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  • 4 mesi fa
Genova, 14 ago. (askanews) - "Questo è un luogo che noi abbiamo desiderato con tutto il cuore, per cui abbiamo lottato e per cui abbiamo lavorato tanto, insieme a tutti quelli che hanno contribuito. È un progetto importantissimo che deve mantenere la memoria di quello che è stato, una memoria viva che verrà aggiornata con gli esiti processuali, una memoria forte per chi tra 20 anni non saprà neanche cosa è stato il ponte Morandi. Per noi questo luogo non deve diventare una cattedrale nel deserto.Questo è il lavoro che faremo con la nuova amministrazione comunale". Lo ha detto ad Askanews la presidente del comitato dei parenti delle 43 vittime del crollo del ponte Morandi, a margine della cerimonia di commemorazione per il settimo anniversario del disastro che si svolge per la prima volta presso il "Memoriale 14 agosto 2018".

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00:00Per noi significa tanto perché questo è un luogo che noi abbiamo desiderato con tutto il cuore,
00:05un luogo per cui abbiamo lottato, per cui abbiamo lavorato tanto insieme a tutti quelli che hanno contribuito,
00:13gli uffici comunali, le imprese, a portare avanti questo progetto, l'amministrazione precedente.
00:20E' un progetto importantissimo che deve mantenere la memoria di quello che sta,
00:29una memoria viva che verrà aggiornata con gli esiti processuali, una memoria forte per chi fra vent'anni
00:38non saprà neanche cos'è stato il Ponte Morandi, che sarà un bambino.
00:42E quindi questo per noi significa che questo luogo non deve diventare una cattedrale nel deserto.
00:50Questo è il lavoro che faremo con la nuova amministrazione.
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