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  • 5 mesi fa
Trascrizione
00:00Il film nasce dalla voglia di raccontare uno spaccato territoriale legato alla mia città,
00:08Salerno, ma poi tutto filtrato ovviamente dalla mia autobiografia e quindi dalla voglia
00:13anche di raccontare cose che conosco da vicino e nel tentativo di restituirne le complessità
00:19e in particolare raccontare cosa succede quando un meccanismo familiare si inceppa e le persone
00:25che restano devono in qualche modo affrontare la nuova realtà e farne i conti.
00:34Una cosa che io dico è che quando arrivai sul set, la prima volta che giravamo Nottefonda insieme,
00:42che è un protagonista mio padre, io mi sentivo in dovere di dimostrargli che io sapevo recitare.
00:51Poi dopo un po' di tempo ho guardato negli occhi, più che altro al personaggio, non al
00:58Francesco, ma al personaggio del film, ha detto a me che me ne frega, fai quello che ti senti,
01:04fai quello che vuoi.
01:05E così è stato anche nel film di Loris, ho messo a pieno tutte le emozioni, anche se qui
01:11in realtà siamo la stessa persona in questo film a differenza dell'altro che eravamo padre
01:15in questo film, quindi no, a me ha fatto la mia voglia di iniziare i miei film, con i miei
01:20film, io ho film, era stata la più pratica, ero dei miei giovani e qua, soprattutto adesso
01:27mi sentito adesso con le voci, mi aspettavo un film, mi era capitato, ma a un certo punto
01:32qualcuno mi era chiuso a interpretare con la mia voce il film e poi non l'ho fatto.
01:40Invece in questo grado, in quanto tempo la parla mia voce così personale, in quanto
01:45sono persone che mi riconoscono per la voce, per esempio in televisione, c'è Francesco
01:50in tv, ma stava cucinando una cosa, è un filmario bello e divertente, però avevamo così come
01:57una cosa così naturale, poi è vero che i progetti non ero che stanno facendo tanto, un po' di
02:03me, io ho fatto la vostrata, io ho fatto la mia, poi ho fatto le regole con i ragazzini,
02:08con i ragazzini, c'era una cosa che ti sei a Cina, non mai farlo, ti rubavo tutta
02:13la persona, infatti per l'intervista dovevamo fare tutte le cose, c'è tutto più di una
02:17parola.
02:18l'intervista dovevamo fare tutte le cose, anche nel tuo figlio.
02:25non c'è tutto più di una scuola, ma anche nel tuo figlio.
02:26No, non c'è tutto più.
02:27Non c'è tutto più.
02:28Io ho già lavorato con loro su un precedente progetto, che è John, che è un cortometraggio,
02:42Io sono stato affascinato dalle mani di voi, perché lui è un grande disegnatore, insomma
02:51che riesce comunque all'imprimente di questo impatto molto interessante, ma poi andiamo
02:56anche attraverso il tempo, in un'altra zona.
02:59E per lui, insomma, lui ha scoperto i tizini, si va a contare, e poi si trova questa componente
03:07e questa componente è l'imprimente che mi interessa moltissimo, l'idea di appoggiarmi
03:17con il legato d'attore, l'artista, e quindi io qui sono nato in supporto all'atto in generale
03:26per questa mano di loro.
03:30Sì, il film racconta un po' la posizione di chi si trova a rivestire un certo ruolo,
03:41insomma al grado, in qualche modo, senza aver partecipato a delle azioni, senza aver partecipato
03:46ad un passato particolare, in qualche modo lo assorbe in maniera contraddittoria, varia,
03:54variegata anzi, da più fonti, la cronaca, i telegiornali, i racconti familiari, i racconti della città, poi.
04:02Cerca di mettere insieme un po' il tutto per restituirne la complessità, perché poi ne siamo frutto
04:09in qualche modo di ciò che assorbiamo nel corso della crescita, degli anni che passano,
04:16e interpretiamo ciò che vediamo fuori in maniera diversa a seconda dell'età, quindi il lavoro fatto insieme
04:24poi a Francesco e Mario è stato eccezionale, anche perché ho avuto l'occasione, più unica che rara,
04:29di lavorare sullo stesso personaggio con due attori diversi, che in più sono padre e figlio.
04:33Un cortocircuito incredibile che mi ha dato l'occasione di esprimere al meglio quello che volevo raccontare,
04:40cioè la complessità delle dinamiche familiari, radicate in un contesto di marginalità sociale
04:47che riguarda la Campania, ma che in realtà poi si estende a tutto il paese.
04:55Sicuramente, chiaro, viviamo in un cortile abbastanza di un'esercizio di Napoli,
05:01dove abbiamo creato un piccolo aggregatore umano che è sempre bene,
05:05in un'esercizio di Napoli.
05:07Adesso con 160 ragazzi facciamo scuola, scuola, spettacoli,
05:13e quindi raccomando il fatto di riscattare,
05:17perché già studiamo l'autoriteria, ma noi sti costi,
05:20vogliamo chiamarli sempre,
05:22vogliamo battere i comuni dischi di un epatempo,
05:25che vanno i dischi di un esercizio di un esercizio di un montagnolo,
05:29e quindi questo artista, la comuna, questa esercizionza,
05:34che mi ha dato via,
05:36e questa va nata,
05:38e la domanda che ho proposto,
05:40per fare una domanda,
05:41ma non c'è la domanda,
05:42ma non c'è la domanda che ho fatto di andare in vita,
05:45coraggio di fare.
05:46Fatto è stato di lui,
05:47di prenderlo le persone.
05:49Voi se è figlio e ti è figlio,
05:51e comunque è un regista,
05:53che anima delle cose,
05:55è un cartotecchio.
05:57e se te stava stavendo in filo c'è, ma a questo modo però credo che qui il quartiere io abbia
06:05segretato il risultato che io ho fatto prima panettura e poi attore, non dipende tutti
06:10gli uomini, stiamo raccontando un altro pezzo di storia a parte della figlia di donne, quindi
06:16questo credo che ci viene anche da tutti. Ma guarda, riprendo il discorso di mio padre,
06:22penso che ci vuole veramente tanto coraggio ad andare via dal posto dove sei nato e sei finito.
06:28Io penso che non ce la fare mai, ma in realtà mi ritengo anche molto fortunato, perché nonostante
06:35io viva in un quartiere diciamo non semplice, comunque ho avuto dei genitori che mi sono sempre
06:44stati dietro, continuano a starmi dietro, mi fanno studiare, mi fanno giocare, mi fanno essere
06:51libero. E quindi io penso che quello che ha fatto Loli c'è più un atto d'amore verso
07:00la sua Salerno.
07:05Ma per me il cinema è un atto sociale, è un atto politico, nel senso che come dicevi
07:09la cosa che più mi ha spinto a intraprendere questa sala da un certo punto è lo stare insieme
07:14alle persone. Io nasco un po' come disegnatore, come anticipava Francesco, da ragazzino volevo
07:19fare i fumetti. Poi quando ho capito che richiedeva tante ore da solo su un tavolo da disegno
07:25ho detto come posso portare quella stessa cosa, una propensione verso il racconto di storie
07:30in una dimensione più ampia. Il cinema mi ha permesso di farlo e soprattutto, dicevo, è
07:36anche un atto politico perché quando scegliamo di raccontare delle storie stiamo escludendo
07:42tutto il resto. Quindi decidiamo di concentrarci su quello spaccato narrativo, territoriale,
07:48con quei personaggi e ritenere che, pretendendo che quella cosa che stiamo raccontando è più
07:54importante di altre. In questo senso io sono sempre ritornato poi nella mia città, pur avendo
08:02vissuto tanti anni fuori, raccontandola. Perché poi tutti i miei precedenti cortometraggi
08:07raccontano Salerno, raccontano la cosiddetta periferia orientale di Salerno, quindi i quartieri
08:14in cui sono nato e cresciuto. Credo che questo sia il potere del cinema. Io e Francesco in
08:20particolare, ma poi anche con Mario, non siamo amici in qualche modo di nascita, ma lo
08:26siamo diventati attraverso il cinema, quindi questa è una cosa bellissima e unica.
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