dimostrano che la politica ha fallito dal punto di vista occupazionale.
01:31Quando viene calpestato il sacrosanto diritto al lavoro, si perde ogni fiducia ed ogni progettualità futura.
01:37Per Zangla è fondamentale che la cittadinanza e l'opinione pubblica conoscano questi fatti, aprendo un confronto serio sulle responsabilità politiche ed aziendali e sulle conseguenze delle scelte che hanno inciso sulla vita delle persone.
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