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  • 5 mesi fa
Trascrizione
00:00Il 68% delle imprese bresciane è interessato dai dazi USA, il 40% in modo diretto con le proprie esportazioni e il 28% in modo indiretto perché, anche se non vende negli Stati Uniti, fornisce clienti italiani o europei che a loro volta servono gli States.
00:17A evidenziarlo è un'indagine condotta su circa 200 imprese manifatturiere della nostra provincia con un fatturato complessivo di oltre 12 miliardi.
00:25Il report, realizzato periodicamente dal Centro Studi di Confindustria Brescia e OPTER, l'Osservatorio per il Territorio, Impresa, Formazione e Internazionalizzazione dell'Università Cattolica, rileva come il 72% delle aziende coinvolte direttamente abbia attuato, ossia in procinto di attuare, una o più azioni per far fronte ai dazi, mentre il restante 28% non si stia muovendo.
00:51La ricerca di nuovi clienti a di fuori degli USA con il 35% è la più importante modalità di risposta, un'opzione tradizionale rivolta soprattutto allo sviluppo e in alcuni casi al consolidamento della presenza in territori come Unione Europea, India, Canada, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
01:10Il 32% delle imprese sta poi agendo sull'ottimizzazione dei costi doganali, attraverso l'utilizzo di semplificazioni e l'applicazione di normative in vigore nei paesi target.
01:22Nel caso delle imprese con affiliate negli Stati Uniti, tale quota raggiunge addirittura il 46%.
01:27Il 19% dichiara l'intenzione di realizzare investimenti per avviare o intensificare parte del processo produttivo negli USA.
01:37Solo il 3% delle aziende propende per un disimpegno negli Stati Uniti, una percentuale che conferma indirettamente la centralità del mercato nordamericano per le imprese bresciane.
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