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  • 3 mesi fa
Sinner e la rinuncia alla Coppa Davis al centro della nuova puntata di Un centimentro alla volta. Il tennista italiano è stato molto criticato per la sua scelta, ma Paolo Condò spiega perchè non ha condiviso la levata di scudi contro il vincitore di Wimbledon. «Sinner è ampiamente criticabile quando sbaglia - spiega Condò - e la rinuncia all'invito di Mattarella è un vulnus che non dimenticherò facilmente. Ma quando programma la sua attività ho poco da obiettare, viste le soddisfazioni che ci regala»

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Trascrizione
00:00Sta girando in questi giorni su Sky il videopromo del matchpoint di Yannick Sinner a Wimbledon.
00:11E per quanto l'iterazione di qualsiasi cosa contribuisca a spogliarla della sua emotività,
00:17il mio sguardo non è ancora riuscito a staccarsi da quelle brevi immagini,
00:22come invece accade per gli altri video dopo l'ennesimo passaggio.
00:26Sinner batte e il servizio atterra nei pressi della riga. Alcaraz tenta la risposta ma la
00:33palla gli schizza davanti troppo veloce e il colpo finisce in rete. La telecamera allora
00:40inquadra Sinner nell'attimo in cui si rende conto di aver vinto Wimbledon. Alza le braccia al cielo ma
00:47in un primo momento il suo sguardo è ancora indurito dalla tensione. Si capisce che sta cercando il suo
00:53angolo la gente con cui ha condiviso le fatiche del percorso per arrivare simile. Ed è soltanto
00:59allora, quando gli sguardi evidentemente si incrociano, che la maschera della competizione
01:05si scioglie nel sorriso del trionfo. Da appassionato di tennis quello è il momento nel
01:11quale l'ho sentito più vicino, più mio, se mi è concesso il bene del tifo che altrove,
01:17una questione professionale da sempre evidente. Lo sport italiano ha vinto ogni tipo di gara,
01:24tornei, campionati, dai 100 metri alle olimpiadi ai mondiali di calcio. Elegante,
01:30alcido, a volte sprezzante, Wimbledon era l'ultimo totem che ci resisteva dal 1877 e la
01:38soddisfazione per averlo infranto è stato il più grande dividendo da tifoso che abbia mai intascato.
01:43Naturalmente se dico queste cose è perché non ho condiviso la levata di scudi contro Simmer in
01:49occasione della sua rinuncia alla Coppa Davis di quest'anno. Ho aspettato qualche giorno perché il
01:54polverone si disperdesse, leggo che perfino Bruno Vespa avrebbe addolcito l'intransigenza della sua
02:00posizione e perché Jannik aggiungesse un nuovo trofeo alla sua collezione, il torneo di Vienna. Non vince
02:08perché il torneo di casa come maliziosamente viene insinuato, ma perché Indora è più forte
02:14rispetto alla terra di Roma e anche su questo, presto o tardi, Simmer ci sorprenderà. Di certo
02:21la programmazione necessaria a un tenista di questo livello lo porta a calcolare costi e benefici di
02:27ogni partecipazione. Sappiamo tutti che la Coppa Davis, oltretutto nel formato Mignon che tenta di
02:33rilanciarla, non è più ciò che era 50 anni fa, quando il calendario consentiva ai migliori la
02:40forzatura di trasformare per qualche weekend la disciplina più individuale che ci sia in uno sport
02:47di squadra. Ma allargo il discorso alle Olimpiadi, altro fronte che è stato calmo, perché non è vero
02:53che in quel contenitore, peraltro magnifico, tutti gli sport assumono la stessa importanza e la stessa
03:01dignità. Come non sceglierei mai per la nostra nazionale di calcio una medaglia d'oro olimpica
03:06al posto della vittoria dei mondiali, così la mia gioia tennistica passa per Wimbledon e magari
03:12l'anno prossimo per il Roland Garros. Ed è vero che Djokovic, vincendo l'Olimpiade, ha comunicato la
03:19sua emozione fortissima, ma si parla di un atleta a fine carriera cui mancava soltanto quel premio e di
03:27un tipo di nazionalismo che, in forza di molte cose brutte che sono successe nell'ex Jugoslavia,
03:33per fortuna non è il nostro. Per cui Sinner è ampiamente criticabile quando sbaglia e la rinuncia
03:42all'invito di Mattarella è un vulnus che non dimenticherò facilmente, ma quando programma la sua attività
03:49può poco da obiettare, queste le soddisfazioni che ci rende.
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