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  • 4 mesi fa
Cosa spinge un gruppo di giovani a sfidare la legge per difendere il pianeta? Come se non ci fosse un domani porta sul grande schermo le voci e i volti di chi ha scelto la disobbedienza civile per scuotere le coscienze. Il documentario diretto da Riccardo Cremona e Matteo Keffer, in sala dal 6 marzo, racconta il movimento Ultima Generazione senza filtri né retorica. Un film che vuole far immergere lo spettatore nelle tensioni, nei dubbi e nelle speranze di un’epoca in cui i cambiamenti climatici stanno diventando argomento quotidiano.

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Come se non ci fosse un domani: il documentario sugli attivisti per il clima
Il documentario segue da vicino le storie di cinque giovani attivisti, offrendo uno sguardo intimo sulle loro motivazioni, paure e speranze. Attraverso un racconto diretto, il film esplora la loro scelta di adottare forme di disobbedienza civile non violenta. In questi ultimi anni abbiamo spesso sentito parlare di controversi blocchi stradali e gli imbrattamenti di opere d’arte e sedi istituzionali. Nel film si ritrovano quelle immagini di protesta, oltre alle testimonianze dirette. Un modo per esplorare il prezzo dell’attivismo, le difficoltà di comunicare un’emergenza climatica sempre più pressante e il contrasto tra la determinazione di chi scende in strada e la reazione delle istituzioni.

«Un viaggio intenso e sottile dietro le quinte e nelle profondità di un mondo popolato da giovani attivisti», ha dichiarato la giuria del Rome International Documentary Festival 2024, che ha assegnato al film una Menzione Speciale.

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Dal Festival di Roma ai Nastri d’Argento: il viaggio del film
Presentato in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma 2024, Come se non ci fosse un domani è ora in corsa per entrare nella selezione ufficiale dei Nastri d’Argento 2025 per la sezione "Documentari - Cinema del Reale". Una tappa significativa per un’opera che non vuole solo documentare i fatti, ma che cerca di interrogare il pubblico su cosa significhi davvero lottare per il futuro.

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Un team di esperti dietro la macchina da presa
Il film, patrocinato da Amnesty International, è stato scritto con la consulenza di Paolo Giordano e prodotto da Motorino Amaranto e GreenBoo Production. Alle spalle, un team di professionisti del cinema sociale, già noti per il loro impegno su tematiche ambientali e sociali, che per la prima volta si cimentano in un lungometraggio destinato alla sala. Un documentario che ha un intento chiaro: invitare a riflettere e agire, per il bene comune.

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Trascrizione
00:00Volevo un armadio pieno di vestiti, il cinema, la discoteca, quello che credevo di volere.
00:15Ennesimo blitz del gruppo di attivisti per il clima, ultima generazione.
00:20Le persone moriranno di caldo!
00:23Siamo tutti a rischio, tutti!
00:25Il Parlamento si sta discutendo di una legge contro di voi.
00:32Non aspettavo così tanti giornalisti.
00:36Il mio sogno era di contribuire al cambiamento sociale tramite l'arte.
00:41Mi rendo conto che ero un po' ingenuo.
00:45E adesso il mio corpo, invece di danzare, blocca le strade.
00:49Facevo università e ho rinunciato per non seguire il sogno di ultima generazione.
00:55Davanti all'inerzia del mondo, pochi sono chiamati a dover fare tantissimo.
01:01Tu fai solo danni alla tua vita.
01:04Non bastano le minacce per toglierci la voglia di continuare a lottare per un futuro diverso.
01:09Questo è il mio spirito, io vorrei curarmi delle persone.
01:14Però in questo momento curarmi delle persone significa disturbarle.
01:20Sa che oltre un quarto dei ragazzi in questo mondo hanno detto che non faranno figli perché hanno paura del cambiamento climatico.
01:26Ma ci svegliamo tutti i giorni e continuiamo a vivere come se nulla fosse.
01:28Battersi per un altro mondo, beh, non solo è possibile, ma è indispensabile.
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