00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Questo al centro di un convegno che si terrà domani nella sede di architettura di Roma 3, nel dipartimento di architettura dell'Università degli Studi Roma 3, presso la sede dell'ex mattatoio di Testaccio.
00:46Un convegno che ha un titolo abbastanza emblematico, i caduti nelle lotte popolari a Roma e nel Lazio dal 1944 al 1977, per non dimenticare.
01:00Perché non dimenticare? Perché ovviamente sono stati degli episodi che hanno impresso non soltanto un ricordo e un valore alla nostra storia, ma in qualche modo quella storia l'hanno cambiata.
01:12Hanno portato quei cambiamenti sociali che tutti oggi noi ricordiamo e che davvero non dobbiamo dimenticare.
01:19Ne parliamo con il presidente dell'Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Lazio, Eugenio Ghignoni.
01:27Buongiorno e ben trovato.
01:29Buongiorno, buongiorno a tutti e a tutti.
01:32Grazie per essere in nostra compagnia presidente.
01:35Allora, un convegno molto importante che si terrà domani, c'è tra l'altro la collaborazione con l'Università Roma 3, c'è il patrocinio dell'Ateneo, c'è il suo Istituto di Ricerche Economiche e Sociali, insomma si parlerà davvero di tanti temi importanti.
01:54Certo, sì, economiche, storiche e sociali.
01:58C'è la doppia S proprio a testimoniare l'attenzione anche per i problemi di carattere storico da parte del nostro Istituto.
02:04che è un istituto peraltro partecipato da associazioni e organizzazioni importanti, quali la CGL di Roma e del Lazio, l'Ampi Provinciale di Roma, l'archivio storico della CGL.
02:19Però devo fare sapere che è un'associazione di aggiornamento e formazione professionale degli insegnanti.
02:24Tant'è vero che l'iniziativa di domani è anche di interesse, quindi aperta, alla formazione degli insegnanti di storia e di materie letterarie delle secondarie superiori.
02:39Quindi è un istituto che è partecipato e in cui in questo caso mette in campo un'iniziativa di carattere seminariale, che è solo la prima tappa di un progetto più ampio.
02:54Cominciamo dalla prima ricostruzione di quei fatti, altrimenti destinati all'oblio.
03:01Guardate, io credo che alcuni di questi episodi sono completamente persi nella memoria collettiva, sociale e anche storica della città.
03:11Ad esempio?
03:12Ad esempio, Presidente, ci fa un esempio.
03:14Sì, come no.
03:15Oggi è l'anniversario, è l'ottantunesimo anniversario del primo di quei caduti.
03:21Si chiamava Giorgio Mesiti.
03:22Giorgio Mesiti era un partigiano che fu ucciso da un agente di pubblica sicurezza il 6 novembre del 1944.
03:32Pensate che era un partigiano che pochi mesi prima, il 3 maggio del 1944, sotto l'occupazione nazifascista di Roma,
03:42era tra gli organizzatori e promotori dello sciopero generale contro l'occupazione nazifascista,
03:48quella del punto del 3 maggio.
03:49E quel giorno Giorgio Mesiti entrò dentro il Teatro Italia, che sta via Bari,
03:57e insieme a Claudio Cianca, che poi divenne deputato comunista e segretario della Camera del Lavoro di Roma,
04:02anche lui partigiano, lanciarono dei volantini in platea, nonostante la presenza persino di ufficiali della milizia fascista.
04:10E quindi non un semplice popolano che nel dopoguerra si era ribellato a un ordine difficile di cose nella situazione sociale romana
04:28per la disoccupazione, per il caro vita, come pure ce ne furono altri e altrettanti furono colpiti,
04:33ma un militante impegnato che va il giorno 6 novembre a scrivere su un muro di via Ravenna,
04:41per cui a pochi passi da quel teatro dove qualche mese prima aveva lanciato i volantini,
04:46va a scrivere a basso la monarchia.
04:48Arrivano degli agenti di pubblica sicurezza, lo fermano, lo identificano e gli chiedono di seguirlo in questura.
04:56Lui dice perché gli devo seguire in questura?
04:58Non ce n'è ragione, c'è un tiro e molla in questo caso che un agente di pubblica sicurezza
05:03estrai la pistola, spara, la versione ufficiale parlerà di colpi in aria,
05:09i testimoni diranno che invece il caricatore è stato scaricato ad altezza d'uomo
05:14e Giorgio Mesidi muore a 36 anni.
05:18Quindi questo è il primo degli esempi, un episodio assolutamente dimenticato
05:22nella storia del nostro paese.
05:24Assolutamente sì, non se ne parla mai, a scuola soprattutto.
05:28A scuola soprattutto anche, io ricordo dai miei trascorsi universitari
05:33di non aver mai sentito parlare di questa vicenda, ecco per esempio,
05:36è la prima volta che la sento, quindi insomma anche qui è abbastanza emblematico.
05:40Io so che questa giornata sarà divisa in due sessioni, mi corregga se sbaglio,
05:45Presidente, si partirà da una prima sessione in cui si affronteranno
05:50gli anni immediatamente successivi al dopoguerra, no?
05:53Quindi ad esempio la trasformazione della legislazione sull'ordine pubblico
05:57fino ad arrivare ai 34 giorni di sciopero alla saponificio di Ceccano, nel Frusinate.
06:03Qui siamo nel 1962.
06:05Poi si arriva alla seconda parte di questa giornata in cui si parlerà
06:09degli anni delle grandi mobilitazioni, quelli degli anni, insomma, 70, no?
06:13Sì, esatto. Cominceremo dal 1969.
06:18Ci fu una grande mobilitazione popolare, non solo studentesca,
06:24contro la visita di Nixon a Roma.
06:27Ovviamente in quel momento l'elemento centrale di protesta
06:31nasceva dalla solidarietà col popolo vietnamita
06:34e con la protesta per l'intervento americano in Vietnam,
06:38che come tutti qui in questo caso ricorderanno,
06:41fu uno degli elementi proprio, diciamo, di coesione politica
06:45del movimento studentesco del 68 in tutto il mondo.
06:49Sì, si è partito proprio da lì.
06:52Esatto.
06:53In questo caso avvenne un fatto, purtroppo,
06:57che condusse alla morte di un giovane studente,
07:00Domenico Congeto, all'interno della facoltà di Magistero.
07:03Ossia, un gruppo di studenti erano all'interno della facoltà occupata,
07:10ci furono i fascisti che arrivarono e attaccarono la sede,
07:15il portone era sbarrato, provarono due volte a incendiare la porta
07:20della facoltà di Magistero, che appunto stava in Piazza della Repubblica,
07:26come ancora oggi c'è una sede universitaria che nasce da quella sede di Magistero,
07:32lì in Piazza della Repubblica.
07:34Tentarono di incendiare il portone davanti allo schieramento della celere,
07:38che non fece nulla per impedirlo.
07:41I ragazzi, gli studenti che erano barricati all'interno,
07:46a quel punto cercare una via di fuga sui tetti di Magistero.
07:51Uno di questi, Domenico Congeto, a causa di questa commissione di intervento,
07:55per cui a causa di un mancato intervento delle forze dell'ordine,
08:00una, come dire, una coscienza da parte delle stesse nei confronti dell'aggressione fascista,
08:08perse l'equilibrio e cadde dal tetto di Magistero e perse la vita.
08:14Quindi ecco, anche qui un episodio veramente drammatico.
08:18Io capisco, insomma, Presidente, che la storia è un susseguirsi di fatti
08:22che hanno più o meno tutti la stessa importanza, no?
08:24Perché è proprio quel susseguirsi di fatti che poi ci porta ad arrivare ad oggi, no?
08:29Ma se lei dovesse, ecco, individuare un episodio più significativo rispetto ad altri
08:35in questi trent'anni, quali sarebbe?
08:38È quello di Giorgia Lamasi, guardi.
08:40Quello di Giorgia Lamasi perché non solo è terribile la morte di una ragazza di 18 anni,
08:47studentessa dell'ultimo anno del liceo scientifico Oggi Pasterra,
08:54allora sedicesimo sulla Via Trionfale,
08:57ma anche perché quel giorno avvenne qualcosa di particolare
09:01che è avvenuto poche volte nella storia repubblicana.
09:05Cioè Roma fu sottoposta allo stato d'eccezione,
09:08ci fu una sospensione della democrazia,
09:10perché l'uso generalizzato che ci fu da parte delle forze dell'ordine,
09:15delle armi da fuoco, corte e lunghe,
09:18per diverse ore durante il pomeriggio del 12 maggio 1977,
09:24costituisce un unicum nella storia repubblicana
09:27che ha come paragoni possibili solo quello che accadde
09:32nelle giornate del luglio 1960,
09:36con i morti di Reggio Emilia e i morti in Sicilia
09:39durante le manifestazioni contro il governo D'Ambroni,
09:43e quello che accadde poi a Genova nel 2001.
09:46Ecco, noi ci chiediamo come è stato possibile
09:50di fronte a 56 testimoni
09:52che affermano che le forze dell'ordine hanno sparato,
09:56hanno sparato con i fucili e hanno sparato con le pistole,
10:00che hanno sparato con armi di ordinanza
10:02e hanno sparato con pistole a tamburo,
10:05che non si sia riuscito a accertare
10:07chi abbia ucciso Giorgia Namasi.
10:10E anzi, si è stata rilanciata in più di un'occasione
10:15la tesi del fuoco amico,
10:18quando dimostrato dalle perizie
10:20il proiettile che ha ucciso Giorgia Namasi
10:23proveniva da una direzione
10:27dove erano collocate solo ed esclusivamente
10:30polizia e carabinieri.
10:31Quindi vi fu qualcosa che accadde quel giorno.
10:36Non è un caso che per ben nove volte
10:38radicali, demoproletari,
10:41hanno richiesto una commissione parlamentare
10:44di inchiesta fino al 2008.
10:46Quindi dal 1979 al 2008
10:49è stata richiesta una commissione parlamentare
10:51di inchiesta per accettare quello che è successo a Roma
10:53il 12 maggio del 1977.
10:56Io credo che è una questione ancora aperta,
11:00è una ferita per la democrazia.
11:01Come tante altre, effettivamente sì.
11:03Come tante altre.
11:04E che sia necessario su questo
11:07tornarci per un approfondimento
11:09dei fatti che dichiari finalmente la verità,
11:13ma soprattutto quello che c'è stato,
11:15il meccanismo che si è innescato,
11:17chi lo ha deciso,
11:19che cosa accade in queste circostanze
11:21nel nostro Paese.
11:22C'è un protocollo segreto
11:23che non è controllato con metodi democratici?
11:28Questa è una domanda effettivamente
11:29molto interessante
11:30alla quale proverete a dare una risposta
11:34anche in questo convegno di domani,
11:36Presidente.
11:37Chissà che una risposta più istituzionale
11:40arrivi prima o poi, effettivamente.
11:41Ce lo auguriamo davvero.
11:42Io nel frattempo la ringrazio
11:44per essere stato in nostra compagnia.
11:46Domani questo convegno molto importante
11:48nel Dipartimento di Architettura di Roma 3.
11:51Grazie davvero.
11:51Grazie a voi e grazie a tutte le ascoltatrici
11:54e gli ascoltatori.
11:55Grazie ancora prestissimo.
11:59Non solo Roma.
12:01Le notizie dalla Regione
12:02con Elisa Mariani.