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  • 2 mesi fa
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenuto al Salone della Giustizia a Roma, ha parlato del «paradosso delle inchieste parallele” che si sviluppano su uno stesso caso giudiziario. Nordio ha ricordato che una delle indagini si è conclusa anni fa, con una persona che ha già scontato anni di prigione, mentre una nuova inchiesta oggi va “in direzione opposta». Secondo il Guardasigilli, «dopo 20 o 30 anni è difficilissimo ricostruire una verità giudiziaria, ma serve il coraggio di ammetterlo». Ha poi ribadito che l’azione penale in Italia è obbligatoria, e che i pubblici ministeri impegnati in questa seconda indagine «sono persone serissime». Nordio ha infine sottolineato che, se emergono dubbi sulla colpevolezza del primo imputato, è «giusto indagare di nuovo», nel rispetto della giustizia e della ricerca della verità.

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Trascrizione
00:00Allora, nel campo della giustizia spettacolo ci siamo entrati da anni, per non dire da decenni.
00:06Fa parte della natura umana quella di occuparsi anche in modo morboso qualche volta di certi delitti,
00:14soprattutto quando rivestono dei riconnotati.
00:18Parliamo del processo Montesi, parliamo dei processi dove magari c'è un certo tipo di violenza, di sessualità.
00:24Qui però, senza entrare nel merito, la popolazione, cioè il cittadino assiste a un paradosso.
00:32Cioè ci sono delle inchieste parallele, una si è conclusa anni fa e una persona ha subito degli anni di prigione
00:40e poi ne è subentrato un'altra adesso che va in direzione completamente opposta.
00:47Allora, o era sbagliata la prima e allora ci troviamo di fronte a una persona che ha subito una condanna di dieci anni
00:54e quel che resta ingiusta, senza commento, oppure è sbagliata questa e allora ci troviamo di fronte a un'altra persona,
01:03una serie di persone che subiscono spese enormi da un punto di vista legale, delle consulenze,
01:09della delegittimazione mediatica, della reputazione.
01:13Oppure sono sbagliate tutte e due e allora peggio mi sento perché c'è un terzio genus che rimane ignoto.
01:19Tutto questo non è responsabilità di nessuno perché ci sono dei processi che vanno avanti,
01:25indagini che vanno avanti decenni perché la verità non si è mai trovata.
01:30Poi però, ad un certo punto, bisognerebbe avere il coraggio di arrendersi e di dire, signori,
01:38il tempo non è soltanto padre di verità e anche padre di oblio.
01:42È difficilissimo dopo dieci, venti, trent'anni ricostruire una verità giudiziaria.
01:48Lasciamola agli storici o ad altri, ma da un punto di vista proprio giuridico,
01:53ricostruire fatti così risalenti nel tempo, soprattutto quando coinvolgono indagini tecniche
01:59come l'esame del DNA o delle tracce ematiche o delle tracce organiche.
02:04Lo dico da ex pubblico ministero, non è una cosa facile.
02:08L'azione penale però è obbligatoria.
02:10I pubblici ministeri che stanno seguendo questa seconda inchiesta, io li conosco, sono persone serissime.
02:17E quindi, tra l'altro, se sorgono dei dubbi sulla colpevolezza del primo imputato,
02:25perché magari è colpevole questo secondo, o magari è colpevole un terzo che non conosciamo,
02:30allora è giusto indagare, quantomeno per risarcire quel poveretto che si è fatto tanti anni di galera.
02:36Però, ripeto, non conoscendo le carte, io prospetto soltanto questa situazione
02:40che effettivamente per il cittadino è abbastanza paradossale.
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