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  • 11 mesi fa
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Trascrizione
00:00Io sono stata una bambina molto serena.
00:30Probabilmente come mi vedete ora, e il periodo dell'adolescenza è invece stato bello intenso.
00:39Intenso perché in realtà è iniziato il momento in cui io mi sono resa conto che agli occhi degli altri ero diversa.
00:50E questa è una precisazione molto importante, perché non che io prima mi sentissi, io mi sentivo Simona prima.
00:58Mi sentivo quella che ero.
01:01Non è che non mi rendevo conto di non avere le braccia.
01:04Semplicemente non mi rendevo forse ancora conto che per gli altri era un problema.
01:10Ed è qui che è iniziato il momento in cui ho compreso che poteva essere sì, non un problema per me, ma il problema per gli altri rimaneva.
01:22E potevo anche dire, come abbiamo sempre fatto e come continuiamo a fare, che quel limite lo lasciamo agli altri.
01:30Perché senza quel limite io ora non farei, scusate ma io devo togliere le scarpe.
01:38So che sono belle le mie sandaletti, però iniziavo già a sentire prudere le mani.
01:45Sono un po' una matta.
01:55Una volta una bambina, qua ci sono delle bambine un po' più piccole, delle bambine un po' più grandi.
02:02Qualcuno un po' più grandi.
02:03Che una volta mi disse, Simona non è vero che tu non hai le mani.
02:07Hai le mani in basso.
02:08Lo dico in ogni mio incontro, perché questa definizione è la definizione più bella che una persona, in questo caso non a caso una bambina, abbia fatto di me.
02:21Perché adesso voi, io ho fatto la brava fino adesso, tra virgolette brava perché non lo sono, ma io sono italiana e quindi noi italiani quando parliamo gesticoliamo.
02:32E quindi mi sentivo un po' davvero legata.
02:38E anche per raccontare questa cosa iniziavo a scaldarmi, ad animarmi e non potevo non farlo, non liberarmi.
02:48E proprio perché in realtà questo diventava il limite, la diversità, stava nel fatto che io avevo le mani in basso alla fine.
02:58Perché io quando ero piccolina non comprendevo, insomma crescendo, e quando ho iniziato proprio ad essere adolescente, quindi a vedere la reazione.
03:08Prima la reazione delle persone sì, ma non mi davano, non gli davo comunque quel gran peso.
03:14Quando ho iniziato invece a vedere che quegli sguardi ferivano, allora ho iniziato a domandarmi, ma perché il fatto che io, perché io, non abbia le braccia, diventi un problema per gli altri.
03:32Sono io che non ce li ho.
03:38Questo è un punto di vista, questo vale per me perché le braccia sono una cosa che si vede, ma vale per ognuno di noi con le nostre difficoltà, con i nostri problemi, con i nostri limiti.
03:49Se il limite, tra virgolette, o la difficoltà, il problema, o quello che dobbiamo affrontare è il nostro, perché poi diventa un problema per gli altri.
04:00E io questa cosa iniziavo a non comprenderla.
04:04Quindi in realtà il busto, le protesi, il busto perché la mia schiena usando la gamba destra crescendo un po' si stortava, quindi dovevamo, bisognava tenerla in linea.
04:17E le protesi perché la mia mamma e il mio papà pensavano di darmi l'opportunità semplicemente di provare a vedere se potevano essermi utili.
04:26Ma non lo sono state, questo non vuol dire che non lo siano, perché c'è tantissima gente che le usa, c'è tantissima gente che ne fa un uso straordinario, incredibile.
04:35Nel mio caso, devo dire la verità, io in realtà non conosco, poi magari nel mondo ci saranno anche, non conosco persone che utilizzano le protesi nel mio caso,
04:47perché mancandomi completamente tutto diventa davvero molto difficile, diventa più un ingombro, un peso che un aiuto.
04:56E io non avevo bisogno di quello, quindi in realtà mi scontravo con il limite che era degli altri e tutto questo peso e gli sguardi che prima non leggevo,
05:10ma poi ho iniziato a leggere quegli sguardi che dicevano che io ero poverina.
05:14E vi assicuro che non c'è sguardo più brutto.
05:20Per noi, per riceverlo, perché probabilmente magari ognuno di noi in qualche momento della sua vita l'ha ricevuto,
05:28però riceverlo una volta, riceverlo ogni giorno della tua vita da parte di tante persone diventa pesante.
05:36E quindi devi trovare un modo per difenderti.
05:40Però ti domandi perché io mi devo difendere?
05:42Non ho fatto niente di male.
05:44E questo è un po' il motivo per cui io faccio quello che faccio.
05:50Perché io mi auguro che ognuno di voi, siete tanti,
05:55e io ieri ero a Padova, io sono in giro sempre,
05:59quindi mi auguro che tutte le persone che ho la fortuna di incontrare,
06:04perché vi assicuro che la mia è una fortuna enorme,
06:09domani, camminando per le strade della vostra città, dei vostri paesi,
06:14quando vedrete una persona che ha qualcosa di diverso da voi,
06:18che può significare anche solamente un vestito, il colore dei capelli, il naso, le orecchie,
06:24otto braccia, cinque gambe, zero, uno, due, tre,
06:27anziché guardare quella persona per ciò che non ha.
06:33Provare a chiedervi, ma chissà se anche questa persona sa scrivere,
06:38chissà cosa sogna, cosa ama,
06:43chi immagina, dove va in vacanza,
06:46qualsiasi cosa vi venga in mente,
06:49ma pensare a quello che quella persona ha dentro di sé,
06:52e non quello che nel nostro involucro,
06:55perché è un involucro il nostro corpo,
07:00mostra.
07:01Ma sono sicura che non c'era bisogno che ve lo dicessi io.
07:04Però è importante che lo facciamo,
07:09perché potrebbe esserci qualcuno in mezzo a noi,
07:12qualcuno là fuori,
07:14che quegli sguardi di poverino possono bloccare,
07:19bloccarlo e chiuderlo in casa,
07:22non avere la voglia, il coraggio, la forza di uscire fuori.
07:25Un po' è anche responsabilità nostra.
07:55Grazie a tutti.
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