NEL 2023, A LOS ANGELES, NETFLIX ORGANIZZÒ una seguitissima conversation con loro, all'Academy Museum. La chiamò proprio Conversation with the three amigos. I tre amici erano (sono) Alejandro G. Iñárritu, Alfonso Cuaron e Guillermo del Toro. Messicani, hanno rivoluzionato il cinema nazionale, poi quello hollywoodiano, quindi quello mondiale. Insieme hanno collezionato 12 Oscar: 4 Cuaron (per Gravity e Roma: come regista, produttore, montatore e direttore della fotografia), 4 del Toro (per La forma dell'acqua e Pinocchio, come regista d'animazione) e 5 Iñárritu (per Birdman, Revenant e uno onorario). Oggi Alejandro G. Iñárritu è protagonista alla Fondazione Prada di Milano della "mostra cinematografica" Sueño Perro: Instalación Celuloide de Alejandro G. Iñárritu, un'installazione "costruita" con la pellicola dimenticata del suo primissimo film Amores perros (2000) e aperta al pubblico fino al 26 febbraio 2026. Per l'occasione, vi proponiamo il meglio di quella conversazione losangelina. In cui proprio Iñárritu, per esempio, dice che essere un regista è «una professione privilegiata, ma è anche un lavoro difficile, quindi avere l'amicizia che abbiamo è un bel regalo per noi». Cuaron: «Non penso e non credo che gli Oscar ci abbiano cambiati come registi, intendo creativamente. Ma chiaramente, riconoscimenti come gli Oscar o altri premi a volte rendono il lavoro un po' più facile». Guillermo del Toro: «Penso che a me l'Oscar abbia cambiato la vita in molti modi. Ero sempre difensiva perché mi sentivo incompreso, ma è una sensazione scomparsa quella notte (quando vinse il primo Oscar, ndr). È stato bellissimo, davvero molto commovente ed emozionante».
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