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  • 4 mesi fa
Ecco la nostra intervista ad Anita Rivaroli e Fabio Zaffagnini, rispettivamente regista e ideatore di We Are The Thousand – L’incredibile storia di Rockin’1000, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2020.
Trascrizione
00:00Però tutto nasce da una follia, cioè da un sogno che fa parte, per essere raggiunto ha bisogno di una dose giusta di follia.
00:10Quanta follia c'è stata in questo sogno?
00:13Beh, sì, tanta follia applicata a tanta determinazione, applicata a tanta professionalità e al desiderio di fare qualcosa di bello.
00:24Il bello, non so, l'impressione è che venga sempre messo da parte, non venga mai inseguito tanto, un bello disinteressato.
00:35Abbiamo avuto quest'idea, ci abbiamo creduto, ci abbiamo lavorato e alla fine quello che abbiamo ottenuto è qualcosa che è andato oltre ogni aspettativa e ci ha cambiato la vita.
00:46Mi sembra poi non avere fine, nel senso che vado a dire da tutta una serie di cose, adesso è un documentario.
00:52Non mi aspettavo assolutamente che saremmo finiti alla festa del cinema di Roma, non ci saremmo aspettato che avremmo suonato nei grandi stadi d'Europa.
01:05Tante cose sono successe ed è qualche cosa che effettivamente fa riflettere.
01:12Molto spesso siamo partiti senza aspettarci, senza pianificare troppo, io non sono un grande pianificatore, ma abbiamo scoperto involontariamente un mondo, un grande entusiasmo tra i vari musicisti, tra tutti i tecnici e quindi la cosa è cresciuta a dismisura.
01:30Senti, sono andati mille progetti dopo, però tu hai mai nostalgia di quei momenti?
01:35Ma io sono, come attitudine, guardo sempre che cosa viene dopo, che cosa fare dopo, non mi fermo mai, però è ovvio che, ad esempio, nel vedere il film, rivivere certi momenti mi ha emozionato tantissimo.
01:50E soprattutto in questo periodo in cui purtroppo non ci possiamo abbracciare, non possiamo suonare dal vivo, un po' di nostalgia salta fuori.
01:59Senti, quanto sono stati importanti i social nei vostri progetti?
02:03I social media sono stati fondamentali per noi, perché ci hanno permesso dal niente di farci conoscere, di trovare i musicisti, di trovare anche i soldi per riuscire a realizzare l'evento.
02:14Però mi piace pensare che siano stati utilizzati in maniera sana, cioè abbiamo utilizzato i social per raggiungere delle persone,
02:24ma per poi riuscire a creare qualche cosa nel mondo reale, per creare una condivisione reale, per creare delle amicizie che sono nate
02:31e credo che questo sia il modo più sano e più giusto per utilizzare internet e i social media.
02:36Come si è riuscito a creare un equilibrio tra la follia e la follia di ricorrere?
02:45Allora, per ogni pizzico di follia ci vuole anche un pizzico di concretezza, perché poi le idee bisogna realizzarle.
02:51E in effetti è quello un po' che è come è andata con il progetto Rocky 1000, perché dopo che Fabio ha condiviso la sua idea con amici e colleghi,
03:04si è fermata una squadra di lavoro che effettivamente ha messo in piedi questa enorme impresa.
03:10e allora io avevo la responsabilità della parte audiovisiva, quindi mi dovevo occupare delle riprese del videoclip,
03:17che poi avremmo messo su YouTube per invitare i Foo Fighters a Cesena, e così feci.
03:23Però quel giorno lì mi resi conto che l'emozione, le persone, era talmente incredibile quello che stava accadendo
03:32che meritava un racconto molto più approfondito e quindi è per questo che ho deciso di volerne fare un documentario.
03:38Ma come hai scelto questo ammesso di cosa arrivare?
03:41L'idea per te, come un figlio di questo documentario, è una cosa che l'avevate curato sin dare un po' di video.
03:49È stato complesso perché io ho girato tantissimo materiale, quindi avevo tantissimi tera di materiale,
03:56questo significa che più materiali hai, più è difficile fare una scelta, quindi è stata una fase di lavoro complessa.
04:02Mi sono resa conto che questa storia meritava un racconto corale e quindi mentre si racconta l'impresa,
04:13come di fatto si è riuscito a mettere in piedi questa struttura, ho approfondito molte storie di musicisti,
04:20musicisti con cui sono entrato in contatto che erano lì e mi chiedevo per quale motivo si sono fatti
04:26700-800 km a loro spese per partecipare a questa cosa? È semplicemente per l'amore dei Foo Fighters?
04:33Sì, no, insomma, approfondendo con loro mi sono resa conto poi di quello che penso sia un po' il tema del film,
04:40del documentario, che è il valore, il potere della musica.
04:45La musica è molto potente, ha un effetto benefico sulle nostre vite e, diciamo, approfondendo alcune di queste storie
04:53di questi musicisti ho tentato di farne quello che può essere un racconto corale e universale,
04:58in modo che tutti potessero in qualche modo empatizzare con quelle emozioni.
05:03Senti, a proposito di empatizzare tutti questi emozioni, tu conosci molto la serialità giovanile,
05:10questa è una storia che, tipo, per me, io la conosco dagli inizi, cioè ho sempre sostenuto il progetto,
05:18però un ragazzo che si approccia a questo documentario, hai pensato a come diricolare magari il messaggio
05:24per farlo dire anche magari la decennia che è molto giusta?
05:27Guarda, io credo che forse una delle cose che può attirare è proprio la musica, il fare musica insieme,
05:38anche se nel tempo il concetto di musica e i gusti musicali sono cambiati, magari i giovani,
05:45lavorando molto con gli adolescenti mi sono resa conto che il genere rock sta vivendo una, diciamo,
05:52una crina, è una fase forse crepuscolare perché sono entrate nuove sonorità,
05:59quindi ovviamente è uno spazio in continua evoluzione, però fare musica insieme è qualcosa che ancora i ragazzi fanno,
06:06desiderano di fare, con nuovi strumenti, con nuovi modi e quindi in qualche modo penso che questa storia
06:12possa parlare assolutamente anche a loro, soprattutto in questo periodo un po' complicato
06:18dove facciamo fatica a vederci, non possiamo farlo in questo momento.
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