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  • 5 mesi fa
Proseguono le attività di analisi e monitoraggio sulla Cima Falkner, nel Gruppo di Brenta, dopo i recenti crolli di roccia che hanno interessato entrambi i versanti. Alcuni sentieri, molto battuti dai turisti in questo periodo dell'anno, restano off limits. Nella mattinata, un team tecnico composto dal Nucleo droni del Corpo permanente dei Vigili del Fuoco di Trento, il Servizio geologico della Provincia autonoma di Trento e il Soccorso alpino e speleologico trentino ha effettuato nuovi rilievi in vetta, con il supporto logistico del Nucleo elicotteri. Grazie all'utilizzo di speciali scanner applicati ai droni, è stato acquisito un modello in alta risoluzione dell'intera cima, che sarà ora confrontato con i rilievi precedenti. (dichiarazioni di: Matteo Zumiani, Servizio geologico provincia Trento; Piergiorgio Vidi, soccorso alpino Trentino; Paolo Stenico, Corpo Permanente Vigili del Fuoco Trento) (fonte Il trentino) (NPK)

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Trascrizione
00:00Oggi con la collaborazione dei colleghi vigili del fuoco abbiamo elaborato un modello tridimensionale
00:15della cima, la cima che è stata interessata e che è interessata da un dissesto. Quindi noi
00:24elaboreremo un modello con le fratture di questa cima e faremo dei possibili confronti con le
00:35evoluzioni che potrebbe avere nel tempo il massiccio. I crolli in un ambiente come questo,
00:44le dolomiti sono naturali, ne vediamo le tracce di crolli del passato e sicuramente l'assetto
00:53della roccia, le sue fratture naturali, la presenza di permafrost, quindi la permanenza
01:02di questo ammasso in condizioni di temperatura al di sotto dello zero, con l'aumento progressivo
01:10delle temperature anche alle alte quote, influenza la stabilità dell'ammasso roccioso. Noi cercheremo
01:20di monitorare quanto accade, non possiamo escludere che la situazione possa evolvere anche con ulteriori
01:28crolli nel nel proseguo della stagione. Noi con le immagini che abbiamo ripreso durante questi rilievi,
01:39rilievi abbiamo notato che le fratture erano riempite di ghiaccio e rispetto alla lama di ghiaccio
01:47che ne toccava i bordi, i bordi attualmente si sono distanziati da questa lama anche di qualche metro.
01:55Diciamo che la predisposizione è dovuta all'assetto naturale delle fratture della roccia e all'inclinazione
02:01degli strati. Sicuramente la degradazione del permafrost che funge da collante è una delle
02:08concause di questi fenomeni in alta quota. Questo è un episodio significativo, le volumetrie
02:15potenzialmente in gioco sono decisamente significative, ne ricordiamo esatto svariate decine negli ultimi
02:23vent'anni. In accordo con le amministrazioni comunali di Vile d'Anaunia e di Treville sono stati
02:29fatti dei divieti di accesso sia e soprattutto al sentiero Benini che transita sotto la verticale
02:36del distacco che l'accesso al versante ovest di cima Grostè e alle pareti del castello di
02:43Vallesinella e in forma preventiva per il momento anche il divieto di accesso al sentiero
02:50316 che è quello che collega la zona del Grostè con il rifugio Tuchet. Da stamattina è già
02:56un'ora e mezza che siamo qua non abbiamo visto nessuno transitare sul sentiero Benini
03:00e nemmeno guardando in basso gente che dalla telecabina del Grostè è andata verso il sentiero
03:06che porta il Tuchet. Perciò si vede che tutti lo stanno rispettando.
03:09Stiamo sovvolando il sentiero e facendo un rilievo LIDAR. Il LIDAR è una sorta di laser
03:16scanner che misura praticamente delle distanze dal drone alla parte riflettente che in questo
03:24caso è la roccia. L'obiettivo è fare il rilievo della zona interessata e vedere eventuali
03:32spostamenti con un rilievo successivo.
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