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  • 2 giorni fa
Roma, 27 nov. (askanews) - "Sul gioco pubblico la frammentazione normativa mette a rischio la legalità. Il quadro regolatorio è stato completato nel 2000 intervenendo sui diversi fenomeni, ma negli ultimi dieci anni le Regioni hanno introdotto iniziative proprie - richiamandosi alle competenze in materia di salute - producendo una contrapposizione che ha reso le soluzioni meno efficaci. Distanze, limiti orari per gli apparecchi e riduzione dell'offerta non hanno fermato il gioco illegale, che si è riassestato, generando un rischio per il controllo pubblico dell'offerta. Le ultime proposte di legge puntano al riordino strutturale del gioco fisico, partendo da punti vendita e apparecchi. Va riconosciuto che le misure di tutela adottate in passato non hanno funzionato. Per questo auspichiamo che, con la legge delega sul gioco, si raggiunga una distribuzione equilibrata dei prodotti, una revisione delle basi imponibili, una qualificazione dei punti vendita parametrata alla domanda dei territori e una chiara distinzione tra gli esercizi in concessione statale e le altre forme di offerta". Lo ha detto Emmanuele Cangianelli, presidente di EGP-FIPE, intervenendo a Largo Chigi, il format di Urania TV.

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00:00Certamente bisogna poter raggiungere una distribuzione equilibrata di tutti i prodotti di gioco, a questo bisogna anche affiancare, questo è chiaramente scritto nella delega del Parlamento al governo,
00:18un ripensamento dei sistemi, addirittura anche secondo noi delle basi imponibili, dei diversi giochi per ottimizzare la parte fiscale. Negli ultimi anni non è molto pubblicizzato, ma lo Stato sta perdendo entrate rispetto all'andamento della domanda di gioco, è solo quello che si misura, legale.
00:44E poi andando proprio al centro del riordino distributivo, del ruolo dei punti vendita, una qualificazione dei punti vendita che nelle nuove concessioni dovranno essere in un numero determinato, parametrato con la domanda di gioco nei territori,
01:11certificando i punti vendita, rendendoli chiaramente individuabili dai consumatori, anche per distinguere il gioco in concessione, legale, da quello illegale o dalle forme non meglio definite.
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