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  • 8 mesi fa
ROMA (ITALPRESS) - "Io non sono mai stato integralista. Ho sempre pensato che anche il mio avversario politico abbia un frammento di verità che a me sfugge". Con queste parole Pier Ferdinando Casini sintetizza il suo percorso politico nell'intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell'agenzia Italpress, in cui presenta il suo libro "Al centro dell'aula dalla Prima Repubblica a oggi - Dialogo con Paolo Pombeni", edito da Il Mulino.
Il volume raccoglie i discorsi più significativi pronunciati da Casini in Parlamento, accompagnati da un dialogo con lo storico Paolo Pombeni. Un percorso che attraversa decenni di storia politica italiana, dalla Democrazia Cristiana all'esperienza nella coalizione di centrodestra con Berlusconi, fino all'attuale ruolo di "battitore libero" nell'opposizione.
"Essere al centro dell'aula significa aver sempre avuto rispetto verso gli altri, curiosità verso gli altri e non aver mai ritenuto di essere depositario di principi inviolabili e sacri - spiega l'ex presidente della Camera -. Questi politici che pensano ad avere ragione solo loro non mi sono mai piaciuti".
Casini non nasconde le criticità dell'attuale dialettica parlamentare. "Tra noi parlamentari c'è un certo rispetto, una certa solidarietà, però quando si fanno i dibattiti, a volte sembra che servano più per scaldarsi in vista della campagna elettorale piuttosto che veramente per cercare dei punti di intesa", osserva. "Tante questioni dovrebbero richiedere lo sforzo verso convergenze".

sat/gsl

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Trascrizione
00:00Benvenuti da Claudio Brachino, questa nuova puntata di Primo Piano, tra parentesi l'ultima
00:16prima di Natale, anche l'ultima del 2025, ho un grande piacere di farla in collegamento,
00:22la seconda volta che succede a distanza di un anno, ancora una volta per un libro, con
00:27il sedatore Pier Ferdinando Casini, tutto bene?
00:32A me, auguri, buone feste a tutti!
00:35Allora, grazie della disponibilità, l'occasione un libro, in questa rubrica noi parliamo sempre
00:40di politica, manca molto di libri, ne sono contento, qualche volta spesso di libri scritti
00:44dai politici, noi le mostriamo sempre, facciamo vedere la copertina, so che lei ce l'ha lì
00:49con lei, se ce la fa vedere, eccolo qua, i libri si fanno in un paese che legge poco, i libri
00:54si fanno sempre vedere, qua io leggo in diretta, ho gli appunti, Pier Ferdinando Casini, al
00:59centro dell'aula, dalla Prima Repubblica oggi, il mulino editore si dice sempre, sono
01:05praticamente una raccolta di discorsi più significativi pronunciati da Casini in Parlamento
01:10con un dialogo molto interessante, vale la pena, io l'ho letto con molto interesse, con lo
01:15storico Paolo Ombeni, allora anche l'altra volta ce l'avevamo detti, senatore, ma insomma
01:22lei è una specie di rappresentante perfetto della storia del nostro Parlamento, quindi potrebbe
01:28descrivere episodi, pezzi di storia, con tutti gli incarichi che ha avuto, ora oggi lo ricordiamo,
01:35lei si reputa nelle file del centrosinistra ma come indipendente, però è stata una centrodestra,
01:40democrazia cristiana, insomma posta democrazia cristiana, insomma allora alla fine oggi di
01:45fare un libro al centro dell'aula, quando si parla di riforme, quando si parla di premierato,
01:51quando si parla di gente che non va più a votare, di gente che non crede più nella democrazia
01:56rappresentativa per dire io non ti do il mio voto perché tu rappresenti una delega per cambiare
02:01la realtà in meglio per me, no? Io la sto traducendo in maniera popolare, che vuol dire
02:06al centro dell'aula, per lei perché ha scelto questo titolo? Perché io sono stato al centro
02:11dell'aula, perché sono stato al centro con la democrazia cristiana, ci sono stato con Berlusconi
02:16cercando in qualche modo di connotare quell'esperienza di elementi di moderazione centrista e la stessa
02:24cosa faccio oggi nell'opposizione, pur essendo un battitore libero, non avendo più una responsabilità
02:29di direzione di un partito, d'altronde l'età cambia, cambiano le esperienze, cambiano anche
02:36i modi di essere in politica, però sempre al centro dell'aula. E cosa significa essere al centro
02:42dell'aula? Se ne posso condensare con una battuta è questa, io non sono mai stato integralista, ho sempre
02:51pensato che anche il mio avversario politico abbia un frammento di verità che a me sfugge, per cui ho sempre
02:57avuto rispetto verso gli altri, curiosità verso gli altri e non ho mai ritenuto di essere depositario
03:04di principi inviolabili e sacri, perché questi politici che pensano di avere ragione solo loro
03:10non mi sono mai piaciuti. È molto bello quello che dice, ricordo che c'è nella dedica iniziale
03:16una citazione di De Gasperi sulla libertà, che è molto bella, io però apprezzo molto quello che lei dice
03:23perché a me capita anche il mio ruolo anche oramai di opinionista, sai che gli ex direttori
03:28adesso fanno gli opinionisti, siamo una specie di riserva indiana dei panda, noi ci vediamo
03:32tutti tra virgolette, in attesa di fare nuove direzioni facciamo gli opinionisti, è divertente,
03:38quindi capitando in un ruolo un po' più esterno, andare nei talk si sentono delle cose sulle
03:43parole, le parole con la violenza, adesso è andato a un dibattito su quel giovane americano
03:47Kierke ha ammazzato, adesso al di là delle idee di Kierke, comunque mentre faceva un dibattito
03:52all'università con colpe di fucile, lei è abbastanza grande come me, adesso io ho dedicato
03:58molti top secret alla morte di Kennedy, l'uomo col fucile c'è nella democrazia americana e quindi
04:03alla fine la più grande democrazia del mondo è anche quella dove si uccidono, spesso in maniera
04:09misteriosa i politici, noi siamo meno violenti ma le parole devono essere usate in un altro modo
04:15anche oggi, anche nel dibattito politico, da una parte e dall'altra, con quel rispetto
04:20che lei dice dell'altro che qualche volta oggi manca, è d'accordo o no?
04:26Sì, sì è vero, magari poi intimamente se vogliamo essere sinceri, tra noi parlamentari
04:34c'è un certo rispetto, una certa solidarietà, però quando ad esempio si fanno i dibattiti,
04:43a volte sembra che i dibattiti servano più per scaldarsi in vista della campagna elettorale,
04:49scaldarsi i muscoli piuttosto che veramente per cercare dei punti d'intesa, mentre su tante
04:55questioni, penso alla legge di stabilità, i temi degli italiani dovrebbero anche richiedere
05:01lo sforzo verso convergenze, è più facile non convergere mai, è più facile avere dei
05:07propri slogan, si ripresentano, però tutto questo non è bellissimo. Ora, io non credo
05:14che ci si odi tra politici italiani, ma si usano a volte in modo superficiale argomentazioni
05:22e toni di voce che sono impropri, per cui sono abbastanza d'accordo con lei.
05:30Senta, io devo dire che per chi lo vuole leggere e fare queste rubriche nel sistema distributivo
05:36del multimediale di Ital, perché un po' ha contribuito anche a costruire le 130 televisioni
05:42locali, importanti, ma tutti insieme fanno un pezzo dei territori, 400 siti abbonati, le
05:48agenzie iscritte vanno alle istituzioni, attento casino vanno pure al Presidente della
05:52Repubblica, l'agenzia iscritte è quello che dice, quindi non ha scherzo ovviamente.
05:56No, ma sono molto convinto anch'io che il lavoro è un servizio pubblico, le iniziative possono
06:02essere private, i proprietari possono essere privati, ma oggi c'è la necessità anche
06:08di non bere tutto di un fiato e senza riflessione le fake news che circolano in rete, per cui il
06:16lavoro delle televisioni private, delle emittenti private, anche dell'editoria è fondamentale
06:23perché la garanzia democratica sia assicurata e anche per l'informazione disciplina.
06:31Noi siamo il multimediale di un'agenzia di stampa, se non siamo credibili di noi è meglio
06:34cambiare lavoro, però dicevo che questo dialogo con Pombeni è molto bello perché è anche
06:40molto storico, io amo molto le cose aristoteliche, ante, quem, la fisica e poi la metafisica,
06:46quindi si comincia in un punto e si arriva in un altro, io sono tre delle domande che
06:50voglio, quindi è una storia personale, è una storia del Parlamento italiano, è una
06:54storia dell'Italia. Quando si dice che cosa è stata l'eredità della democrazia cristiana
07:00è perché oggi al centro non c'è quasi più niente, io certe volte cito, perché sono
07:05un umanista, sono un vecchio letterato, cito la definizione del Dio medievale, se la ricordo
07:10le circonferenze in nessun luogo e il centro in tutti i luoghi, ma si capisce poi chi c'è
07:13oggi al centro perché ci vuole una struttura, ci vogliono degli uomini, ci vogliono dei leader,
07:18poi ci vogliono dei voti, ci vogliono delle sedi, questo benedetto centro non si capisce più
07:22se è un valore o un partito o un insieme di frammenti, poi tutti sono al centro e nessuno
07:27al centro, ma quello era un centro vero ed è stato un mondo vero, mi sembra di aver letto
07:32in un frammento del dialogo con Pombeni, della democrazia cristiana come un partito che è
07:39stato un pezzo di unificazione quasi pedagogico dell'Italia.
07:44L'espressione pedagogico per la politica io lo uso, per me la politica oggi ha perso
07:51la pedagogia che è comunque una parte importante della politica, che cosa ha fatto l'ADC in
07:57in due parole, De Gasperi vince le elezioni nel 48, lo ha scritto anche Galilea Loggia
08:03su Corriere della Sera in questi giorni, De Gasperi vince, capisce che il rischio è,
08:10avendo la maggioranza assoluta, che si crea una contrapposizione tra cattolici e laici,
08:16perché la Chiesa lo aveva nel 48 appoggiato molto, e cerca degli importanti laici, a partire
08:22dal Presidente della Repubblica, dal Ministro degli Esteri, e li mette in un rapporto di
08:30collaborazione con la democrazia cristiana. Potrebbe governare da solo, rifiuta la via
08:34solitaria. Poi negli anni 60 Fanfani e Moro aprono ai socialisti e poi successivamente il
08:42governo di larghe intese, anche se permane la convenzione all'escludendum del PC perché
08:49c'era il muro di Berlino, ma il Partito Comunista si avvicina e tutto questo che cosa
08:55determina? Determina un fatto che le idee della democrazia cristiana diventano progressivamente
09:02le idee che accomunano tutte le grandi storie politiche italiane, cioè alla fine i grandi
09:09partiti si ritrovano sul tema dell'europeismo, della scelta atlantica, del multilateralismo,
09:15della pace, cioè di tutte le questioni che prima erano state divisive e che poi diventano
09:22un patrimonio comune di tutta la politica. A partire anche, voglio dire perché è un
09:27tema sociale, sulla gratuità e universalità del servizio sanitario e del servizio scolastico,
09:33che sono cose fondamentali, lo abbiamo capito durante il Covid quanto sono fondamentali.
09:37davvero ha ragione. Senta, lei ha visto che c'è nel sottotitolo, è un nostalgico della
09:42Prima Repubblica, io ero un giovane ragazzo che veniva da Roma e ho cominciato a fare il
09:47tigistro di aperto a Milano in quegli anni, 91, 92, 93, questa sede qui milanese che hanno
09:53fatto quasi per certi versi, in omaggio ringraziamo il direttore Borsellino, è a due metri dal
09:58palazzo di giustizia, quindi ho vissuto la stagione di Tangentopoli, che cancellò, lo sanno
10:04tutti, di fatto la storia un po' della Prima Repubblica. Qualcuno dice però l'ha cancellato
10:08in fretta, cancellato magari i difetti etici, ma ha cancellato pure i meriti politici. Lei
10:14è un nostalgico della Prima Repubblica o no?
10:17Io ho preso un impegno quando ero giovane di evitare di essere nostalgico, perché quando
10:24si ha qualche anno in più, e io purtroppo ho qualche anno in più, ma ci sono anche gli
10:28aspetti positivi di questi anni in più, il rischio della nostalgia è forte, ma è una
10:33tentazione da evitare, la politica non vive di nostalgie, vive di progetti politici, la
10:39nostalgia no, la memoria storica sì, questa è la discriminante, io coltivo la memoria
10:46e credo che sia importante che un grande paese coltivi la propria memoria, vivere di nostalgia
10:52è una cosa che è un sentimento, ma non è una categoria della politica, io posso anche
10:57capire che la nostalgia, io dei figli che ormai hanno 35 anni, il più piccolo ne ha 17, il più
11:05alto di me, ho nostalgia di quando erano piccoli, però è un sentimento, quando si parla di
11:13politica bisogna essere più razionali, noi dobbiamo essere nostalgiche a Prima Repubblica,
11:19ma è un'altra epoca, c'era il muro di Berlino, c'era la contrapposizione ideologica, c'era
11:23il fascismo, il comunismo, oggi nei termini tradizionali questi sistemi politici sono
11:30superati, però ci sono altre sfide, c'è ad esempio la sfida di oligarchi che da soli
11:35controllano la rete e sono più importanti dei singoli governi dei paesi, per cui non
11:41è che non ci sono nuove sfide, ci sono sfide forse anche più difficili da vincere, io ricordo
11:47che mio padre che era stato negli anni 50 un fedelissimo di Legasperi, ha una foto che
11:57mi accompagna di lui e Legasperi in piazza Maggiore a un comissio del 53, mi disse quando
12:02io incominciavo a fare politica, per te è più difficile, perché quando era… e io gli
12:06gli dissi ma come papà è più difficile, beh tu hai fatto politica che c'era il 48, lui
12:13dice sì, ma le idee erano chiare, le divisioni erano limpiche, oggi è più difficile, se mio
12:17padre mi disse questo nella fine degli anni 70, pensate cosa potremmo dire noi oggi a un
12:22giovane, ma tutto sommato il giovane, come diceva Aldo Moro, se si potesse dire saltiamo
12:29il nostro tempo, ma non si può, è questo il tempo che ci ha dato di vivere, e questo tempo
12:35non ha bisogno di nostalgie, ma di progetti per il futuro.
12:38Sono totalmente d'accordo, sono totalmente d'accordo anche quando indica nelle sfide,
12:42essendo io un uomo di comunicazione, nello sviluppo vorticoso delle ICT, Information Communication
12:48Technologies, c'è un grande filosofo, non so se conosce Luciano Floridi che parla di
12:53infosfera, noi siamo nella sfera biologica, nell'infosfera della comunicazione che non è
12:58informazione, è comunicazione, dove i segni possono essere emessi anche dalle macchine e non
13:04solo dall'homo sapiens, ma adesso ci porterebbe lontano, voglio fare ancora tre domande perché
13:08abbiamo sei minuti e il tempo stringe, dobbiamo stare al libro, lei parla ovviamente dell'esperienza
13:14con Berlusconi, è morto da due anni Silvio Berlusconi e poco più, alla fine che cosa è
13:21stato nella politica italiana, anche nelle regole parlare di lui, poi nel mio ruolo ho cercato
13:25anche un po' di no. È stato un grande istrione che amava piacere agli altri, a tutti, alle persone
13:36piccole e ai grandi della terra, a tutti, non aveva preferenze in ordine al piacere, voleva
13:43piacere a tutti, in gran parte ci è riuscito e poi con gli anni quando si è attenuata la sua
13:51spinta divisiva è diventato un po' una specie di nonno di tutti gli italiani, constato che è stato
14:01veramente straordinario perché è il primo esempio di imprenditore che è sceso in politica e ha vinto
14:09in politica, solo Romano Prodi l'ha bloccato due volte e infatti sono stati due grandi vecchi
14:15di questo periodo, però devo dire Prodi non aveva delle coalizioni convincenti, Berlusconi
14:24sì ma aveva la zavorra del conflitto di interesse, per cui erano in qualche modo entrambi azzoppati,
14:31Prodi dalla coalizione e Berlusconi dai fatti suoi privati e devo dire che comunque è stato
14:38un grande protagonista. Io una cosa voglio dire dal punto di vista umano, è stata una persona
14:44che non ho mai visto coltivare malanimo, cattiverio verso gli altri, in questo senso
14:49era democristiano un po', il vivi e lasci a vivere era la sua idea e tutto questo non
14:54è un difetto, è un grande pregio.
14:56Guardi io sono stato assunto da Silvio Berlusconi, come sa ha fatto il direttore in media, oggi
15:00sono andato a salutare il Presidente Confalonieri che poi l'azienda è stata...
15:04Anch'io oggi ho parlato con Confalonieri perché lui e Gianni Letta sono due persone straordinarie,
15:11due grandi risorse che hanno evitato a Berlusconi un sacco di problemi perché soprattutto
15:17gli hanno sempre dato i consigli giusti.
15:20Lei non lo so se si può dire ma mentre telefonavo a Confalonieri ero lì, però non ho sentito
15:24la confalonieri.
15:25Ah, allora vede.
15:27Mi sono allontanato.
15:28C'è un complotto.
15:29Mi sono allontanato, io ho ancora affetto.
15:31No, ma non c'erano segreti.
15:33No, ma io mi sono allontanato, però io ho ancora affetto per il mio grande Presidente
15:37Confalonieri, insomma, che è stato il faro per una generazione di giornalisti che sono
15:43stati lì dentro, come sono molto affezionato anche a Gianni Letta.
15:46Io mi ha colpito anche, sono tante le domande, poi le faccio due ancora ai finali, anche quello
15:53che dice di Giorgia Meloni, se non voglio fare il solito discorso, non mi capo di andare
15:57a dei Tokyo in cui si parla di una democrazia illiberale, la Orban, con libertà di stampa
16:02ridotte, con libertà dei giornalisti.
16:04Io vado in onda ovunque e dico quello che penso dalla mattina alla sera.
16:07Boh, mi sembra che anche quelli che dicono questi dicono dalla mattina alla sera quello
16:11che pensano.
16:12Mi ha mai colpito che lei, nei dialoghi con Paolo Pombeni, così lo ricitiamo anche, dice
16:17io sono all'opposizione in modo costruttivo, se ci sono delle cose che non mi piacciono
16:22giustamente le dico, ma non essendo ideologico l'ha già detto all'inizio, se ci sono
16:26delle cose che vanno bene, lo dico.
16:27Per esempio Meloni, sul piano internazionale non mi dispiace, è così?
16:31Ho letto male?
16:32Guardi, sono contento che la Meloni abbia tenuto la linea di conferma della solidarietà all'Ucraina.
16:40Negli ultimi giorni la vedo un pochino in ambasce tra l'Europa e Trump, mi auguro che
16:46nel proseguo di questa vicenda scelga l'Europa perché noi dobbiamo stare lì, col cuore e con
16:51la testa. Lei capisco che cerca un pochino di evitare conflittualità con Trump, però
16:59è importante che continui anche il mantenimento del nostro aiuto all'Ucraina, perché l'Ucraina
17:05si difende, non si vende.
17:07Io so delle sue passioni, vedo la cravatta del Bologna, ma non parliamo di partite, perché
17:13poi andiamo in onda fra pochino, quindi sono diretta, non voglio parlare di calcio o di
17:17cosa, ma sulla passione calcistica si vede. Ma senta un po' lei che è giustamente falsaggio,
17:23eccetera, eccetera, eccetera. Io mi ricordo che quando sono venuto giù per Italpes a fare
17:28le elezioni del Presidente della Repubblica, il suo nome circolava tanto, ma in fondo può dirlo
17:34non dirlo, un sogno nel cassetto ce l'ha o no? Le piacerebbe o no?
17:38Guardi, io veramente devo dire sinceramente, le voglio rispondere sinceramente, io sono
17:42cristiano, un cristiano con tutti i difetti che ho, con tutti i peccati che ho, d'altronde
17:48l'altro giorno abbiamo sentito Benigni che ha raccontato di Pietro, per cui se Pietro era
17:54pieno di difetti e ha fatto arrabbiare il Signore tante volte, possiamo farlo anche noi,
17:59tutto sommato possiamo sentirci compresi. Io sono molto grato di quello che ho avuto,
18:05nulla chiedo e nulla mi aspetto, sono grato di avere una certa reputazione, di aver avuto
18:12un lungo percorso, di avere dei figli splendidi, tutto il resto fa parte un po' delle illusioni
18:18ottiche più che delle altre cose.
18:20Qual è il discorso di quelli pubblicati di cui è più orgoglioso?
18:24Ma ne ho pubblicati alcuni ovviamente perché sennò devo fare una cosa così, ho voluto
18:31pubblicare quelli anche così, la fiducia a Berlusconi, la politica internazionale e
18:41poi ho scelto questa frase di De Gasperi che lei prima ha citato, una frase che secondo
18:47me era molto carina per dire, la cito, la complessità della democrazia davanti a chi
18:54cerca scorciatoie. De Gasperi diceva che l'avvenire non si costruisce con il diritto
18:59della forza, né con lo spirito della conquista, ma con la potenza del metodo democratico, cioè
19:05noi in questo periodo rischiamo di vedere la forza come l'elemento che determina il futuro
19:13dei nostri figli. No, non è possibile, non può essere così. Ero incerto, le confiderò
19:19nel finale su un'altra frase che mi era piaciuta tanto, ma era di Churchill, Churchill è distante
19:26dalla nostra tradizione e soprattutto dalla mia, per cui non l'ho scelta, ma era bella.
19:31La storia non sarà gentile con chi non ha difeso la libertà, ecco perché dobbiamo
19:36difendere l'Ucraina.
19:37Bello, mi sembra una bellissima conclusione di questa intervista, io la ringrazio per il
19:42gruppo che ha dedicato 24 secondi ai 20 minuti, sono precisi dopo 18 anni di TG e non si
19:47può essere che precisi.
19:49E la tirannia dell'orario.
19:51Eh? Non ha sentito.
19:53La tirannia dell'orario.
19:54Ricordo il suo libro, se ce lo farvi vedere anche, ma poi noi lo pubblichiamo in continuazione,
19:59eccolo qua, Pier Ferdinando Casini, al centro dell'aula, dalla Prima Repubblica a oggi, pubblicato
20:06dal Mulino, raccolta di discorsi importanti, alcuni significativi e poi un bel dialogo con lo
20:11storico, Paolo Pombeni. Allora, un bocca al lupo per il Libro, che è un altro figlio.
20:15Grazie a te.
20:16Buon Natale.
20:18Grazie, buon Natale anche a voi, buona fine e buon principio.
20:21E grazie a voi che ci avete seguito, che avete seguito questa bella puntata di Primo Piano,
20:26che conclude il 2025 di Primo Piano. Buon Natale, buon 2026, da Claudio Brachino, da tutto
20:33lo staff di Interpress. Arrivederci.
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