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  • 3 mesi fa
Una festa senza dress code (è ammesso anche il pigiama), playlist liberatorie, canti a squarciagola e balli a perdifiato in uno spazio protetto. Il “Non Farcela Party”, un evento esclusivo ma non escludente dedicato a donne e madri, sbarca al Monk di Roma e come nel resto d’Italia fa registrare un successo eclatante. Ad idearlo sono Sara Malnerich e Francesca Fiore, mamme e attiviste femministe fondatrici del blog Mammadim... e di una pagina Instagram che vanta oltre 225.000 followers. Il refrain del blog è chiaro ed è un messaggio d’unione per superare tutti gli stereotipi: «Se l’iconografia di Mammabene ti sta stretta e pensi ci sia bisogno di un modo diverso di raccontare la maternità, stai qui». Come ogni festa anche il “Non Farcela Party” ha delle regole che hanno come comune denominatore la necessità di creare una comfort zone per tutte le partecipanti. L’evento inizia intorno alle 20 e si conclude entro la mezzanotte, i canti e i balli sono “un rito collettivo di liberazione”, le canzoni vengono scelte in una playlist collettiva sulla pagina IG dell’evento, nessun dress code imposto e la possibilità, tramite la creazione di gruppi whatsup, di usufruire di passaggi per raggiungere le location. Gli uomini, infine, non sono invitati perché, come spiegano le organizzatrici «è una serata pensata, costruita e strutturata da donne per donne, gli uomini non sono al centro dell’attenzione». Una serata che dopo Roma sarà replicata a Firenze il 24 ottobre, a Dalmine il 7 novembre e a Padova il 23 novembre. L’evento, come il blog e la pagina Instagram, nasce per abbattere le diversità di genere e rovesciare gli stereotipi sulla figura materna attraverso l’ironia e l’irriverenza. «Un tema molto importante per le donne è quello di prendersi gli spazi per godere, per il proprio divertimento - spiegano le organizzatrici -. Anche se ormai è assodato, ancora ci sentiamo in colpa a delegare la cura dei figli per lavoro. Il divertimento, invece, è ancora fortemente osteggiato da noi stesse. Prendersi una serata e lasciare i figli a casa in cura al padre è quasi un atto politico, eversivo». In pochissimo tempo, però, i party sono stati il segno di un cambiamento e lo sprone per la creazione di una community sempre più attiva. «Questa serata nasce da una nostra esigenza, ma parte in una maniera quasi situazionista. Noi veniamo da un percorso di attivismo, ma nello spirito iniziale della pagina e degli eventi non c’era un elemento politico. Quando il nostro approccio ha suscitato reazioni sdegnate allora abbiamo iniziato a rivendicarne una valenza politica». 

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Trascrizione
00:00Non è un party esclusivo, diciamo escludente, però è sicuramente una festa, una serata pensata,
00:23costruita e strutturata per le donne, da donne per le donne, quindi con riferimenti musicali,
00:30momenti di interazione legati all'immaginario femminile, quindi non è che siete esclusi o non siete invitati maschi,
00:38è proprio che non siete al centro dell'attenzione, non è fatta intorno a voi.
00:43C'è un grande tema di prendersi degli spazi per godere, per il proprio desiderio, per il proprio divertimento,
00:53perché per il lavoro comincia ad essere abbastanza assodato, anche se anche per il lavoro ancora ci sentiamo molto in colpa,
01:01quando deleghiamo la cura dei figli a una tata o a qualcun altro, magari il padre, chi lo sa.
01:08Invece per quanto riguarda il divertimento è ancora fortemente osteggiato da noi stesse,
01:15quindi è quasi un atto, come dicevi tu prima, politico, eversivo, quello di prendersi una serata,
01:23lasciare i figli con il padre a casa.
01:24I commenti che ci arrivano il giorno seguente sono incredibili, sono donne che non uscivano da anni
01:31o che non erano mai andate a ballare con le amiche, donne che non hanno amiche con cui andare a ballare
01:36e quindi fanno community prima di venire, perché ci sono queste chat di WhatsApp che abbiamo aperto per ciascuna serata,
01:45quindi chi vuole può entrare in queste chat ed entrare in connessione con le altre partecipanti prima,
01:50e quindi si creano le comitive prima ancora di venire alla serata.
01:55Ci sono persone che mettono a disposizione il divano di casa, altre che mettono a disposizione la macchina per i passaggi,
02:01quindi è commovente vedere che cosa si muove intorno a queste feste e quanto poi diventano un luogo di aggregazione
02:08forse che mancava da troppo tempo per noi donne, per noi madri.
02:12Questa serata nasce esattamente da una nostra esigenza che poi intercetta il bisogno anche di altre donne,
02:21ma parte in una maniera assolutamente situazionista.
02:24È chiaro che noi veniamo da un percorso di dieci anni di attivismo e di altre azioni,
02:32però tutto questo coté politico che poi gli è stato infilato in realtà non era nello spirito iniziale.
02:43A un certo punto, nel momento in cui ha suscitato delle reazioni così sdegnate,
02:48come se si stesse facendo qualcosa di eversivo all'ordine naturale delle cose,
02:54sì, è un gesto politico.
02:56A questo punto lo rivendichiamo e a maggior ragione questi spazi ce li prendiamo con ancora più forza.
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