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  • 8 mesi fa
L’ordigno esploso il 16 ottobre all'esterno dell'abitazione del giornalista, Sigfrido Ranucci, sarebbe stato composto da gelatina da cava e polvere pirica.

E' quanto emerge dall'analisi effettuata dagli investigatori nell'ambito dell'indagine della Procura di Roma sui resti della bomba piazzata in un vaso esterno alla villetta nella zona di Campo Ascolano a Pomezia, centro alle porte della Capitale.
Si tratterebbe di un ordigno di circa un chilogrammo che sarebbe stato azionato da una miccia che era sull'estremità.
Nel procedimento, all'attenzione dei pm della Dda che hanno delegato le indagini ai carabinieri, si procede per danneggiamento e violazione della legge sulle armi aggravate dal metodo mafioso. Al momento gli inquirenti non escludono la pista che porta a gruppi della criminalità organizzata.

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00:00L'ordigno esploso il 16 ottobre all'esterno dell'abitazione del giornalista
00:03Sigfrido Ranucci sarebbe stato composto da gelatina da cava e polvere pirica e
00:08quanto emerge dall'analisi effettuata dagli investigatori nell'ambito
00:12dell'indagine della procura di Roma sui resti della bomba piazzati in un vaso
00:16esterno alla villetta nella zona di campo a Scolano a Pomezia, centro alle
00:20porte della capitale. Si tratterebbe di un ordigno di circa un chilogrammo che
00:25sarebbe stato azionato da una miccia che era sull'estremità nel procedimento
00:29all'attenzione dei PM e della DDA che hanno delegato le indagini ai carabinieri
00:33si procede per danneggiamento e violazione della legge sulle armi aggravato dal
00:38metodo mafioso. Al momento gli inquirenti non escludono la pista che porta a gruppi
00:43della criminalità organizzata.

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