00:00Rappresentiamo oggi l'attività di 247 soci distribuiti in tutte le regioni d'Italia che
00:10hanno prodotto oltre 11 mila concerti che rappresentano il 44 per cento di tutti i
00:15concerti realizzati di classiche jazz in Italia censiti dalla CIA. Produciamo un volume di affari
00:23di oltre 112 milioni di euro, abbiamo un contributo FUS di 19 milioni, quindi il 20 per cento più o meno
00:30è sostenuto dallo Stato, il resto sono le associazioni che riescono, grazie a questo strumento straordinario
00:37rappresentato dal fondo che costituisce un volano di ricerca, ad intercettare altre risorse pubbliche
00:42e altre risorse private. Direi che l'aspetto principale di questo rapporto è il quasi equilibrio
00:49che siamo riusciti a raggiungere naturalmente in ambito nazionale, poi ci sono delle declinazioni
00:54a seconda della macro area, del rapporto fra entrate pubbliche e entrate private che sono
00:5954 e 46 per cento, un dato estremamente importante che rappresenta anche una vitalità di questo
01:06settore che credo vada assolutamente incoraggiato. Vogliamo sottolineare nel corso di questa riunione
01:13la necessità che la valutazione avvenga sulla base della produttività, cioè lo Stato
01:20ci dà dei soldi, è giusto rendi contare sull'attività svolta e come questi soldi sono
01:25stati investiti e come questi soldi sono stati strumento che ha permesso un'implementazione
01:33delle attività musicali in Italia. Noi chiediamo alle istituzioni di essere valutati in base
01:38a un indice di produttività, quindi più produttività più sostegno. Oggi purtroppo
01:44non è così, noi ci auguriamo che nel corso del tempo il parlare del merito diventi una
01:50sostanza.
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