00:00Benetton Formula, premiera del documentario dedicato all'epopea di Benetton in Formula 1,
00:13un periodo che deve essere stato straordinario, Alessandro Benetton.
00:17Sì, delle emozioni fortissime, dei grandi risultati e poi questa atmosfera incredibile
00:23che può provare solo chi è l'underdog, chi è quello che arriva da lontano,
00:27che nessuno si aspetta che possa essere competitivo e vincere, che invece ce la fa.
00:33In quegli anni Alessandro Benetton scoprì di essere presidente della scuderia quasi per caso.
00:38Ci racconta come era successo?
00:40Praticamente sì, mi era venuta la sindrome dell'impostore, nel senso che non mi sentivo preparato,
00:46però poi ho pensato che forse potevo essere utile, conoscevo i numeri, abitavo a Londra.
00:52Sono andato a vedere la scuderia, ho capito che in ogni caso era un'officina evoluta
00:55e quindi che con un po' di coraggio si poteva rischiare, c'era poco da perdere alla fine e così è andata.
01:05Abbiamo fatto del cambiamento di quella che per me è una cifra ormai, la discontinuità, un modo di guardare alle cose.
01:12Titolo mondiale di Schumacher, piloti chiaramente nel 94, poi titolo mondiale costruttori nel 95,
01:17ancora un altro titolo mondiale per Schumacher.
01:19Qual è stato il segreto di questo successo in quegli anni e che cosa manca oggi secondo lei alle squadre per avere quel segreto?
01:27È una chiave di lettura che vale non solo nel mondo dello sport ma anche nel mondo dell'impresa,
01:34che è quella di non fermarsi mai, di accettare il cambiamento e tante volte essere troppo di successo può essere un rischio,
01:44perché pensi di essere arrivato e aver scoperto una formula.
01:47Ecco, noi non avevamo nessuna formula se non l'idea che dovevamo avanzare e prenderci dei rischi.
01:55È un atteggiamento che da quando sono entrato nel gruppo di famiglia quattro anni fa stiamo applicando e penso con soddisfazione.
02:04Ecco, un consiglio ai giovani che vogliono creare anche nel loro piccolo quello che voi avete creato?
02:12Ma quello di credere, credere anche all'impossibile come appunto qualcuno che non aveva nessuna esperienza e che voleva diventare il campione del mondo.
02:22Crederci e poi essere disponibili a leggere anche i passi falsi o gli errori come un'occasione di crescita,
02:30ma non tanto dal punto di vista filosofico ma proprio dal punto di vista della scoperta,
02:36perché alla fine si avanza anche per tentativi tante volte e insomma non avere troppe certezze può essere un valore aggiunto.
02:46Un ultimo ricordo di quegli anni, un pilota, qualcuno che l'ha segnata?
02:50Ma io avevo tanta simpatia per Alessandro Nannini, un pilota sfortunato che avrebbe meritato molto di più,
02:59ma insomma tutte delle persone che portavano qualche cosa, anche Michael che insomma non aveva proprio come cifra personale quella dell'impatia,
03:08in realtà era una persona che provava delle emozioni forti, lo faceva a modo suo e lo faceva dando l'esempio.
03:15Un uomo molto maturo, nonostante la giovane età, che pretendeva tanto perché dava tanto.
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