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CortometraggiTrascrizione
00:00Indietro così, tre presenze, il produttore, Tony Campanozzi, Vertigo Film,
00:07lo citiamo per ultimo lui, Antonio Morabito il regista,
00:13e Stefano Romani che è l'anima di una realtà dove altri danno poi a lui dei ritorni molto forti.
00:22Allora, è un film estremamente particolare, già dal titolo.
00:25La titolistica italiana è quanto di più nebuloso ci sia in circolazione, questo è preciso.
00:32Indietro così, vorrei dirlo io ma lo faccio dire al regista, perché?
00:39Perché indietro così si rifà chiaramente al laboratorio di teatro che sta portando avanti Stefano,
00:47che si chiama il teatro dell'indietro, per dire che non è necessaria una visione monotona
00:57dell'andare avanti a tutti i costi per seguire quegli obiettivi che comunque sono stati prefissati,
01:04sono stati messi lì forse da qualcun altro.
01:08L'importante è un progresso che può avere anche direzioni diverse rispetto a quelle convenute.
01:14E Stefano che a un certo punto dice, io di fatto mi trovo a mio agio nel disagio.
01:23La traduciamo in termini operativi?
01:26Sì, in termini operativi la traduciamo nel fatto che fondamentalmente ho trovato una mia dimensione
01:33tra virgolette artistica all'interno di situazioni comunque di estrema emergenza, no?
01:42Perché poi alla fine il nostro gruppo teatro dell'indietro lavora con i servizi,
01:50poi di fatto con la cooperativa Oltre che lavora con i servizi sociali,
01:54per cui comunque non è neanche una compagnia di teatro integrato che sceglie chi sono i suoi attori
02:02o quelle persone che lavorano, esatto.
02:04Quindi comunque ci rimandano i servizi e noi facciamo il laboratorio con chi ci arriva.
02:08Quindi fondamentalmente dobbiamo ogni volta ricominciare da capo,
02:17comunque rapportarci alle persone a seconda delle loro abilità che però ci vengono spedite comunque da servizi.
02:30Quindi non le scegliamo, non scegliamo come lavorare, non scegliamo che spettacoli fare
02:37perché comunque gli spettacoli sono modulati a secondo delle risorse delle persone che fanno i nostri laboratori.
02:43Questo però è una cosa a cui io mi trovo a mio agio,
02:45mentre invece se io dovessi scegliere, dovessi comunque fare un lavoro, dovessi progettare,
02:49dovessi ideare comunque delle cose, probabilmente avrei più difficoltà.
02:57Quindi ecco, per quello dico, mi trovo a mio agio nel disagio.
03:00Come si entra in un progetto così? Lo si propone, lo si riceve?
03:04Allora, come si entra? Allora, con Antonio ci conosciamo da un po' di anni,
03:08ho lavorato con lui come attore nei due film precedenti che aveva fatto
03:12e mi sarebbe piaciuto lavorare con lui.
03:15Per quanto riguarda l'idea, avevamo due progetti in ballo.
03:19Questo progetto, che poi ha preso vita, è come se ci avesse scelto poi lui.
03:25E quindi la disabilità è qualcosa che sento vicino,
03:29e questo è un lavoro che ha durato un anno e mezzo.
03:32E nel corso di questo tempo è qualcosa che purtroppo mi è familiare.
03:36Anche non avendolo scritto io, è come se fosse autobiografico,
03:40anche se la paternità artistica è di Antonio Morabito.
03:44E quindi fare un documentario con questa tematica è qualcosa che sento particolarmente vicino.
03:51Ed è il motivo principale per cui l'ho fatto,
03:53oltre al motivo che mi piaceva lavorare con Antonio,
03:56non solo come attore ma anche come produttore.
03:58Però, appunto, l'agio nel disagio lo deve trovare anche il regista,
04:04perché si vede nel film che ci sono delle cose che nascono
04:08e uno diceva la camera stava di là, adesso la devo mettermi qua.
04:11È così?
04:12Assolutamente, l'unico modo per fare questo film
04:15è stato quello di far parte del gruppo.
04:19Io non mi sono mai sentito un intruso,
04:22Stefano e tutti quanti non mi hanno mai fatto sentire un esterno,
04:26e quindi ho cominciato a frequentarli prima senza camera,
04:31poi ho cercato di capire quale potesse essere l'approccio giusto
04:35e ho scelto di girarla proprio in totale solitaria,
04:39nel senso che non avevo né direttore della fotografia né fonico,
04:43per la gioia di Silvia Moraes che ha montato il suono.
04:49E quindi avevo dovuto mettere un microfono in asse
04:52ed avevo molti limiti tecnici,
04:54però questi limiti sono diventati poi stimoli creativi,
04:58dovevo muovermi in un certo range molto stretto.
05:04In pochissimo tempo sono diventato parte proprio della famiglia,
05:09è stata un'esperienza molto forte.
05:12Anche perché si vede che sono a loro agio,
05:15cioè non c'è niente come,
05:17anche io parlo per un'esperienza,
05:19come disabile per rendersi conto che c'è qualcosa che è lì
05:23e allora si mette in posizione di difesa.
05:26Invece questi bambialisci,
05:28chi gli deve dire ma no, ma col cavolo questa cosa non la faccio,
05:31glielo dice senza troppi problemi.
05:34Esatto, questo merito soprattutto di Stefano,
05:36chiaramente che riesce ad avere questa relazione orizzontale
05:41con tutti i bambini che lo adorano,
05:44lo adorano assolutamente.
05:46Insomma lui durante tutte queste giornate
05:48si prende su di sé,
05:51si fa carico di molte cose,
05:54c'è uno scambio totale, continuo.
05:56E' interessante che abbiate deciso di intervallare
06:00le situazioni di prova,
06:02chiamiamola di prova che poi non è vera e propria prova,
06:05è un proseguire,
06:08con questi momenti in mezzo di trasporto,
06:11in auto, dove i due si parlano,
06:13a volte con dietro chi viene accompagnato,
06:16a volte da soli.
06:17Era una scelta già pensata prima o è nata?
06:19Sì, questa è stata una delle prime immagini
06:23che ho avuto addirittura,
06:24perché io ero molto incuriosito dal suo lavoro
06:26cioè da come riuscissi a conciliare
06:27un lavoro che richiede una tale esattezza,
06:33sensibilità, delicatezza, equilibrio
06:37alla quotidianità, comunque alla fatica,
06:40a quanto comunque questo lavoro è impegnativo.
06:43E quindi cosa ti rimane addosso
06:45quando vado da una cosa all'altra,
06:47da un laboratorio a un altro,
06:49da una situazione all'altra.
06:51Quindi mi interessava molto la quotidianità
06:53anche di Stefano in questo caso,
06:56di queste figure, di operatori che sono fondamentali,
06:59dovrebbero essere veramente portate in palmo di mano
07:01dalla società, perché fanno un lavoro importantissimo,
07:06fondamentale,
07:07e invece si trovano anche costretti
07:09a fare i conti
07:11con delle risorse che non sono al massimo.
07:15Come si fa a nascondere il metodo?
07:19Perché il metodo c'è, ma non si vede.
07:22Cioè, ci sono la sedia, il grido,
07:26il quando ero bambino,
07:30dicono a chi guarda da fuori
07:31che c'è un'idea, un percorso che si vuole seguire
07:35e non si va all'impronta.
07:37Contemporaneamente però si ha l'impressione
07:39che chi ne è soggetto
07:41non si renda conto che c'è un percorso.
07:44Viene fuori con la massima spontaneità
07:46perché arriva da te la spontaneità del trasferire.
07:49Allora, sicuramente noi, diciamo,
07:52io e Irene Durati,
07:53che abbiamo fondato Teatro dell'Indiatra,
07:55abbiamo comunque un'esperienza abbastanza lunga.
07:58quindi comunque abbiamo tutte e due
08:00una formazione anche teatrale.
08:01Quindi fondamentalmente nei laboratori,
08:04diciamo, adesso hanno questa spontaneità,
08:06lui il film l'ha fatto l'anno scorso praticamente.
08:09Sì, lo sta a fare.
08:09Adesso hanno questa spontaneità,
08:11però è tutto frutto di un lavoro.
08:13Cioè, nel senso, siamo arrivati comunque a essere,
08:16a affinare sempre di più un sistema,
08:18una griglia, delle strutture
08:20e a saperle mettere nei vari momenti
08:23a seconda delle esigenze e dell'energia
08:24che il gruppo ha in quel momento.
08:26Però, ecco, sicuramente c'è, come dire,
08:30un'esperienza, un vissuto, una storia,
08:33anche una formazione comunque dietro
08:35a quello che facciamo.
08:38Dopodiché poi, chiaramente,
08:39ci stanno pure,
08:41essendo che siamo persone che stanno al loro agio
08:43nel disagio,
08:43c'è pure una propensione probabilmente,
08:46come dire, naturale.
08:50Comunque, l'altra cosa fondamentale
08:53è che una delle grandi, diciamo,
08:55delle cose che ci siamo prefissati
08:57è quello di metterci comunque
08:59sempre in gioco, pure noi.
09:01Quindi, questa relazione che si crea
09:03che è molto spontanea,
09:05molto orizzontale,
09:07è dovuta al fatto che comunque
09:08noi abbiamo come input
09:12quello di metterci in gioco esattamente,
09:15cioè, quelle cose là,
09:15le facciamo pure noi.
09:17Nel senso,
09:17e chiunque partecipa ai nostri laboratori,
09:20che siano pure operatori,
09:21magari che portano i ragazzi,
09:22se stanno lì nel setting,
09:25devono partecipare
09:26e mettersi in gioco,
09:27altrimenti, ovviamente,
09:28democraticamente,
09:29possono pure stare fuori.
09:30Però, ecco,
09:31però, lì c'è una situazione di gruppo
09:33e quel gruppo devono essere tutti,
09:35in questo senso,
09:36è molto,
09:37è il teatro inclusivo,
09:38diciamo così,
09:39perché tutti quelli che stanno
09:40nel setting,
09:41comunque,
09:42devono fare quel lavoro lì.
09:43Quindi, credo che pure un po'
09:44quello genera una sorta di naturalezza
09:47pure nelle persone,
09:48una, come dire,
09:49una propensione comunque
09:50a farsi avanti,
09:51a darsi,
09:53diciamo, ecco.
09:54E poi,
09:54qualsiasi cosa accadesse,
09:55noi la tiravamo dentro al lavoro,
09:58quindi,
09:58qualsiasi imprevisto,
10:00non faceva parte del,
10:02del,
10:02del,
10:02un'ultima riflessione,
10:05che diventa domanda.
10:08Tito, l'abbiamo detto,
10:09centrato e originale,
10:10e dall'altra parte il,
10:13il lavoro suo,
10:16che diventa,
10:17che diventa occasione,
10:19per,
10:19per dare a loro la possibilità di aprirsi.
10:23Cioè,
10:23non è semplicemente,
10:25ci sono altri documentari che abbiamo visto,
10:28su formazioni teatrali con disabili.
10:31Qui però si sente,
10:32sì,
10:33bisogna arrivare allo spettacolo,
10:35se è possibile ci si arriva,
10:36ma ci si arriva attraverso,
10:38una progressiva liberazione,
10:42del vissuto.
10:43Ecco,
10:44provo a girarla,
10:47se non si riuscisse a fare lo spettacolo,
10:49il risultato ci sarebbe lo stesso.
10:50No, no,
10:51cioè,
10:51diciamo,
10:51noi,
10:52sì,
10:52certo,
10:53per noi,
10:53diciamo,
10:53quell'aspetto lì,
10:54è quello più importante,
10:56chiaramente.
10:56Tra l'altro,
10:57poi,
10:57gli spettacoli spesso,
10:58non hanno,
10:59non è che sempre vengono fuori dal lavoro di ricerca che facciamo,
11:02poi,
11:02fondamentalmente mettiamo insieme,
11:04anche in maniera così,
11:05un po' istintiva,
11:06intuitiva,
11:06cose che sono venute nel laboratorio,
11:08ma non è che c'è,
11:09non è che li scriviamo,
11:10per esempio,
11:11quindi,
11:12però per noi quel lavoro lì è quello più importante,
11:14insomma.
11:15Diciamo che l'ospedacolo è una caccia al tesoro,
11:17in cui il tesoro è la caccia.
11:19È un onore al merito,
11:21perché lui si mette in discussione,
11:23quanti ne abbiamo visti,
11:24che si mettono in discussione all'interno di una storia dove loro sono i protagonisti,
11:29lui si mette in discussione,
11:30ed è interessante quella sequenza lì,
11:31perché la collega che pretende di dire come dovresti lavorare,
11:38in realtà si capisce che anche lei è una passione,
11:40cioè non è quella che dice,
11:44no, io ti giudico perché io sono più alto di te,
11:46no, io faccio in un altro modo,
11:48però si capisce che anche lei ci crede in quello che fa.
11:51Tantissimo.
11:51Ma è bellissima quella sequenza.
11:53E quella è una sequenza che abbiamo aggiunto dopo,
11:55nel senso che nella prima fase non era prevista,
11:59invece poi, insomma,
12:00sì, insomma,
12:00dopo una seconda stesura,
12:03e secondo me è stato,
12:05secondo anche altre,
12:06anche per quello che stai dicendo,
12:08comunque ha arricchito ulteriormente un progetto
12:12che aveva già un suo valore vero,
12:19autentico.
12:20E si capisce che lui non ha la comfort zone,
12:22altro.
12:22Ma io non sono sicurissimo,
12:26cioè secondo me Carla un po' c'ha ragione.
12:27Un pochino assicurissimo.
12:28Ma mica tanta.
12:30Comunque lei mi conosce bene, quindi.
12:34Una grande operatrice,
12:37Carla Parzio,
12:38è stata un appoggio,
12:40una figura fondamentale.
12:42Quindi ha anche accettato
12:43di punzecchiare Stefano,
12:45la profonda conoscitrice Stefano,
12:47sapendo dove potrebbe ottenere.
12:48Dove andare a toccare?
12:49Sì, sì, sì.
12:50Ma lui ha saputo come...
12:51Ma lui ha saputo come...
12:52Eh sì, certo.
12:54Non mi manda a dire.
12:55Bene, grazie per questa originalità in toto.
12:58Grazie mille.
12:58Grazie mille davvero.
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