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  • 6 mesi fa
Mar Mediterraneo, 30 lug. (askanews) - "Siamo pronti a scoraggiare qualsiasi minaccia all'alleanza NATO. Questo è ciò che facciamo quando operiamo in mare. E in realtà, quotidianamente, ci concentriamo solo sul nostro addestramento e sulla nostra capacità di essere pronti a qualsiasi cosa ci capiti, che si tratti delle condizioni meteorologiche che a volte sono difficili in mare, o di un problema, o se serve assistenza umanitaria a qualcuno in mare che ha bisogno del nostro aiuto: andiamo e lo assistiamo. Lo abbiamo già fatto più volte durante questa missione, e se c'è una crisi nella regione, siamo in grado di rispondere anche a quella. Ci concentriamo sull'addestramento ogni singolo giorno".Ci troviamo sulla portaerei USS Gerald R. Ford (CVN-78), il vascello dei record. La più grande nave militare al mondo che ha lasciato la fitta foschia della Virginia, negli Stati Uniti d'America per arrivare nel Mar Mediterraneo e partecipare all'attività Nato Neptune Strike. A parlarci è il comandante del Carrier Strike Group 12, il contrammiraglio Paul Lanzilotta."Quando guardo il Mar Mediterraneo, la prima cosa che faccio è concentrarmi sull'Italia, ma non è solo per quello che sono e per le mie origini italo-americane. Il Mediterraneocollega a regioni davvero importanti, e quindi operare nel Mar Mediterraneo e nei suoi dintorni ha significato dal punto di vista di una nazione marittima, perché collega due linee di comunicazione strategiche tra lo Stretto di Gibilterra, il Canale di Suez, e il Mar Rosso, e gli altri accessi, al Mar Nero per esempio", dice.Lanzilotta ricorda un importante anniversario che si avvicina: il 4 luglio 2026, gli Stati Uniti d'America celebreranno il 250o anniversario della firma della Dichiarazione di Indipendenza e le candeline verranno spente anche dalla loro Marina militare (celebrando già quest'anno, attraverso UNITAS 25, l'esercitazione marittima multinazionale più longeva al mondo). "Operiamo come Marina da 250 anni in tutto il mondo. Questa è solo una parte di mondo dove abbiamo sempre operato, e in particolare stiamo operando questa settimana durante Neptune Strike con i nostri alleati, per condurre attività di vigilanza potenziate".Lanzilotta è italo-americano. Gli chiediamo come l'hanno influenzato le sue origini? "Una delle cose a cui abbiamo sempre dato grande valore in famiglia - dichiara - sono il caffè e il cibo. Ho imparato a cucinare da mio padre, che a sua volta l'ha imparato principalmente da sua madre. Ad esempio, come preparare una salsa come si deve. Mi piace cucinare, mi piace fare il pane. E tutto ciò che ne consegue: rendere le cose belle e saporite come in Italia. Questa è una delle cose che amo di più".E, come italo-americano, cosa pensa della sicurezza per tutti noi? "Penso che metta in risalto la nostra alleanza di lunga data e la nostra partnership. Da oltre 70 anni siamo alleati nella NATO".Lanzilotta sottolinea inoltre l'importanza di poter viaggiare liberamente tra Italia e Stati Uniti d'America. "Poter visitare la famiglia che potrebbe essere ancora nel Paese d'origine. Per me non è proprio così, ma per molte persone negli Stati Uniti che hanno radici in altri Paesi, è una benedizione poter tornare a casa e sperimentare com'era la vita per i loro antenati". Poi ricorda il nonno, che era calabrese: "Non guadagnava molto e doveva lavorare duramente" afferma il contrammiraglio. "Ha insegnato a mio padre l'importanza dell'istruzione. E io ho potuto beneficiare di quanto mio padre e mio nonno mi hanno consentito. Trovo che sia un onore poter restituirlo e servire il mio Paese, in uniforme da ufficiale di Marina. E poi, facendo questo, contribuire anche a istruire i marinai che sono con noi, che hanno le stesse speranze e gli stessi sogni per la loro vita, per i loro figli e per i loro nipoti. Quindi, significa molto per me essere di nuovo nel Mar Mediterraneo. Adoro questo posto. E significa molto per me poter servire qui".Servizio di Cristina GiulianoMontaggio e immagini askanews

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00:00Siamo pronti a scoraggiare qualsiasi minaccia all'alleanza NATO, questo è ciò che facciamo quando operiamo in mare e in realtà quotidianamente.
00:15Ci concentriamo solo sul nostro addestramento e sulla nostra capacità di essere pronti a qualsiasi cosa ci capiti,
00:22che si tratti delle condizioni meteorologiche che a volte sono difficili in mare o di un problema o se serve assistenza umanitaria a qualcuno in mare che ha bisogno del nostro aiuto.
00:34Andiamo e lo assistiamo. Lo abbiamo già fatto più volte durante questa missione e se c'è una crisi nella regione siamo in grado di rispondere anche a quella.
00:43Ci concentriamo sull'addestramento ogni singolo giorno.
00:47Ci troviamo a bordo della portaerei USS Gerard R. Ford, il vascello dei record, la più grande nave militare al mondo
00:57che ha lasciato la fitta foschia della Virginia negli Stati Uniti d'America per arrivare nel mar Mediterraneo e partecipare all'attività NATO Neptune Strike.
01:07A parlarci è il comandante del Carrier Strike Group 12, il contrammiraglio Paul Lanzilotta.
01:14Quando guardo il mar Mediterraneo la prima cosa che faccio è concentrarmi sull'Italia, ma non è solo per quello che sono e per le mie origini italo-americane.
01:33Il Mediterraneo collega a regioni davvero importanti e quindi operare nel Mediterraneo e nei suoi dintorni ha significato dal punto di vista di una nazione marittima
01:43perché collega due linee di comunicazione strategiche tra lo stretto di Gibraltar, il canale di Suez e il Mar Rosso e gli altri accessi al Mar Nero, per esempio.
01:55Lanzilotta ricorda un importante anniversario che si avvicina.
02:00Il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti d'America celebreranno il 250esimo anniversario della firma della dichiarazione di indipendenza
02:08e le candeline verranno spente anche dalla loro marina militare,
02:12celebrando già quest'anno attraverso UNITAS 25 l'esercitazione marittima multinazionale più longeva al mondo.
02:19Operiamo come marina da 250 anni in tutto il mondo.
02:35Questa è solo una parte di mondo dove abbiamo sempre operato
02:38e in particolare stiamo operando questa settimana durante il Neptune Strike
02:42con i nostri alleati per condurre attività di vigilanza potenziate.
02:47Lanzilotta è un italo-americano.
02:49Gli chiediamo come l'hanno influenzato le sue origini.
02:52Una delle cose a cui abbiamo dato sempre grande valore in famiglia sono il caffè e il cibo.
03:03Ho imparato a cucinare da mio padre che a sua volta l'ha imparato principalmente da sua madre.
03:09Ad esempio come preparare una salsa, come si deve.
03:11Mi piace cucinare, mi piace fare il pane.
03:13E' tutto ciò che ne consegue, rendere le cose belle e saporite come in Italia.
03:19Questa è una delle cose che amo di più.
03:22E come italo-americano cosa pensa della sicurezza per tutti noi?
03:26Penso che metta in risalto la nostra alleanza di lunga data e la nostra partnership.
03:35Da oltre 70 anni siamo alleati nella Nato.
03:39Lanzilotta sottolinea inoltre l'importanza di poter viaggiare liberamente tra Italia e Stati Uniti d'America.
03:44Poter visitare la famiglia che potrebbe essere ancora nel paese d'origine per me non è proprio così,
03:53ma per molte persone negli Stati Uniti che hanno radici in altri paesi è una benedizione poter tornare a casa
04:00e sperimentare com'era la vita per i loro antenati.
04:04Poi ricorda il nonno che era calabrese.
04:07Non guadagnava molto e doveva lavorare duramente, ha insegnato a mio padre l'importanza dell'istruzione
04:16e io ho potuto beneficiare di quanto mio padre e mio nonno mi hanno consentito.
04:22Trovo che sia un onore poter restituirlo e servire il mio paese in uniforme da ufficiale di marina
04:28e poi facendo questo contribuire anche a istruire i marinai che sono con noi,
04:33che hanno le stesse speranze e gli stessi sogni per la loro vita, per i loro figli, per i loro nipoti.
04:40Quindi significa molto per me essere di nuovo nel mar Mediterraneo.
04:44Adoro questo posto e significa molto per me poter servire qui.
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