Skip to playerSkip to main content
  • 4 months ago

Category

🥇
Sports
Transcript
00:00THE END
00:30THE END
01:00THE END
01:30THE END
01:59THE END
02:01THE END
02:27THE END
02:29THE END
02:31THE END
02:33THE END
02:35THE END
02:37THE END
02:39THE END
02:41THE END
02:43THE END
02:45THE END
02:47THE END
02:49THE END
02:51THE END
02:53THE END
02:55THE END
02:57THE END
02:59THE END
03:01THE END
03:09un passaporto intestato a Castigliano a Giusebio,
03:12un paio di scarpette da calcio.
03:15L'atroce verità si fa strada.
03:17Si tratta dei giocatori del Torino, di ritorno da Lisbona,
03:20come aveva intuito chi si trovava in volo in quei minuti,
03:23poco distante dal luogo della tragedia.
03:25A terra, vado a cambiare, mi devo la battuta,
03:29mi stavo vestendo, mi viene il segretario e mi dice
03:32guarda che ha telefonato dall'osservatorio del Pino
03:35che un aereo ha battuto contro il supergo.
03:38L'aereo ce n'era uno solo in volo, quindi non poteva il segretario del Torino.
03:42Passò mezz'ora, tre quarti d'ora e si sparse subito improvviso la tragedia.
03:47Un incidente aereo. È morto il grande Torino.
03:50Sono arrivato sul piazzale, la mia prima impressione
03:55è stata l'immagine di Mazzola che era sul prato a braccia aperta,
04:02era stato buttato fuori con il viso rivolto verso il cielo
04:05e il viso intatto, lo si riconosceva benissimo.
04:09La città è stordita.
04:12La notizia si sparge e raggiunge in maniera impietosa mogli, figli, parenti.
04:17Il figlio di Gabbetto ricorda che la madre si trovava alla cassa del bar gestito
04:21con la signora Ossola a un angolo di Vie Roma.
04:24La gente si fermava davanti alla cassa, non consumava, la guardava
04:29e gli altri sapevano che l'aereo era caduto e mia mamma non lo sapeva.
04:34Allora presa da questa aria insolita ha pensato di telefonare all'Era Italia.
04:43È una signora molto gentile come al solito che dice
04:46ma come signora non sa che l'aereo è caduto e che tutto il Torino è mancato.
04:51Mio padre Renato era sull'aereo del Torino
04:56io andai a prenderlo al giornale quel giorno, il 4 maggio
05:01e arrivai al giornale e c'era un sacco di gente fuori, avevo 11 anni
05:06non sapevo come mai ci fosse da quella gente fuori
05:09mi trai e andai da capo uscire e gli chiesi
05:13il papà è arrivato, lui mi disse ma non sai che è morto?
05:17Io ho saputo così della sua morte.
05:21L'Italia apprende dalla radio la prima agghiacciante conferma
05:29mentre i giornali approntano le dizioni straordinarie.
05:32A Superga sono morti in 31 tra giocatori, tecnici, dirigenti, giornalisti, membri dell'equipaggio.
05:46E' toccata a Vittorio Pozzo, il commissario tecnico della nazionale, riconoscere uno per uno i giocatori
05:56i suoi ragazzi come li chiamava con orgoglio.
05:59Il dolore ferma l'Italia, la unisce in un abbraccio commosso e ai funerali partecipa una folla immensa, quasi 700.000 persone.
06:09Lo strazzo è indicibile e costituisce una riprova dell'amore per questi campioni.
06:14E' spiantato, fiombato su un colle, l'apparecchio dal cielo piovoso, s'è consumto nel ruogo postuoso, distruggendo il torino alle folle.
06:30A Stigliano, Maroso, Gabetto, Ballarin, Brigamonti e Dossola, vi rivedo nel gioco perfetto, che strappava le urla di gola.
06:46Tutti gli italiani sono genitori, vedove, orfani dei poveri caduti.
07:15Afferma il presidente della federazione calcistica Ottorino Barassi davanti a quelle bare, conferendo al Torino il quinto scudetto consecutivo.
07:45Ma il calcio italiano ha perduto le sue forze migliori e il rimpianto raggiunge tutti i paesi del mondo.
07:54In Brasile la squadra del giovane Altafini, che prenderà il nome di Mazzola in onore di Capitan Valentino, scende in campo indossando la maglia Granata.
08:02La domenica seguente tutte le squadre ricordano gli scomparsi, onorandoli con un lungo silenzio che si unisce a quello del pubblico, commosso e ancora incredulo.
08:14Solo il Filadelfia e il campo del Torino rimane deserto, avvolto in un silenzio irreale da incubo.
08:20Questo distinto signore conosce bene il Filadelfia, si chiama Sauro Thomas, è stato un grande terzino del Torino
08:42e deve la sua sopravvivenza al fatto di essere infortunato quando la squadra partì per Lisbona.
08:53Thomas torna spesso al Filadelfia, quasi per respirare l'aria dei trionfi, senza però parlare mai di superga,
08:59poiché il ricordo dei miei compagni, dice, invece di diminuire con il tempo, è sempre forte e mi assale ogni giorno.
09:06Ma venire qui gli fa bene, qui dove gli avversari, prima ancora del Torino, temevano il grande tifo dei suoi sostenitori,
09:16come ricorda chi fin da ragazzo era su quegli spalti.
09:21Io ricordo questo campo del Filadelfia e ne sono ancora adesso, in un certo senso, soggiogato,
09:28perché era veramente quella che in termini un po' retorici il giornalismo definiva una fossa di leoni.
09:33Innanzitutto un campo di legno incombente sul terreno di gioco e quando il Torino attaccava tutti che battevano i piedi su questo piacito di legno
09:46facendo quindi un effetto, un rimbombo terribile.
09:51Poi c'era una caratteristica abbastanza divertente, anche bella, magari la partita Torino giochichiava,
10:01allora si alzava un trombettiere, trombettiere del Filadelfia e suonava la carica.
10:08Nel momento Valentino Mazzola si tirava su le maniche e il Torino partiva all'assalto.
10:135-6 minuti, faceva uno o due gol, liquidava l'avversario e poi si rimetteva tranquillo.
10:19Non ci sono più squilli di tromba al vecchio fila, sono pochi ricordi,
10:47magliette, calzettoni, scarpe da gioco che sembrano appartenere a un passato remoto
10:52e una ruota e un'elica di quel maledetto aereo.
10:56Per quelli che sono nati dopo è impossibile capire e persino immaginare.
11:00Siamo al quinto minuto del primo tempo supplementare.
11:12Italia e Cercoslavacchia stanno disputando la finalissima di questa Coppa del Mondo.
11:17Tornano le partite alla radio, torna la voce di Carosio che ci ha esaltato durante il campionato del mondo,
11:22arrivano le schedine del totocalcio, allora chiamato Sisal.
11:25Tornano i giornali e i settimali sportivi con le foto degli incontri.
11:44È una partita disegnata dal giornalista Silva che fa le veci di una televisione lontana da venire.
11:55Il Torino fa vendere copie, il Torino fa sognare, entra nel cuore degli italiani assieme al ciclismo,
12:06a Bartali ma soprattutto a Fausto Coppi che del Torino è tifoso e grande amico dei suoi giocatori,
12:12tanto che dopo Superga correrà in giro con il simbolo dei Granata sul petto.
12:17Io credo che il Torino e Fausto Coppi in quella fase storica del paese siano stati i simboli della rivincita del paese,
12:30un paese che usciva da una sconfitta, usciva umiliato, distrutto ma con una grande voglia di riprendersi,
12:39di tornare a recitare un ruolo onorevole in mezzo agli altri.
12:44I giovani ragazzi di oggi non possono immaginare quale funzione positiva abbia avuto, direi determinante forse,
12:51abbia avuto sulla psicologia degli italiani insieme col cinema neorealista, abbia avuto la ripresa dello sport.
12:59Andare allo stadio oltre che veder giocare e giocare oltre che essere visti,
13:06fu una sorta di rito collettivo del paese che non ne poteva più del totalitarismo, della guerra, della miseria,
13:16dei bombardamenti, della paura, della morte, non ne poteva più, non ne poteva più, voleva vivere.
13:22Il Torino diventa anche l'ossatura della nazionale.
13:52Vittorio Pozzo, il vecchio alpino che ci aveva portato la vittoria nel campionato del mondo del 34 e del 38,
13:58punta tutto sui Granata e la scelta sembra obbligata.
14:02Il Torino fu anche, sotto un certo punto di vista, il frutto di un'operazione compiuta dal commissario tecnico della nazionale Pozzo,
14:13che cercò di non disperdere i valori più interessanti della sua squadra e, in accordo col Presidente del Torino Nuovo,
14:26gli fece acquistare in modo di tenerli concentrati tutti in una città e, fra l'altro, alcuni di questi lavoravano nell'industria,
14:38e quindi per questo non vennero mandati al fronte, in modo quindi anche di non rischiare di perderli.
14:45Questo Pozzo fu sicuramente molto utile da vecchio tifoso Granata, nel consigliare questi acquisti a Nuovo
14:55e nel creare in questa squadra, in questa città, un nucleo che poi doveva essere appunto il nucleo fondante del grande Torino
15:05e, non a caso, della sua nazionale, visto che poi quasi tutti erano giocatori che Pozzo utilizzò nella sua squadra.
15:17A Genova incontro con il Portogallo, sempre con una squadra impermiata sul Torino che fornisce sette giocatori.
15:24Siamo nella ripresa e gli azzurri riscattano il gol sul rigore del primo tempo.
15:28Ha pareggiato Menti e adesso è il turno di Marzola.
15:41Magnifico!
15:43Per finire Maroso, confinato all'ala per infortunio, segna il classico gol dello zoppo.
15:48Un gioiello di semplicità.
15:49Alla fine di marzo si parte per Madrid, roccaforte non ancora espugnata dai calciatori azzurri.
15:56Ottimismo in tutti da Bacigalupo a Barassi a Nuovo.
15:59Guai a commettere scorrettezze contro Bacigalupo, il generoso Ballarin non le tollera.
16:12Punisce lo Spagnolo, ma punita è soprattutto la sua piccola vendetta.
16:17Sul rigore, Gainza pareggia il gol segnato nei primi minuti da Lorenzi.
16:21Ma Carapellese e Amadei porteranno a tre i gol della ripresa.
16:24E adesso Castigliano chiede per sé tutta l'attenzione.
16:31Alla fine anche Bacigalupo chiede che lo si osservi.
16:35Un secondo rigore gli permette di saldare il conto con Gainza.
16:37Ipnotizzato l'avversario para quasi da fermo.
16:43Si torna sulle rive del Po.
16:44C'è in ballo lo scudetto e l'Italia del pallone ancora una volta vive col fiato sospeso.
16:54C'è in ballo lo scudetto e l'Italia del pallone ancora una volta vive col fiato.
17:24Il rito si ripete da quasi un secolo ogni domenica e mette di fronte come in un'antica disfida fra Guelfi e Ghibellini
17:33o in un acceso palio cittadino, colori, tradizioni, appartenenze, dialetti in un miscuglio di passioni di stampo ancestrale.
17:40La conquista dello scudetto, affermano gli studiosi dei comportamenti di massa, è il momento culminante di una guerra vittoriosa.
17:56E allora ecco l'invasione di campo, la caccia alla maglia del campione amato come appropriazione di un feticcio,
18:02la conquista fisica del terreno di gioco, il contatto con le armi della battaglia come i legni della porta.
18:08Il calcio è una grande evasione che distoglie e allontana dei problemi quotidiani?
18:33Certamente, ma perché no? Per qualcuno poi la partita è una sublimazione dell'atto sessuale
18:39e il gol con il pallone che entra finalmente nella rete ne rappresenta l'apice e il compimento a lungo atteso.
18:45Ma la sociologia non basta a spiegare la popolarità di questo sport, che al giorno d'oggi muove milioni di individui,
19:06rappresenta un affare da migliaia di miliardi e talvolta è arrivato persino a condizionare la vita di un governo.
19:12Ma quando è nato il gioco del calcio? E dove?
19:20Maddalena! È un regalo per le tue nozze. L'hanno mandato i signori di Milano.
19:25Una palla diversa da quelle finora conosciute. Una sfera così fatta che butta da terra e ti balza di nuovo tra le mani.
19:32E se è colpita da un calcio, vuole leggera come un uccello.
19:34Fammi provare. Lei vatti a Minenza.
19:36A me, a me.
19:36Sì, sì. Un infantile, ma divertente trastullo, effettivamente.
19:55Passa!
19:58A me, a me!
19:59A poi che importanza ha accertare chi ne fu l'inventore?
20:08Importa sapere che il calcio è penetrato profondamente nella nostra storia,
20:13tanto da essere stato prescelto anche come fiora all'occhiello di regimi totalitari
20:18che con esso allargavano il consenso popolare
20:20e raggiungevano un indubbio prestigio internazionale
20:23che serviva da giustificazione a politiche di aggressione.
20:27Come ricorda un ex giocatore granata che partecipò al mondiale studentesco del 1939.
20:34Siamo arrivati alla finale contro la Germania.
20:38La Germania in quel momento doveva vincere perché Hitler si era annesso all'Austria,
20:45quindi assolutamente la Germania doveva vincere.
20:48Quindi l'arbitro ungherese ha letteralmente venduto la partita.
20:53Alla fine della partita tutti gli 11 giocatori dell'Italia abbiamo sputato in faccia l'arbitro
21:02con un sincronismo perfetto e poi ho deciso di ritirarmi dal calcio.
21:08E' importante che il calcio abbia sollecitato la fantasia di poeti, scrittori, pittori e quella dei nostri cineasti,
21:37che in esso hanno visto la componente più popolare del costume nazionale.
21:42Perché si tratta di uno sport povero, che i poveri possono giocare fin da bambini.
21:48Io giocavo nei Prati e c'era un dirigente del Torino che mi ha interpellato e mi ha chiesto se volevo giocare nei Ballon Boys.
21:58Ora, il Ballon Boys era una leggenda, cinque volte campione d'Italia.
22:03Per noi adolescenti era veramente il massimo.
22:07Allora mi ha detto, ti manderemo a chiamare al Philadelphia.
22:11Io ogni giorno guardavo la posta freneticamente.
22:15Finalmente vidi il cartoncino con la stemma del Torino.
22:20Bastano due piedi e una palla.
22:29E chi è dotato può passare dalla miseria alla ricchezza.
22:32Diventare l'eroe della domenica, trascinando all'entusiasmo il pubblico di un'intera città.
22:38Un grande sogno, che è quello più antico dell'uomo.
22:41La vittoria nella vita e sul campo.
22:43Questa è la piazza che ospita un palazzo storico, importante per la nostra storia.
23:08E l'antico Hotel Fiorina, dove 90 anni fa, nel dicembre del 1906, proprio in quella sala nacque il Torino.
23:19Alcuni dicono che nacque da una costola della Juventus.
23:22In realtà i tifosi Granata sostengono che l'autenticità della società è garantita, perché nacque addirittura prima della Juventus.
23:32In una di quelle sale, proprio brindando sulla soglia della mezzanotte, venne fondata la società.
23:40Il primo presidente non presente alla riunione era uno svizzero.
23:45Molto curiosamente l'Hotel Fiorina e la birreria, che anticamente era ospitata in questo palazzo, racchiudeva anche la sede della Juventus.
23:57I colori sociali sono il Granata e il Bianco.
24:00Prima partita, quella sul campo della Provercelli, vinta per 3-1.
24:04Primo scudetto nel 1926-27, poi revocato e vinto ancora l'anno seguente, con quello che fu chiamato il trio delle meraviglie, Balonceri, Libonati e Rossetti.
24:16Erano tre grandissimi campioni, soprattutto Balonceri, l'antessiniano del cosiddetto regista.
24:22Era un uomo di metà campo che sapeva anche fare tanti gol.
24:25Sulla scia di questa meravigliosa tradizione, il grande Torino, quasi vent'anni dopo, inanellò i famosi cinque scudetti consecutivi,
24:36che lo consacrarono alla gloria non solo del calcio nazionale, ma direi del calcio mondiale.
24:44Negli anni che seguono rifugia la stella della Juventus, che conquista ben cinque scudetti consecutivi,
24:51dal 1931 al 1935, quando il calcio è ormai divenuto un grande spettacolo di massa.
24:58I documenti dell'epoca sono rarissimi e quello che vi presentiamo ci mostra proprio la Juventus del primo scudetto
25:05in che appare in una sonora sconfitta a Roma, sul famoso campo di testaccio dalle tribune di legno.
25:10Quando la notizia arriva a Torino, i tifosi Granata scendono nelle strade per far festa,
25:32dimostrando l'incolmabile fossato che divide le due squadre e che ha profonde motivazioni sociali.
25:37La Juventus è dal 1923 la squadra della famiglia Agnelli, la squadra della Fiat.
25:45Il Torino invece è la squadra del popolo, è la squadra anche degli intellettuali di sinistra, diciamo.
25:52Si è molto avvantaggiato in qualche modo di questo contrasto,
25:58nel senso che ha mutuato dal popolo, ha mutuato dagli ambienti operai,
26:06la grinta, la combattività, che è un po' il suo carattere distintivo attraverso i decenni.
26:13Quasi tutti i giocatori di prima squadra del Torino erano figli di operai,
26:20quindi c'era una corrispondenza, diciamo, familiare tra il campo di gioco e il pubblico.
26:27Mi ricordo quando si finiva la partita e si andava a salutare il pubblico dei popolari,
26:35l'incendio, era anche una lotta di classe.
26:39I tifosi del Torino odiavano i juventini e i juventini odiavano il Torino.
26:43Il Torino è il toro, cioè è la grinta e il modo di impegnarsi nella partita
26:50come se si trattasse di qualcosa di più importante di un avvenimento sportivo.
26:55La Juventus, anche lì tradizionalmente, è la signora d'Italia,
27:00come la fidanzata d'Italia, è una signora elegante, una signora seria,
27:06un po' contegnosa, amatissima fuori dei confini di Torino, a Torino un po' meno.
27:13Io mi ricordo che contro la Juventus ho disputato delle belle partite,
27:18una in particolare quasi sul ghiaccio, e fu quella con una fuga sull'ala destra,
27:26a pochi minuti dalla fine riuscì a entrare in area di rigore
27:30e apporgere un pallone a un'ala sinistra che aveva 33 anni, Ferrero,
27:37e quale la depose in rete, quella fu una vittoria straordinaria.
27:41È il presidente Ferruccio Novo, dall'augurale nome,
27:48che imprime al Torino la svolta vittoriosa.
27:50Il grande Torino nacque da una sconfitta,
28:11dalla sconfitta subita a Venezia, che favorì la Roma,
28:19nello scudetto che la Roma vinse nel 1942, che aveva il Torino come antagonista,
28:26e quella sconfitta naturalmente detta via libera alla Roma,
28:30ma quella sconfitta fece capire a nuovo presidente del Torino
28:34che se voleva quella squadra che sarebbe poi giunta a seconda,
28:40se voleva renderla competitiva, doveva renderla più forte.
28:43Il colpo magistrale lo fa a Venezia.
28:45In Venezia ha una coppia di mezzali fortissime, Loic e Mazzola.
28:50Loic è un giocatore di spola, come si diceva allora,
28:54una mezzala di spola che va avanti e indietro tra difesa e attacco,
28:59e Mazzola, Mazzola è un playmaker, è un giocatore molto più robusto
29:07di quello che sarà Schiaffino o Lidl, altrettanto, forse addirittura più bravi di lui,
29:14in senso stilistico, ma non come presenza sul campo,
29:18non come capacità di guidare la squadra, di guidarla tecnicamente,
29:22tatticamente e agonisticamente, perché ha un temperamento di lottatore.
29:27La grande squadra nasce quel giorno, con l'acquisto di Loic e Mazzola,
29:30che procurò un subbuglio a Venezia, come succede sempre quando si cedono i giocatori forti,
29:35tanto che il presidente del Venezia, per calmare la folla di tifosi in ferocità,
29:40si affacciò sul balconcino con l'assegno di un milione.
29:43Lo esibì, disse, ce l'hanno pagati un milione.
29:45Allora la gente, di fronte al milione, abbassò la destra e disse,
29:49allora non c'era lotta, ha fatto bene a darglieli.
29:52Il Torino era molto moderno rispetto alle altre società italiane.
30:00Furono i primi a pensare, a organizzare i trasferimenti con un pullman societario,
30:05il Conte Rosso, mentre prima andavano in treno,
30:08furono anche abbastanza moderni nel dividere i compiti del direttore tecnico,
30:18che era un ungherese, Erwin Stein, fra l'altro aveva una figlia, Egeri,
30:22che era una delle più grandi ballerine del mondo,
30:25e il coach, l'allenatore, che era l'inglese Liverslein.
30:30Sotto molti aspetti erano una società estremamente all'avanguardia.
30:36A Modena, ultima partita del 46-47, 104esimo gol e scudetto con 10 punti di vantaggio.
30:41A Roma ricordano il famoso 7-0 di un anno fa, e il Torino 7 fa il bis.
30:46Con maggiore delusione dei tifosi giallorossi,
30:48in quanto la Roma aveva chiuso il primo tempo in vantaggio per 1-0.
30:59Ancora Roma, ma contro Lazio.
31:010-0 con un rigore parato da Baccigalupo.
31:04A San Siro il Milan ha preso di infilata il Torino, 3-0 nel primo tempo.
31:08Ma ben fortunato lo squadrone Granata rimonta la corrente,
31:10segna con menti questo magnifico gol,
31:13e ne otterrà un secondo con Mazzola.
31:14E' l'ultima sconfitta della stagione.
31:16Di vittoria in vittoria, questa è la rivincita sul Milan,
31:19sarà campione con 16 punti di vantaggio.
31:22Il presidente Novo era particolarmente attento dal punto di vista psicologico,
31:28e andava in giro con questo tacquino infilato nella tasca.
31:34Quando trovava il momento favorevole,
31:37fermava uno per volta i giocatori di questa squadra,
31:41di questi grandi giocatori,
31:44e faceva loro firmare queste paginette
31:50dove si siglavano gli accordi per il prossimo contratto.
31:56Nel 1947, quando il Torino era già un grande Torino,
32:00mio padre firmò un contratto in cui,
32:02al di là dei premi, degli ingaggi, eccetera,
32:05si segnalava al fondo che a Natale,
32:08se la squadra si fosse comportata bene,
32:11i giocatori avrebbero ricevuto in premio una radio.
32:14Stagione 48-49,
32:20torna a Modena il Torino e la vittoria sarà ancora sua.
32:23Maroso dà un saggio di abilità e insieme di esemplare correttezza.
32:27Arrembaggio di Mazzola,
32:28mischia e gol di Giuliano, sufficiente per vincere.
32:32L'Inter è la più forte avversaria,
32:34ma i gol fioccano ugualmente nella rete nera azzurra.
32:40Contro il fiorettista Maroso si spunta anche l'aggressività di Armano.
32:45Verso la Roma finalmente l'indulgenza,
32:47grandi parate di Bacigalupo e poi i gol.
32:52I giallorossi hanno segnato sul rigore.
32:55Adesso pareggia Gabetto,
32:56al gol della vittoria penserà Mazzola.
32:59Azione perfetta,
33:00finta di Loy,
33:00stangata di Valentino.
33:07Battuta anche la Sampdoria.
33:08Un colpo di tacco di menti
33:13e Mazzola non fallisce il bersaglio.
33:17Ostacolo duro il Bologna.
33:18Ossola, Gabetto e Menti studiano come poterlo aggirare.
33:21Con manovra volgente no.
33:22E allora ci penserà Mazzola al momento giusto.
33:25Provesciata di Gabetto,
33:34tiro al volo,
33:35gol!
33:35Tupendo.
33:36Ce l'ho, ce l'ho, ce l'ho.
33:58E no.
33:59C'è?
34:00Che me c'hai?
34:01Eccola le figurine del Torino,
34:03autentici pezzi da collezione.
34:05Ma chi c'è dietro a queste immagini sbiadite?
34:07Quali uomini, storie, emozioni?
34:11Valerio Bacigalupo, 25 anni, portiere,
34:14nato a Vadoligure.
34:15Gioca prima nel Savona e nel Genoa.
34:17157 partite,
34:19tre in nazionale.
34:20Frequenta l'università perché vuole diventare medico.
34:22Nel suo portafoglio a Superghe
34:28verrà trovata la foto del portiere della Juventus
34:31Sentimenti IV,
34:32il suo grande rivale e maestro.
34:36Atleticamente straordinario,
34:38molto bravo nelle uscite.
34:42Diciamo che la sua forza era proprio quella
34:45di saper chiudere bene la porta uscente.
34:50Poi era alto,
34:51un portiere con pochi fronzoli
34:55ma molto efficace.
34:57Aldo Ballarin, 27 anni,
34:59terzino destro,
35:00proveniente dal Rovigo e dal Venezia.
35:02210 partite,
35:039 volte nazionale.
35:13Terzino duro,
35:15efficiente,
35:16forse un po' troppo duro
35:18ma insomma di quelli che nelle squadre ci vogliono.
35:24Padre di due figlie,
35:26porterà il fratello Dino portiere con sé a Lisbona
35:29e a Superga moriranno in due.
35:36Virgilio Maroso,
35:37il più giovane,
35:3724 anni,
35:39terzino sinistro,
35:40nato a Marostiga ma cresciuto nel Torino.
35:42103 incontri,
35:447 in nazionale,
35:454 scudetti.
35:46Una tecnica straordinaria,
35:48poi lui ebbe l'infortunio
35:50che praticamente lo tolse di mezzo,
35:52ma aveva la tecnica
35:54di un numero 10
35:56nel ruolo di terzino.
35:58Il giocatore è veramente straordinario.
36:01E considerato il bello della squadra.
36:03Sì,
36:04sì,
36:04era un gran bel figliolo.
36:06Certo.
36:07Ci siamo conosciuti in piscina,
36:09abbiamo simpatizzato,
36:11abbiamo fatto amicizia,
36:13lui era fidanzato,
36:15però
36:15poi ha lasciato la sua ragazza
36:18e mi ha chiesto di sposarlo.
36:20Io subito,
36:21subito non volevo,
36:22anche perché ero molto giovane.
36:24E allora lui a un certo punto
36:25è andato a piangere dal presidente,
36:29dal grande nuovo,
36:31dicendo che io un giorno lo prendevo,
36:34un giorno lo lasciavo,
36:35il che era anche un povero.
36:36E allora nuovo mi ha mandato a chiamare.
36:40Signorina,
36:41si decida,
36:42o lo pianta
36:43o lo sposa.
36:45E io l'ho sposato.
36:46Comunque è stato molto bello.
36:49È durato solo 11 mesi,
36:50però è stato splendido.
36:52Giuseppe Grezzar,
36:53mediano destro,
36:5431 anni,
36:55di Trieste,
36:56cresciuto nella Triestina,
36:575 scudetti con Granata,
36:598 volte nazionale,
37:0034 reti nella sua carriera.
37:03Molto ordinato,
37:04molto lineare,
37:06non un full super,
37:09però un giocatore
37:10di rendimento medio alto.
37:12Grezzar gestisce con Ballarin
37:14un negozio di abbigliamento
37:15nel centro di Torino.
37:18Mario Rigamonti,
37:19centro mediano,
37:2027 anni,
37:21nato a Brescia,
37:214 scudetti,
37:22140 partite,
37:243 presenze in azzurro.
37:28Rigamonti era uno di quelli
37:29che ti sabbicicava addosso
37:31e non ti faceva
37:32in qualsiasi modo
37:33muovere.
37:35Ecco,
37:35era di quelli moderni,
37:36molto moderni.
37:38La sua grande passione
37:39è la motocicletta,
37:40ma i numerosi incidenti
37:41lo consigliano
37:42di muoversi a piedi.
37:45Eusebio Castigliano,
37:47mediano sinistro,
37:4828 anni,
37:49vercellese,
37:494 scudetti,
37:51116 partite,
37:5266 reti,
37:547 volte nazionali.
37:55Era un giocatore
38:00di grande potenza
38:01e di straordinaria
38:02qualità tecnica.
38:04Lui prendeva una moneta,
38:06la colpiva col tacco
38:07e se la faceva
38:08entrare nel taschino
38:10della giacca
38:11e l'ha fatto per 10 volte
38:12di seguito.
38:13Questo per dire
38:13come sapeva giocare,
38:16quale delicatezza
38:17di piedi avessi.
38:22Romeo Menti,
38:23alla destra,
38:2330 anni,
38:24Vicentino,
38:25esploso nella Fiorentina,
38:264 scudetti,
38:27131 partite,
38:2953 golle,
38:307 presenze in nazionale.
38:33Di grande sostanza atletica,
38:36buon tiratore,
38:38grosso faticatore,
38:40brava ala,
38:42direi un'ala tipica,
38:44con capacità eccellente
38:48nel fare i cross
38:49e anche con un buon tiro.
38:50Ezio Loic,
38:55mezzala destra,
38:55fiumano,
38:56prima nel Milan
38:57e poi nel Venezia
38:58con Mazzola,
38:595 scudetti a Torino,
39:00176 incontri,
39:0270 reti.
39:03Era un giocatore
39:04di grande sostanza atletica,
39:08con un buon tiro,
39:11un grande faticatore.
39:12Carattere chiuso,
39:15ma generoso e inesauribile,
39:17come seconda attività,
39:18vende vernici
39:19con preferenza
39:20per quelle color granata.
39:21Guglielmo Gabbetto,
39:27centravanti,
39:2833 anni,
39:29torinese,
39:30cresciuta la scuola juventina,
39:31poi coi granata,
39:32303 partite,
39:34164 reti.
39:36Di incredibile qualità acrobatica,
39:40resta famosa la sua rovesciata,
39:43ed era uno che ci teneva moltissimo
39:45sempre a essere a posto,
39:47anche dopo la rovesciata,
39:48c'erano sempre i capelli
39:50ben tirati,
39:51ben sistemati,
39:52eccetera.
39:53Proprio i giocatori
39:54cercando di arrotondare
39:56lo stipendio,
39:57cercavano di iniziare
39:59quella che poteva del calcio.
40:05Era nata l'attività
40:06del duo Gabbetto-Ossola,
40:09era nato il Bar Vittoria,
40:11ritrovo di tutti gli spettatori
40:14prima e dopo le gare,
40:17era il punto di ritrovo
40:18non solo degli sportivi del Torino,
40:20ma stranamente anche di quelli
40:21della Juventus.
40:24Socio di Bar e di Brillantine,
40:26Franco Ossola alla sinistra,
40:2828 anni,
40:28varesino,
40:29è stato il primo ad arrivare
40:30nel nuovo Torino.
40:32Cinque scudetti,
40:33176 incontri,
40:3486 reti
40:35è un grande rammarico.
40:39Vittorio Pozzo preferiva
40:41orientarsi per i giocatori
40:44che andava a scegliere,
40:45a rappresentare la nazionale,
40:46sugli specialisti.
40:48Quindi Menti,
40:49ad esempio,
40:49era un'ala destra pura
40:51e quindi giocava in nazionale.
40:53Papà viceversa,
40:54era un jolly dell'attacco
40:56e quindi non riuscì mai
40:57a trovare un posto in nazionale
40:59anche se lo sarebbe meritato.
41:01Questa è quella maglia
41:02che lui avrebbe voluto sporcare,
41:04la maglia della nazionale maggiore,
41:07della nazionale A,
41:08e che invece tenne sempre
41:10sulle spalle come riserva.
41:11Ossola qui in visita a Cinecittà
41:15è tra i primi giocatori
41:16a fare della pubblicità,
41:18come il gabbetto,
41:19ma purtroppo entrambi
41:20vengono pagati solo in natura,
41:22con i tubetti di quella brillantina
41:23che pubblicizzano.
41:25Prima di entrare in campo
41:27si sparavano un tubetto intero
41:29che poi neanche le docce
41:31più calde e più insistite
41:33riuscivano a tirar via
41:34tutta questa cosa.
41:35Ossola, anche lui molto elegante,
41:39un giocatore veloce
41:41e tecnicamente molto pregevole.
41:46Infine Mazzola,
41:47Capitan Valentino,
41:48il simbolo stesso dei Granata
41:50e della nazionale,
41:5130 anni,
41:52mezzala sinistra,
41:53primi passi a Cassano Dadda
41:54dove è nato,
41:55poi nella squadra aziendale
41:56dell'Alfa Romeo di Milano
41:58dove lavora.
41:59A Torino nel 42-43
42:015 scudetti,
42:02130 riti,
42:03256 partite,
42:05di cui 12 in azzurro
42:06e un'attività di fabbricante di palloni.
42:14Anche i suoi due figli
42:15giocheranno al calcio
42:16e Sandro sarà assai quotato
42:18e popolare.
42:19Vive però una difficile
42:20situazione familiare.
42:21Lascia Emilia Ranaldi
42:22per risposarsi
42:23con Giuseppina Cutrone
42:24ma il matrimonio
42:26celebrato all'estero
42:27provoca non pochi problemi
42:29giuridici in Italia.
42:30Ma ai tifosi non importa.
42:32Mazzola è Mazzola,
42:33l'atleta che al suono
42:34della tromba
42:35si rimbocca le maniche
42:36e dà il via
42:37la riscossa.
42:45Uno straordinario talento,
42:47cioè Mazzola
42:47sapeva fare tutto.
42:49Tenete presente
42:49che pur essendo
42:50un giocatore piccolo
42:51di statura,
42:52perché non era
42:52assolutamente
42:54un giocatore alto,
42:55lui aveva
42:56una tale
42:57forza
42:58nelle muscoli
43:00delle gambe
43:00che quando saltava
43:02di testa
43:02arrivava con la testa
43:04più alto
43:04della traversa.
43:06L'ho fatto un sacco
43:07di gol di testa.
43:08Giocatore straordinario,
43:09giustamente considerato
43:10secondo me
43:11da buoni perti,
43:12il suo coetaneo
43:13che se ne intendeva
43:14il più grande
43:14di quell'epoca.
43:17Per il derby
43:17della Mole
43:17una puntatina
43:19e Gabetto
43:19manda in vantaggio
43:20il Torino.
43:22Poi,
43:23dopo il pareggio
43:24di Cergoli,
43:24il pieto di Lloyd
43:25e il delirio
43:26dei tifosi
43:27di Granata.
43:33E un
43:33e su
43:35attitudine
43:39davanti
43:40e
43:40tira
43:43e ancora una volta
43:45vai
43:45un
43:46allunga bene
43:49braccio rotondo
43:54mio padre
43:56ha cominciato
43:58giovanissimo
43:59da calciatore
44:00dilettante
44:01perché all'epoca
44:02non esisteva
44:02il professionismo.
44:04Per guadagnarsi
44:06da vivere
44:07lui aveva fatto
44:08per un certo periodo
44:10la gente di borsa.
44:11A un certo momento
44:12era venuto in Italia
44:14come giocatore.
44:15Aveva giocato
44:16mi pare
44:17nella squadra
44:19del Fiume
44:20e del Vicenza.
44:22E poi era anche
44:22andato
44:23negli Stati Uniti.
44:25A un certo punto
44:26negli anni
44:26della grande
44:27crisi
44:28in cui
44:29molti
44:29dovettero
44:30emigrare
44:31decise
44:32di emigrare
44:34in Italia
44:35e andò
44:37come allenatore
44:38a Bari.
44:39Dopo Bari
44:40ci fu
44:41Nocera
44:42e poi
44:44Cagliari
44:44e da Cagliari
44:45finalmente
44:46a Lucca
44:47e lì
44:47a Lucca
44:48mio padre
44:49riuscì a fare
44:50questo exploit
44:51che non è mai
44:52stato
44:52eguagliato
44:53cioè
44:54lui fu chiamato
44:55al capezzale
44:56di questa
44:56lucchese
44:57che languiva
44:58in serie C
44:59e lui
45:00riuscì
45:01anno dopo anno
45:02in tre anni
45:03portare la lucchese
45:04dalla serie C
45:05alla serie B
45:06e poi
45:07vinse il campionato
45:08di serie B
45:09e venne
45:10nella A
45:10per cui
45:12mio padre
45:13a Lucca
45:14era
45:14un mito
45:16dalla lucchese
45:18venne a Torino
45:19e qui fu
45:22per alcuni mesi
45:23allenatore
45:24e
45:26a un certo punto
45:28decise
45:30di
45:30lasciare
45:31l'Italia
45:32perché
45:33mio padre
45:35era
45:36di origine
45:37ebraica
45:38l'Europa
46:05è ormai
46:06preda
46:06della febbre
46:06antisemita
46:07scatenata
46:08da Hitler
46:08e accolta
46:09da Mussolini
46:10l'ebreo
46:11Ernesto
46:11Egri
46:12Herbestein
46:12tenta di raggiungere
46:14l'Olanda
46:14con la famiglia
46:15per ben due volte
46:16il visto
46:16gli viene negato
46:17dall'autorità tedesca
46:18non resta che
46:19tornare nel paese
46:20d'origine
46:21l'Ungheria
46:22da dove riesce
46:23però a mantenersi
46:24in contatto
46:24col presidente
46:25nuovo
46:26lui è tornato
46:34molte volte
46:35a volte
46:35perfino
46:36in forma
46:36un po'
46:37clandestina
46:38era andato
46:39per esempio
46:39a Venezia
46:40per osservare
46:42Loic e Mazzola
46:43che in seguito
46:44sono stati acquistati
46:46da Novo
46:46tutto questo
46:48compare
46:49come delle
46:50trovate
46:52di Novo
46:53Novo era
46:54una straordinaria
46:55persona
46:56e credo
46:56che uno
46:57dei suoi meriti
46:58più grandi
46:59sia stato
47:00quello
47:01di
47:01individuare
47:03le qualità
47:04di mio padre
47:04nel 46
47:06lui
47:07si trasferì
47:09stabilmente
47:10a Torino
47:12abbandonando
47:13tutto ciò
47:15che nel frattempo
47:16aveva costruito
47:17in Ungheria
47:17perché Novo
47:19voleva che
47:20lui fosse qui
47:21che lui
47:21riprendesse
47:22in mano
47:22totalmente
47:23l'organizzazione
47:26di tutta la società
47:27e tutte le squadre
47:28della società
47:29il Torino
47:30è una squadra
47:30sistemista
47:31cioè il Torino
47:32accetta in pieno
47:33quella lezione
47:34inglese
47:35che ci è venuta
47:36da un pareggio
47:38del 39
47:39a Milano
47:40il pareggio
47:41che folgorò
47:41Fulvio Bernardini
47:43che lo trasformò
47:44in un apostolo
47:45di questo gioco
47:46quello che sul terreno
47:47il Torino
47:48di Agri
47:49Erbestein
47:49realizza
47:51è una sorta
47:52di gioco
47:53universale
47:54che precede
47:55di 30 anni
47:56quello olandese
47:57sono tutti
47:59attaccanti
47:59e tutti difensori
48:00lui era
48:01essenzialmente
48:02un umanista
48:03era un uomo
48:05di cultura
48:06era più
48:08un filosofo
48:10che un allenatore
48:12se vogliamo
48:12dal punto di vista
48:13proprio umano
48:14e culturale
48:15e insieme
48:17a tutto questo
48:18aveva una straordinaria
48:20competenza specifica
48:22era anche
48:23un profondo
48:24conoscitore
48:26della macchina
48:28uomo
48:29non era soltanto
48:30questione di esercizi
48:32fisici
48:32c'era anche
48:34il fatto di
48:37tener conto
48:38di tutti i fattori
48:40che intervengono
48:41nella forma
48:43di una squadra
48:44quindi lui per esempio
48:45si occupava moltissimo
48:46anche dell'alimentazione
48:47che faceva sì
48:50che certe squadre
48:51che venivano
48:52dal meridione
48:53avevano
48:55d'inverno
48:56la possibilità
48:57di alimentarsi
48:59con frutta
49:00e verdura
49:01che al nord
49:01non c'era
49:02e questo
49:03gli dava
49:03una maggior
49:04carica
49:05energetica
49:07considerava
49:08la partita
49:09come
49:10oltre
49:11al fatto
49:12del risultato
49:13che naturalmente
49:14si deve raggiungere
49:15ma era
49:16uno spettacolo
49:17credo sia
49:18una
49:19idea
49:21di
49:21Herbert Stein
49:22il quarto
49:23d'ora iniziale
49:24della ripresa
49:25è assolutamente
49:26ubriacante
49:27e
49:28esplode
49:29in tutta la sua
49:30potenza
49:31questa macchina
49:32di guerra
49:33e l'avversario
49:34non regge
49:35anche perché
49:35l'avversario
49:36esce
49:36dello spogliatoio
49:37pensa
49:39può aver pensato
49:40di avere
49:41bloccato
49:42di avere
49:42imposto il pareggio
49:43al grande Torino
49:44che è già
49:45un obiettivo
49:45straordinario
49:46viene travolto
49:47dopo di che
49:48la squadra
49:49si acquieta
49:50per così dire
49:51ma ormai
49:52il colpo
49:52è fatto
49:5330 aprile
49:5449
49:55a San Siro
49:55per l'ultima partita
49:56su un campo italiano
49:57squadra blocco
50:00su un campo italiano
50:01squadra blocco
50:03squadra armonia
50:04squadra volontà
50:06soprattutto volontà
50:17che è stato
50:27dato che la trasferta
50:29a Lisbona
50:30era di
50:31diversi giorni
50:32gli avevo prestato
50:32una mia valigia
50:33marrone
50:34di cuoio
50:35e l'ho trovata
50:37intatta
50:38addirittura
50:39la boccetta
50:41del dopo
50:42barba
50:42di vetro
50:43era intatta
50:45e nella valigia
50:47ho trovato
50:47un suo regalo
50:49postumo
50:50per me
50:50che è questa
50:52bambolina
50:53una bambolina
50:54portoghese
50:55da allora
50:56non me ne separo mai
50:58non farei mai
50:58uno spettacolo
51:00senza avere con me
51:01questa bambolina
51:02è il suo spirito
51:06che mi segue
51:06la figura
51:09di Herberstein
51:09venne oscurata
51:10dall'antisemitismo
51:11prima
51:11e dalla tragedia
51:12di Superga
51:13poi
51:13ma neppure
51:14nei cinegiornali
51:15dell'epoca
51:15abbiamo mai trovato
51:17la sua immagine
51:17quest'uomo
51:24che fece grande
51:25il Torino
51:26e che a ragione
51:26può essere considerato
51:27un inventore
51:28del calcio moderno
51:29merita un risarcimento
51:31umano e sportivo
51:32di quella partita
51:48le immagini
51:49più complete
51:49e chiare
51:50sono quelle disegnate
51:51da Silva
51:51per il calcio illustrato
51:53una sorta di ripresa
51:54televisiva
51:54dell'epoca
51:55ora il Torino
52:05ha matematicamente
52:06conquistato
52:07il quinto scudetto
52:08e può partire
52:08per Lisbona
52:09è stato Ferreira
52:10che vediamo
52:11stringere la mano
52:12a Mazzola
52:12a chiedergli
52:13un incontro
52:13di prestigio
52:14per dare l'addio
52:15al calcio
52:15e ricevere
52:16l'incasso
52:17la mattina
52:19di quel giorno
52:21mia madre
52:21non so
52:22abbia un presentimento
52:23eccetera
52:23cercò disperatamente
52:24di mettersi in contatto
52:25con mio padre
52:26e invece non ci è riuscito
52:28a Milano salgono
52:30sull'aereo
52:31un trimotore
52:31Fiat 202
52:33i titolari
52:33più Dino Ballarin
52:35fratello di Aldo
52:36Buongiorni
52:37Fadini
52:37Grava
52:38Martelli
52:39Operto
52:39Schubert
52:40i dirigenti
52:41Agnisette
52:42Civaleri
52:42il direttore tecnico
52:44Herbe Stein
52:44l'allenatore Lieve Sly
52:46il massaggiatore Cortina
52:48i giornalisti
52:49Renato Dosatti
52:50Renato Casalbore
52:51e Luigi Cavallero
52:53il comandante Meroni
52:54e tre membri
52:55dell'equipaggio
52:56più il noleggiatore
52:57dell'aereo
52:57Buonaiuti
52:58Novo
52:59ammalato
52:59resta a casa
53:00anche Carosio
53:01rinuncia
53:02per non mancare
53:03alla cresima del fine
53:04a Lisbona
53:10su un incredibile campo
53:12il Torino
53:12incassa
53:13quattro reti
53:14e ne segna una
53:15Ciao Lisbona
53:30e come somiglia
53:31ai nostri appennini
53:32l'estremadura
53:33a Bordo
53:40è facile immaginarlo
53:41il clima è festoso
53:42il viaggio è lungo
53:43ma prima di sera
53:44ognuno riabbraccerà
53:45la moglie
53:46i figli
53:47e potrà restare a casa
53:48qualche giorno
53:48e passeggiare
53:50tra la gente di Torino
53:51che si appresta
53:52a festeggiare
53:52il quinto scudetto
53:53a Barcellona
53:58l'aereo
53:58effettua uno scalo tecnico
53:59e su quella sosta
54:00nasceranno
54:01molti interrogativi
54:02sull'aereo
54:03è stato caricato
54:04qualcosa
54:04all'insaputa
54:05dei passeggeri
54:06e da chi
54:06il volo riprende
54:09ma sul Mediterraneo
54:10il tempo comincia
54:11a peggiorare
54:11in maniera preoccupante
54:12cumuli di nubi
54:14si addensano
54:15all'orizzonte
54:15entrando nello spazio
54:17aereo di Savona
54:17il comandante
54:18Meroni
54:18si mette in contatto
54:19con Torino
54:20dal campo
54:21dell'aeritalia
54:22gli comunicano
54:23che sulla città
54:24e su tutto il Piemonte
54:25il tempo è pessimo
54:26e la visibilità
54:27precaria
54:28un volo rischioso
54:29specie per un velivolo
54:31come quello
54:31privo di radar
54:32sarebbe meglio
54:34scendere a Milano
54:35dove le attrezzature
54:36aeroportuali
54:37sono ben più moderne
54:38ma a Milano
54:39dirà qualcuno
54:40c'è la Dogana
54:41di cui è invece
54:42priva Torino
54:43poco prima delle 17
54:46il marconista
54:47dell'aereo
54:47riceve da Torino
54:48la conferma
54:49che la visibilità
54:50è di poche centinaia
54:51di metri
54:52poi comunica
54:54siamo a quota 2000
54:55tagliamo su Superbia
54:57qualcuno
54:58che è in volo
54:59sulla città
54:59entra a sua volta
55:00in contatto
55:01con l'aereo
55:02ho sentito
55:03un aereo
55:04che chiamava
55:04la Torre
55:05ho capito
55:07che era
55:07l'aereo
55:08che riportava
55:09il Torino
55:09perché lo aspettavamo
55:11era preannunciato
55:12perché era un volo
55:13programmato
55:14e siccome il pilota
55:15era un mio amico
55:16l'ho chiamato
55:17e gli ho detto
55:18dove sei?
55:19mi ha detto
55:20sono quasi ad asti
55:22quindi fra un quarto
55:24d'ora e venti minuti
55:25arrivo a Torino
55:26sono quasi ad asti
55:28sotto le nubi
55:29mi ha detto
55:30questo è importante
55:31sotto le nubi
55:32ho detto
55:34va bene
55:34ti aspetto
55:34mi ha detto
55:35preparami un caffè
55:36ormai l'aereo
55:40dovrebbe essere visibile
55:41sulla verticale
55:42della pista
55:42ma passano i minuti
55:45e dal G202
55:46non arrivano
55:47più comunicazioni
55:48i tentativi
55:49della Torre
55:50di Controllo
55:50di stabilire
55:51un nuovo contatto
55:52si rimostrano
55:53infruttuosi
55:53e perché non si sentono
55:55i motori
55:55sul cielo di Torino?
55:57in quel momento
55:58la tragedia
55:58si è già consumata
55:59in realtà
56:00l'aereo volava
56:01a 700 metri
56:02e dalle nubi
56:03il comandante
56:03deve aver visto
56:04sbucare di improvviso
56:06la Basilica
56:06di Superbia
56:07addio ragazzi
56:19del Torino
56:20soltanto il cielo
56:21vi dominò
56:22ma le vostre gesta
56:23non saranno
56:24dimenticate
56:25e risuoneranno
56:26per sempre
56:27come le vostre
56:29voci ignare
56:29e allegre
56:30di quel giorno
56:31che doveva essere
56:32di festa
56:32per la conquista
56:33del quinto scudetto
56:34mi è arrivato
56:38a finire
56:39con un telegramma
56:39che ci raggente
56:40quando eravamo
56:41in passetta
56:41incassi non bastati
56:44nemmeno per pagare
56:45il personale
56:45perciò
56:46meglio smetterlo
56:46salutare
56:47vostre moglie
56:48buona questa
56:49ecco qua
56:50il mio campionario
56:51ragazzi
56:51guardate che tinte
56:52che toni
56:53che riflessiano
56:54queste varnici
56:54che ne dici tu
56:55carobacigalupo
56:57davvero belli
56:57quei colori
56:58quel bianco
56:59quel nero
56:59dove sono brillanti
57:01appunto
57:01però guarda
57:02questo color granata
57:03come spicca di più
57:04fra tutti gli altri colori
57:05si stacca
57:06si distingue
57:07per esempio
57:07se tu dipingi
57:09anche una volta sola
57:10con questo color granata
57:11mettiamo uno scudetto
57:12non c'è più niente da fare
57:14non lo mandi più via
57:15e tu Gabetto
57:16come preferisci il pubblico
57:18come spettatore di partito
57:19o come cliente di bar
57:20è difficile rispondere
57:21vero Orsona?
57:22proprio così
57:23per quanto la risposta
57:24si è resa più agevole
57:25dal fatto
57:25che quasi sempre
57:26i sifosi
57:27sono anche degli ottimi
57:28consumatori
57:28grazie a tutti
57:33grazie a tutti
57:35grazie a tutti
57:37grazie a tutti
57:43grazie a tutti
57:45grazie a tutti
Be the first to comment
Add your comment

Recommended