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  • 11 mesi fa
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Trascrizione
00:00Non volevo uno sguardo che mi dicesse hai qualcosa in meno perché dentro di me io non avevo niente in meno
00:07e quindi non volevo accettare che nessuno potesse dire che non avere le braccia significasse avere qualcosa in meno
00:13perché non è così. Ma non perché non volessi accettare me stessa, non volevo accettare un limite che non era mio.
00:23Ciao a tutti, oggi sono qua, sono molto emozionata perché non sono da sola come avete visto
00:29c'è Simona Zori che ora ci racconterà un po' di lei. Per chi ancora non ti conoscesse, Simona Zori è una ballerina, una pittrice
00:39ed è un artista oserei dire a 360 gradi, quindi raccontaci un po' di te.
00:46Ma mi piace definirmi una giovane donna che attraverso la sua arte si racconta alle persone.
00:56Diciamo che la danza, la pittura, la scrittura mi permettono di amare l'arte e attraverso l'arte la vita.
01:05Io sono una persona con disabilità a causa di un incidente in moto, mentre tu ti sei scoperta così dalla nascita.
01:15Quindi mi chiedevo un po' qual è la tua opinione, qual è stato il tuo percorso di vita?
01:19Ma io credo che ognuno ha la sua storia e quindi la mia è iniziata dall'inizio ed è stato un percorso,
01:29solo che lo sguardo degli altri a un certo punto, soprattutto nel periodo dell'adolescenza,
01:33è iniziato a farmi vedere un po' da specchio che mi mancava qualcosa, perché in realtà per me io mi sono sempre vista completa così.
01:42Poi i miei genitori mi guardavano con quello sguardo che mi diceva sei bella così, vai bene così, sei giusta così,
01:51quindi quello sguardo rafforzava la mia normalità.
01:56E poi invece lo sguardo fuori dalla mia camera, fuori dalla nostra casa, diceva tutt'altro.
02:02Ecco allora dopo lì è iniziato il percorso a capire qual era lo sguardo che io volevo per me.
02:08Gli stereotipi femminili sulle immagini a corporea della donna sono molto forti in generale per tutti,
02:17per me ne sento ancora di più e quindi mi chiedevo se ti è mai capitato, come è successo a me, di a volte sentirti meno.
02:25È una visione che ho costruito nel tempo, perché crescendo quindi da adolescente ti vedi un po' come il brutto natroccolo,
02:34comunque indipendentemente da ciò che hai o non hai e poi man mano sono andata a cercarla,
02:41perché comunque attraverso la danza la femminilità è importante e per me è sempre stata,
02:48mi è sempre piaciuto essere donna, essere femmina e quindi ho ricercato la mia.
02:53Mi sono resa conto che in alcuni momenti era difficile perché mi scontravo con un'idea fisica diversa
03:04e ho capito che dovevo costruire qualcosa che fosse molto più intimamente mio,
03:11quindi mi dovevo specchiare io, guardare e scoprirmi bella io.
03:15Una volta scoperto questo poi potevo raccontarlo agli altri e tuttora mi rendo conto anche nel crescere con l'età
03:26che quando io mi sento bella, mi vedo bella, mi percepisco bella, anche gli altri in realtà lo colgono,
03:32quindi ho capito che non dipende dagli altri ma dipende da come noi ci sentiamo e da come noi ci vogliamo.
03:37Io sono qua e tra virgolette le mie gambe per me sono un po' un limite,
03:43o hanno dettato, hanno rischiato di dettare un limite e per te invece sono la tua grande risorsa, mi viene da dire.
03:49Beh, io lei ha molto, ha un grandissimo rapporto soprattutto con i miei piedi
03:55perché ha un grande segno di rispetto nei loro confronti perché fanno da piedi,
04:01mi permettono di camminare ma di danzare quindi di dare vita alla mia arte,
04:06ma poi il 95% della giornata fanno le mani e si credono anche delle mani, no?
04:12C'è un episodio molto carino che secondo me fa capire un po' anche la mia filosofia,
04:17se vogliamo chiamarla così, di vita ma anche di rapporto con le gambe,
04:20è che quando avevo 13 anni sono caduta e mi sono fatta male, ho fatto una contusione al mio ginocchio destro,
04:26io sono destra quindi uso il destro, quindi non potevo fare niente, no?
04:30E paradossalmente anziché vedere quello come un limite,
04:34io l'ho sfruttato per il giorno dopo andare a scuola,
04:38con le calze di pizzo si usavano ai tempi,
04:42e una minigonna perché altrimenti non l'avrei potuta mettere
04:45perché usando le gambe ho sempre usato i pantaloni
04:50e quindi non l'ho visto come un limite per non fare,
04:53ma come un'opportunità per fare qualcosa che altrimenti non avrei potuto fare,
04:58quindi anche lì un po' la ricerca della femminilità,
05:00di quel connubio tra praticità,
05:05perché mi servono, quindi hanno un loro utilizzo,
05:09ma anche bellezza, ma anche sentirmi donna,
05:12e le gambe sono un'opportunità di vedersi bella,
05:18hanno il loro fascino,
05:22e io ho sempre voluto utilizzarlo,
05:24non a discapito del loro uso.
05:31Quando ho dovuto iniziare a viaggiare sulla carrozzina,
05:35tra tante cose che mi proponevano,
05:37mi avevano proposto la danza in carrozzina,
05:40e io arrivavo dall'hip hop,
05:43non per tanti anni, ma un po' l'ho fatto,
05:46e in realtà non ci credevo,
05:48non per me era inconcepibile questo concetto,
05:52io avevo l'idea del corpo nella sua totalità,
05:55e poi in realtà ti ho scoperto per la prima volta,
05:59e mi ricordo di aver semplicemente visto due ballerini,
06:02e io non ho notato che quale fosse la tua mancanza,
06:05non ho notato nessuna mancanza,
06:07ricordo di aver visto i video,
06:08di essere affascinata dal modo di ballare,
06:10e dopo un po', leggendo il commento,
06:12in realtà ho realizzato,
06:15e fu la prima volta che capì che in realtà era possibile, ecco.
06:19No, è molto bello,
06:20perché ti fa capire che la danza in realtà
06:23è uno strumento che va oltre,
06:27oltre il corpo stesso,
06:29paradossalmente,
06:30nonostante si usi il corpo
06:31per raccontare qualcosa,
06:35in realtà è talmente,
06:36secondo me,
06:37un'arte elevata dell'anima,
06:40che poi davvero il corpo diventa un mero strumento,
06:43anche se ha bisogno della sua bellezza,
06:45della sua perfezione,
06:48ma la perfezione è tante cose,
06:51e quindi è interessante pensare
06:53che il tuo sguardo in realtà
06:54non abbia visto la mancanza,
06:57ma ha visto un corpo che danzava.
06:59Ed è quello che io da bambina
07:00in qualche modo sempre ho voluto raccontare,
07:03io non volevo raccontare la perfezione nella danza,
07:06volevo raccontare la mia danza.
07:08E dire che in realtà
07:09quando tu racconti qualcosa,
07:11lo fai in maniera profonda,
07:12in maniera in cui ci credi davvero,
07:15allora forse non c'è bisogno di un corpo così perfetto per farlo.
07:20E da bambina io chiedevo a mia mamma
07:22che volevo danzare,
07:24e naturalmente il mondo della danza
07:25non era pronto ad accogliere,
07:27ma neanche una bambina
07:29che danzasse senza le braccia.
07:32Ora ci sono gruppi di danceability in carrozzina,
07:36ma quando ero bambina non esisteva nulla di tutto questo,
07:39quindi era inconcepibile.
07:41Ma la motivazione che ha spinto me
07:43era l'amore per la danza,
07:44che ha spinto la mia mamma a dire
07:45ti scrivo, a danza,
07:48è stata semplicemente quella di una mamma
07:50che vuole fare a sua figlia quello che desidera,
07:53quello che ama.
07:54E quindi non ha accettato che dall'altra parte
07:56le dicessero
07:57signora ci sono altre cose che sua figlia può fare,
08:00ma mia figlia vuole fare questo.
08:02E alla fine, eccomi qua,
08:05dopo tanti anni,
08:06non a voler dimostrare che si può danzare senza le braccia,
08:10semplicemente a voler fare quello che amo.
08:12Stamattina, mentre ero in macchina,
08:16ascoltavo i fottedics
08:17e mi ha colpito perché ti ho sentito dire
08:22che quando il pubblico ti guarda,
08:26tu ti inchini e guardi i tuoi piedi.
08:29E questa frase mi ha colpito e mi ha commosso
08:31perché ho rivisto me un po',
08:34perché io, quando mi chiedono
08:35cosa ti ricordi del TED,
08:37io dico il rumore della carrozzina sulla rampa
08:40quando salivo sul palco.
08:43E mi ha fatto pensare che è un po'
08:44un aggancio a capire che
08:46sono, siamo, salite lì,
08:49nella nostra totale completezza.
08:52E quindi mi chiedevo
08:52cosa ne pensi di questa mia affermazione,
08:54se anche te, in un certo modo,
08:56guardando i piedi pensi a te completa, ecco.
09:01È molto bello quello che mi racconti
09:04perché la nostra totalità è tante cose,
09:07quindi può essere rappresentata
09:08da una carrozzina o da piedi.
09:11E loro i miei piedi,
09:12io quando mi inchino di fronte a un pubblico
09:15sempre sul palcoscenico li guardo
09:17perché è da loro che è iniziato il mio sogno
09:21di danzare, di dipingere, di vivere
09:24ed è da loro che ricomincia ogni volta,
09:26quindi in realtà loro sono la chiave,
09:28sono la porta che io posso aprire
09:30per un nuovo sogno che inizia.
09:34E loro rappresentano questo
09:35e quindi mi piace pensare
09:38che quel linchino,
09:39in senso di ringraziamento dal pubblico,
09:42non è solo per ringraziare il pubblico,
09:43ma anche per ringraziare loro
09:45che mi portano su quel palco,
09:48loro che mi permettono
09:49di essere semplicemente Simona
09:52in tutta la mia, come hai detto tu,
09:55completezza,
09:56perché si è completi in tanti modi.
10:01Che dire, siamo giunti alla fine
10:03e io ti ringrazio davvero tanto.
10:06Mi viene da dirti che è un paradosso,
10:09ma è che sei veramente una persona completa,
10:12si sente, si percepisce
10:13la tua serenità,
10:15la tua bellezza nella tua totalità
10:17e quindi ti ringrazio
10:18perché comunque anche per me è un bell'esempio.
10:22Grazie a te Giulia,
10:23anche per me è stato molto bello
10:24guardarti negli occhi,
10:25sentire tutto quello che è passato
10:29attraverso di te
10:30che in realtà si interseca
10:31col mio vissuto,
10:33di donna, di ragazza,
10:35di anima,
10:36mi piace dire così,
10:37perché fisicamente noi di due
10:38ne facciamo una,
10:40tu mi dai le braccia,
10:41io ti do le gambe,
10:42ma io credo che con il nostro vissuto,
10:44con il nostro cuore,
10:45con la nostra voglia di vivere,
10:47di raccontare chi siamo,
10:49in realtà facciamo un esercito
10:52di voglia di vivere,
10:55di amore per quello che abbiamo,
10:56quello che siamo.
10:57E io credo che quello
10:58è ciò che
10:59tutte e due vogliamo raccontare.
11:02Dentro ogni persona c'è un mondo
11:03e dobbiamo scoprirlo
11:06e dobbiamo anche lasciare
11:07che gli altri,
11:09che il resto del mondo
11:10lo scopra
11:11e lo facciamo raccontandoci,
11:13non chiudendoci in noi,
11:14perché solo raccontando
11:15la nostra storia
11:16gli altri possono dire
11:18ma sai che c'è?
11:19Ma anch'io posso fare
11:20col mio mondo
11:22qualcosa di più,
11:23con quello che ho.
11:25Grazie.
11:25A te Alice.
11:26Grazie.
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