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  • 6 mesi fa
Tra le tracce della Maturità 2025 spunta un nome che a molti suonerà nuovo, ma che nel mondo della cultura scientifica italiana è tutto fuorché marginale: Telmo Pievani, filosofo dell’evoluzione, docente universitario e voce autorevole della divulgazione ambientale. La sua firma accompagna l’articolo Un quarto d’era (geologica) di celebrità, scelto per la tipologia B dell’Esame di Stato, e pubblicato originariamente sulla rivista Sotto il Vulcano (Feltrinelli). Un testo che parla di cemento, di social network e di algoritmi, ma soprattutto della nostra impronta sul pianeta. Un brano che, con una lucidità che sa di filosofia e rigore scientifico, porta gli studenti a riflettere su quanto l’effimero e il duraturo convivano nel nostro tempo, e su cosa davvero lasceremo dopo di noi.

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I temi trattati da Telmo Pievani
Telmo Pievani è uno dei volti più noti della filosofia della scienza in Italia. Professore ordinario all’Università di Padova, dove tiene la prima cattedra nazionale di Filosofia delle Scienze Biologiche, è specializzato in teoria dell’evoluzione e in bioetica. Il suo lavoro esplora da anni le grandi sfide dell’umanità, dall’emergenza climatica all’innovazione tecnologica, con uno stile limpido e accessibile.

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Cos'è Un quarto d’era (geologica) di celebrità
Nel testo proposto agli studenti, Pievani riflette sulla fama nell’epoca digitale, dominata da algoritmi, visibilità social e idoli passeggeri. Ma la prospettiva è molto più profonda: quella del tempo geologico, dove il vero protagonista non è l’individuo, ma l’impatto collettivo dell’umanità sul pianeta.

Il filosofo parte da un dato sorprendente: la tecnosfera, ovvero il peso di tutti gli oggetti costruiti dall’uomo, ha superato quello della biomassa vivente. Un dettaglio da cui parte un’argomentazione che intreccia riflessione filosofica, dati scientifici e responsabilità ambientale. Non solo cemento e consumo del suolo, ma una critica lucida all’illusione di una notorietà effimera, che ignora il segno indelebile lasciato sul mondo.

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Dalla laurea all'insegnamento: chi è Telmo Pievani
Dietelmo – sì, questo il suo vero nome – Pievani nasce a Gazzaniga (Bergamo) nel 1970. Dopo la laurea in Filosofia della scienza a Milano, si specializza negli Stati Uniti, approfondendo la biologia evoluzionistica. Rientrato in Italia, insegna per anni a Milano Bicocca, per poi approdare a Padova. Tra i suoi incarichi: presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica (primo non biologo a ricoprirlo), delegato del rettore per la comunicazione scientifica e membro di comitati etici, accademici e istituzionali di rilievo.

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Accanto all’attività universitaria, Pievani è un riferimento nel mondo della divulgazione. Collabora con il Corriere della Sera, è direttore del portale Pikaia sull’evoluzione, e fa parte della comunità scientifica del WWF. È anche membro del comitato scientifico della Fondazione Umberto Veronesi e dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Nel tempo ha partecipato a festival, progetti teatrali, documentari. Dal 1994 è giornalista pubblicista. Il suo tratto distintivo? Riuscire a parlare di scienza e filosofia senza mai rinunciare all’empatia, all’ironia e al rigore.

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Il commento di Telmo Pievani alla traccia del tema di Maturità 2025
Intervistato da Il Fatto Quotidiano, Telmo Pievani ha accolto con sorpresa ma anche soddisfazione la notizia della selezione del suo brano. Ha dichiarato: «Non è una traccia facile perché richiede uno sforzo di immaginazione su come i posteri ci vedranno». E ancora: «Una traccia su di me? Non me l’aspettavo… Sono felice che sia stato opzionato questo brano dove mostro la follia umana e quanto siamo piccoli e periferici».

Il filosofo riflette anche sul ruolo dell’ambiente nel discorso pubblico: «L’ambiente e la crisi climatica nel dibattito pubblico sono passati in terza e quarta pagina, sommersi da notizie di conflitti. I movimenti giovanili sono disorientati… Le iscrizioni ai corsi universitari ambientali sono esplose. E questo è un buon segno».

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