00:30Al centro la relazione tra Frida e Diego a fare da cornice il Messico colorato, allegro e dissacrante della Catrina, icona della morte e della vita, della satira e della bellezza eterna. È lei che incarna lo spirito del Messico profondo nel quale convivono in un unico grande affresco, colori, musica e passione. Ma come è stato per Dulcilla Foer interpretare il ruolo della Catrina che è la morte?
00:57È stato interessante perché gli ho dato una nuova veste, una veste che non avevo mai supposto, cioè questa allegra, simpatica, curiosa, un po' pasticciona, un po' partecipativa, un po' che soffre il complesso di non essere la vita.
01:15Quindi ho integrato la mia visione della morte che già aveva una sua complessità e più si arricchiscono e si integrano di significati e di valore certi temi che sono fondamentali, insomma è una gran fortuna.
01:36E poi è stato bello stare con questi ragazzi che sono tutti bravi, sono tutti talentuosi, sono pieni di energia, la regia, la musica, è veramente bellissimo, è rivitalizzato.
01:49Che cosa la colpisce di più in quest'opera, in questa Frida Opera Musical?
01:53La partecipazione degli artisti, ma dei macchinisti che in un secondo sparisce una casa con un giardino e arriva una foresta, una giungla, la partecipazione di tutti quanti, la concentrazione, la concentrazione sul parco, che è segno di grande partecipazione.
02:14E la partecipazione oggi è un tema fondamentale, credo, per induzione.
02:19E trova una modernità nei temi affrontati?
02:23Certamente, c'è la volontà di reagire a un regime opprimente, c'è la capacità di una donna di dichiarare pubblicamente il proprio dolore attraverso l'arte,
02:40la vitalità dei giovani che chiedono qualcosa di diverso per se stessi, perché è una rivoluzione che suppone questo,
02:48e la rivoluzione che ha in sé anche nella radice, ma non credo, anche la rivalutazione, cioè dare un nuovo valore alle cose che si vivono.
02:58Non necessariamente con la violenza, né con l'età aggressiva, né tantomeno belliche,
03:06però dare un nuovo, una rivalutazione di ciò che c'è.
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