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  • 4 mesi fa
Francesco De Gregori arriva al Lido per presentare il docu-film Francesco De Gregori. Nevergreen, fuori concorso all'82esima Mostra del Cinema di Venezia. Nelle sale come evento speciale dall'11 al 17 settembre con Nexo Studios con la regia di Stefano Pistolini, la pellicola segue il cantautore a Milano, dove ha deciso di suonare per un mese - e per tutte le sere - in un piccolo teatro, l'Out Off, presentando le canzoni meno conosciute del proprio repertorio - o addirittura le "perfette sconosciute", le nevergreen, mai insignite del titolo di "evergreen" - ogni volta con una scaletta diversa, condividendone alcune con degli ospiti a sorpresa. "Perché le canzoni sconosciute? Mi sono reso conto che tra il mio pubblico non c'è solo chi viene a sentire le mie hit, come La donna cannone, Generale o Buonanotte fiorellino. Ci sono anche dei 'gregoriani talebani' che vogliono sentire mie canzoni che neanch'io ricordo. Quindi, per compiacere loro e me stesso, ho deciso di riproporre le 'nevergreen'". La scelta è ricaduta su Milano "perché a Roma avevo già fatto una cosa analoga a Garbatella e mi è sembrato giusto rifarlo in un'altra grande città". .Videointervista della nostra inviata a Venezia Arianna Finos - Riprese Rocco Giurato, montaggio di Davide Bosco.

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Trascrizione
00:00La prima domanda che voglio fare a Francesco è questa, l'impressione più forte che ho avuto vedendo questo film
00:07è stata di vedere un artista che vive il presente, che è lì in quel momento e se la gode.
00:14Ecco, è vero? È questo questo momento? Come ci sei arrivato a questo momento?
00:19Io cerco di arrivarci sempre anche nei concerti tradizionali, anche quelli diciamo fatti nei circuiti più grandi.
00:26In questa occasione forse mi è venuto più facile, perché intanto la quotidianità, stare un mese a Milano e ogni sera andare a terra,
00:35un po' come stare a casa, come cantare nel salotto di casa tua, le poche persone davanti.
00:41Quindi questa cosa mi ha permesso non di ritrovare me stesso, ma di divertirmi con me stesso utilizzando la canzone veramente per quello che è.
00:49Un gioco, un gioco creativo che a volte riesce bene, a volte riesce meno bene, ma che comunque appartiene a te,
00:54il tuo modo di suonare la chitarra o di sentire come fa il batterista quel determinato fill.
01:00Tutto viene più facile in una situazione come quella milanese, sicuramente.
01:05Un gioco condiviso da un regista, non so, sartoriale, un abito cucito su misura per il principe.
01:15Quanto ti sei divertito?
01:16No, no, io mi sono divertito molto perché partiva appunto, come accenni tu, da una base di familiarità.
01:24E quindi non avevo da fare quel faticoso, complicato, no, guardingo, passaggio dell'avvicinamento e poi del conoscerci dello studio della sia vicenda e quant'altro.
01:36E quindi siamo andati dritti allo scopo quasi subito.
01:40Insomma, abbiamo molte canzoni che stanno nel film e sono della prima sera, pensa, della prima sera del concerto e alcune sono dell'ultima.
01:49In mezzo c'è stato questo mese di frequentazione lavorativa, per cui lui il pomeriggio suonava, tra l'altro erano magnifici, sembravano un protone dei carabinieri.
02:02Arrivava prima la band, dopo un'ora arrivava Francesco, noi accendavamo le telecamere subito, poi se c'era l'ospite arrivava l'ospite.
02:08Quindi si era creata veramente una consuetudine e un ritmo di lavoro interessante perché creava storia e non concerto, no, concertone per la grande rete nazionale.
02:23Ma si creava una storia magari per un piccolo film che però si muoveva nelle pieghe di questa vicenda.
02:29Come hai ricercato, ritrovato delle parole e delle canzoni che ti parlavano in questo momento e che, dunque,
02:38io ho avuto due sensazioni ascoltandole. La prima è che moltissime canzoni potrebbero essere scritte oggi perché sembrano raccontare veramente il presente.
02:46E la seconda è che le tue canzoni sono dei piccoli film, quindi in realtà tu il cinema lo fai, perché io quando ascolto le tue canzoni, e tutti, come me,
02:55vivi una storia con un protagonista e quindi ecco, queste due cose.
02:59Allora, sicuramente io sono molto condizionato dal fatto di essere uno che ama il cinema,
03:05perché il cinema proprio tecnicamente va avanti per scatti, perché il montaggio altro non è che...
03:11E questo accade anche nelle mie canzoni, dove io ritrovo, se le analizzo, dei piani lunghi accostati a dei piani americani,
03:21un primissimo piano, capito? E questo è un gioco veramente molto, molto bello.
03:26E l'altra domanda, beh, l'attualità di certe canzoni, dovrei dire purtroppo,
03:33io ho scritto delle canzoni contro la guerra, ho scritto delle canzoni che purtroppo evidentemente sono...
03:40Quelle sono evergreen comunque, perché pure se la mia generazione ha vissuto un periodo di pace,
03:46io sono nato nel 51, quindi sono un fortunato ragazzo che non ha mai avuto i soldati dentro casa,
03:53però le guerre si sono sempre manifestate, vicine, lontane, più vicine, più lontane.
03:58Quindi ho scritto canzoni come generale, come il vestito del violinista,
04:03dove sono appiccicate drammaticamente anche alla realtà di questi giorni.
04:10Vorrei che non fosse un complimento, non sono mai stato un profeta,
04:14è semplicemente registrato... Ma che ti devo dire, il quadro di Picasso,
04:18del bombardamento della città basca, e quello è attuale, potrebbe essere oggi,
04:24il manifesto di un bombardamento di oggi.
04:27Tu dicevi, un ragazzo fortunato che però ha sempre posato l'attenzione,
04:32lo sguardo e il cuore su dei piccoli, grandi uomini, donne, bambini,
04:39schiacciati dalla grande storia.
04:41Te lo dico perché qui alla mostra si parla tantissimo di questo film,
04:45che si chiama The Voice of Vindra Jab, che è questa bambina,
04:48che è stata raccontata attraverso gli audio originali,
04:51e poi, come tu sai, c'è stata una manifestazione, c'è stato...
04:55Cioè, l'arte significa anche per un artista schierarsi.
04:57Tu l'hai sempre fatto e penso che sia qualcosa che ti appartiene.
04:59Sì, però, ecco, io preferisco schierarmi attraverso quello che faccio e scrivo e canto.
05:05Sulle dichiarazioni, gli appelli, le cose, sono un pochino più...
05:08Grazie a Dio io ho firmato forse due appelli in vita mia, in tenera età.
05:12Non so nemmeno se me ne sono pentito, ma, insomma,
05:15non lo so, non è nel mio carattere spiegare le cose,
05:20e non credo che questa parola sensibilizzare all'opinione pubblica,
05:23io la trovo anche un pochino offensiva verso l'opinione pubblica,
05:26perché è come se tu ti rivelgessi a delle persone che sono insensibili,
05:29e se non ci fossi tu che le sensibilizzi,
05:32un po' come dire io sono più intelligente di te,
05:34quindi ti racconto io come vanno le cose.
05:37C'è qualcosa che stride in tutto questo.
05:39E quindi la parola deve restare al cinema o alle canzoni, no?
05:43La parola sta nelle canzoni e sta nel cinema,
05:45o sta nel quadro di Picasso,
05:47o sta in Kubrick che fa Orizzonti di Gloria.
05:52È lì, è lì che si parla di Gaza,
05:54è lì che si parla dell'Ucraina,
05:55è lì che si parla di tutto quello che sta succedendo oggi.
05:59Hai citato tra i film recenti che ti sono piaciuti,
06:01grazie anche alla consulenza di Stefano,
06:04e U.S. Palmese,
06:06e ovviamente il pensiero non può...
06:08Ah, quello non me l'ha consigliato lui,
06:10magari a lui gli fa schifo, non lo so.
06:12Ah, però mi è venuto in mente,
06:13cioè non può non venire in mente,
06:15la leva calcistica della classe 68,
06:17perché, no?
06:19Cioè, il calcio è grande musica e anche grande cinema.
06:24Sì, il calcio restituisce,
06:27quel film restituisce il calcio alla sua giocosità.
06:30E io sono stato molto colpito favorevolmente
06:33da come vengono descritte le azioni sul campo,
06:35dove ci sono dei film immagine
06:37che non solo non rallentano il ritmo del film,
06:42ma sono metafora del calcio raccontato attraverso il film.
06:47Perché tu non puoi far vedere un'azione di un terzino
06:50che blocca un attaccante in tempo reale.
06:54Quel film cerca di raccontare i pensieri dell'attaccante
06:57e i pensieri del terzino che lo deve bloccare,
07:00fermando il fotogramma.
07:01Quindi l'irruzione di qualcosa di irreale,
07:04di anacronistico, in senso proprio etimologico,
07:08che mi ha affascinato.
07:09È stata una grande idea di regia.
07:10Poi c'è Papaleo, che è un attore che io amo moltissimo.
07:13Mi piacciono questi film leggeri,
07:15questi film mi piacciono molto.
07:19Torno a quella domanda che ti aveva fatto,
07:20perché avevamo parlato del significato anche del racconto della guerra,
07:24ma le due canzoni c'è anche molto racconto personale,
07:27anche di sentimento.
07:30Mi piace moltissimo che c'è un ballo finale,
07:33un invito alla danza che chiude.
07:34Quanto è importante quella canzone,
07:37quel momento per te.
07:38Beh, quella canzone è una canzone amata da tante persone
07:41e quindi la uso molto spesso per chiudere i concerti,
07:45perché è una specie di darsi la mano col pubblico,
07:48di dare il tuo al pubblico alla fine con questa canzone.
07:51E il pubblico gradisce molto questa danza,
07:53perché non se l'aspetta che uno come me,
07:55che viene descritto spesso come una persona troppo riservata,
07:58troppo un po' così,
08:00ecco, da me non se l'aspetta.
08:02E quindi sono tutti contenti
08:03e io sono contento di cantargli.
08:04Come il segno di pace alla fine della missa.
08:09Come il segno di pace.
08:10Esatto, andate in pace.
08:12Io vado in pace, però mi devi regalare
08:13il primo verso che ti viene in mente
08:15di una delle canzoni che hai scelto
08:17e che hai voluto far rivivere insieme al pubblico.
08:22Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità.
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