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NovitàTrascrizione
00:00Buongiorno a tutti, grazie di essere qua così numerosi ancora dopo una giornata interessante ma impegnativa.
00:08Abbiamo affrontato il tema delle politiche agricole, abbiamo affrontato il tema economico,
00:14adesso è giunta l'ora di parlare delle sfide dell'innovazione tecnologica nel campo dell'agricoltura
00:22che è uno dei settori più antichi della nostra vita.
00:27Quindi chiamo accanto a me gli ospiti di questo panel, Simone Orlandini, direttore Dipartimento Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari e Ambientali e Forestali
00:40dell'Università degli Studi di Firenze, benvenuto professore.
00:46Marcello Mele, professore ordinario di Scienze Animali, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agroambientali dell'Università di Pisa, benvenuto.
00:57Marco Locatelli, dirigente settore gestione della tenuta di Cesa Innovazione Progetti Europei Ente Terri Regionali Toscane.
01:08Allora Orlandini, iniziamo subito a capire quali sono le nuove tecnologie in agricoltura e in allevamento
01:19e come possono poi realmente aiutare gli agricoltori e gli allevatori a essere sempre più performanti nelle loro attività
01:29e abbiamo sentito anche poi delle difficoltà che non tutte le aziende agricole hanno la possibilità
01:36in realtà di fare investimenti ad alta tecnologia.
01:42Prego.
01:43Bene, buongiorno a tutti, innanzitutto grazie per l'invito e ancora complimenti per questa bella iniziativa
01:51che ritengo molto importante, auspicando la ripetizione perché proprio sta affrontando in modo molto completo e dettagliato
02:01che sono temi di assoluto interesse e attualità.
02:05Quali sono un po' le tecnologie?
02:07Le tecnologie sono numerose.
02:10Oggi giorno abbiamo tantissimi strumenti che ci permettono di monitorare le condizioni dei nostri appezzamenti.
02:20Mi rivolgo più che altro alla produzione vegetale, quindi alla parte più lasciando la zootecnica al collega
02:28che è specializzato in questo, però la parte degli allevamenti.
02:33Credo che abbiamo sensori, abbiamo droni, satelliti, abbiamo strumenti di telecomunicazione,
02:42abbiamo strumenti, modelli di simulazione, quindi abbiamo effettivamente la possibilità di raccogliere tantissimi dati.
02:50Quindi ecco l'obiettivo, e questo abbiamo, poi anche tanti sistemi di controllo,
02:55perché l'obiettivo è quello di far sì che questi dati vengano utilizzati per controllare l'applicazione dei mezzi tecnici,
03:04quindi dei concimi, dell'acqua, dei fertilizzanti e degli antiparazzitari.
03:09Quindi credo che se vogliamo un pochino schematizzare,
03:14in primo luogo l'obiettivo della tecnologia dovrebbe essere quello di monitorare la variabilità.
03:21Purtroppo, per fortuna, le produzioni agricole sono oggetto di variabilità,
03:29quindi se l'agricoltore mette insieme i stessi fattori della produzione,
03:35non sempre il risultato è lo stesso, perché?
03:37Perché cambia l'ambiente e in particolare è stato citato più volte il tema del cambiamento climatico,
03:43quindi basta pensare di quanto sta cambiando in modo rapido la temperatura in questi giorni
03:49ed è ovvio che poi le risposte delle colture cambiano di conseguenza,
03:54quindi i dati devono proprio servire per avere un controllo continuo delle condizioni ambientali
04:01su cui poi l'agricoltore deve prendere le proprie decisioni.
04:05Quindi un controllo, dopodiché appunto la possibilità di utilizzare questi dati
04:09per decidere che tipo di trattamenti fare,
04:14quindi se irrigare o non irrigare, se concimare o non concimare,
04:18quindi un uso dei dati per il controllo di gestione.
04:22Quindi anche nei processi agricoli è ovvio che i dati devono servire per gestire
04:28in modo corretto i processi produttivi e conseguentemente poi per far sì che
04:34una volta valutato questi aspetti si possa decidere quanto appunto per esempio
04:40fertilizzante distribuire, come distribuirlo, dove e anche e soprattutto in quale parte
04:47degli appezzamenti, perché non sempre, anzi quasi mai, i nostri appezzamenti
04:52per problemi legati al terreno, alla morfologia e anche a differenza di microclima
04:57presentano le medesime necessità, quindi bisogna che gli strumenti consentano
05:02appunto una applicazione di precisione dei mezzi produttivi.
05:09Quindi in sostanza questo è l'obiettivo della tecnologia, supportare gli agricoltori
05:15nel controllare e monitorare lo stato delle proprie culture e quindi poi gestirle
05:21nel modo migliore. L'obiettivo quale potrebbe essere e quale sarà poi aumentare
05:26l'efficienza, perché poi appunto si è parlato a volte di aumento del reddito,
05:31aumento delle produzioni, diminuire l'impatto ambientale, secondo me si può
05:38riassumere con un aumento dell'efficienza dei fattori. Quindi vuol dire che la stessa
05:43quantità di elemento, ad esempio prendiamo un concime, deve dare fondamentalmente
05:50un risultato migliore possibile riducendo conseguentemente le perdite.
05:55Le perdite vanno a incidere sia sull'aspetto economico, perché ovviamente è un acquisto
06:00di un prodotto che non determina un aumento della produzione e vanno a incidere
06:05sull'ambiente, perché abbiamo un impatto sia nella sintesi e nella produzione
06:11degli elementi che ci servono per supportare le nostre culture, sia abbiamo
06:19una dispersione nell'ambiente. Pensate appunto che una molecola di ossido
06:24d'azoto, l'azoto è l'elemento primario della fertilizzazione ed è un elemento
06:28molto mobile, quindi non viene fissato nel terreno. Una molecola di ossido d'azoto
06:34che volatilizza ha un potere di riscaldamento dell'atmosfera pari a 300 volte
06:40una molecola di andride carbonica. Quindi si prende sempre come riferimento
06:44la CO2 come elemento del cambiamento climatico, perché è presente in maggior
06:48quantità, ma pensiamo che il riscaldamento deriva anche da tantissimi
06:54altri elementi, fra cui appunto gli ossi di azoto incidono per 300 volte quanto
07:01non incide appunto una molecola di CO2. Quindi tutto questo deve portare
07:06quindi poi conseguentemente a un aumento del reddito degli agricoltori e a una
07:11riduzione dell'impatto ambientale, quindi un aumento della sostenibilità, che sono
07:15un po' le due sfide che oggigiorno l'agricoltura a cui deve rispondere, che
07:20non devono essere viste come elementi contrapposti, cioè non si può pensare che si
07:26debba produrre di più inquinando di più o inquinare meno e produrre meno. È
07:31stato sottolineato anche negli interventi precedenti. Bisogna riuscire attraverso
07:35le tecnologie a coniugare i due obiettivi e associo a questo anche la formazione, per
07:45concludere. È chiaro che le tecnologie che l'agricoltura ha a disposizione sono
07:51molte, derivano anche da altri settori, quindi sono sviluppate per altri scopi, ma
07:57per renderle efficaci in agricoltura bisogna che ci sia una formazione, quindi
08:02un'educazione verso gli agricoltori affinché capiscano e utilizzino nel modo
08:09migliore questi strumenti una formazione continua anche dei tecnici che devono
08:13essere aggiornati e quindi devono essere capaci di utilizzare questi strumenti per
08:19gli obiettivi dell'agricoltura e non per altri scopi. Grazie.
08:28Professor Mele, le tecnologie emergenti, quanto hanno influito e stanno
08:34influendo negli allevamenti? Possiamo dire che le macchine hanno ormai
08:39sostituito l'uomo o ancora c'è spazio per gli storici allevatori o un'idea un po'
08:49romantica. Grazie della domanda, innanzitutto saluto tutti, buongiorno, mi
08:56complimento con il quotidiano nazionale per questa iniziativa molto interessante
09:02e che a mio avviso, prima di rispondere alla domanda, volevo puntualizzare il
09:07fatto che il quotidiano nazionale può svolgere un ruolo importante in questo
09:11momento con queste iniziative perché l'informazione, oltre che la formazione
09:16già citata dal collega, l'informazione per i consumatori sta diventando un
09:20elemento fondamentale e purtroppo l'informazione non sempre riesce a
09:26mettere in evidenza alcuni aspetti di quello che è il processo evolutivo
09:31dell'attività agricola che dura da 10.000 anni e ancora continuerà, perché noi
09:35da 10.000 anni che abbiamo adottato questa innovazione tecnologica che si chiama
09:40agricoltura che si compone di coltivazione e di allevamenti, purtroppo la
09:44percezione nel, diciamo, di quello che è il consumatore medio, data anche il
09:52distacco che nel tempo si è creato fra le aree rurali e le aree urbane, non
09:56consente spesso di dialogare con il consumatore evidenziando una mancata
10:02percezione di quello che si fa effettivamente nelle aziende agricole e
10:06di come le aziende agricole evolvono necessariamente, come sono sempre
10:09evolute nei 10.000 anni, in qualche maniera modificando e modellando il
10:15paesaggio, è già stato detto, il paesaggio di cui noi godiamo in Toscana ma
10:20poi in tutta Italia è essenzialmente paesaggio agricolo fatto dagli
10:24agricoltori e senza l'agricoltura, senza gli allevamenti questo paesaggio
10:28scompare, quindi se non alleviamo più animali non avranno più alcuni tipi di
10:33paesaggio e questa è una cosa che probabilmente a livello di percezione
10:37del consumatore non c'è, non c'è ancora o è stata dimenticata dato il
10:42distacco. Queste iniziative possono contribuire a ricollegare una certa
10:48attività, quello che si fa nelle aziende agricole e quello che è la
10:51percezione del consumatore. Tornando a riavvicinare due mondi che si sono
10:58allontanati parecchio, la tecnologia fa parte tra l'altro di questo processo di
11:03riavvicinamento perché il mondo rurale ha forte bisogno di tecnologia, la domanda
11:09diciamo scherzando diceva avremo ancora i vecchi allevatori, gli allevatori ci sono,
11:17evolvono come tutti gli imprenditori perché non ci dimentichiamo che gli
11:20agricoltori sono imprenditori, quindi come tutti gli imprenditori alla fine
11:23dell'anno hanno bisogno che i ricavi siano almeno uguali ai costi altrimenti
11:27chiudono e non ci sono diciamo anche qui la percezione del consumatore sull'imprenditore
11:32agricolo è una sorta di romantico signore o signora che vive in campagna perché si
11:39giova di un bellissimo paesaggio immutato che sta sotto una campana di
11:43vetro e questo è più che sufficiente. No, l'agricoltore e l'imprenditore come tutti
11:47gli imprenditori agricoli fa degli investimenti, deve avere dei ritorni dagli
11:51investimenti e cura la natura, il paesaggio restituendoci dei servizi che
11:56ci chiamano servizi ecosistemici, quindi fa anche un discreto lavoro di interesse
12:00pubblico. Come tutti gli imprenditori ha bisogno di innovazione per stare sul
12:04mercato e alcune innovazioni stanno affrontando alcune problematiche che
12:09sono stringenti, una da questa è oltre al già citato più volte mancato
12:16tutt'nover, quindi la sostituzione di imprenditori giovani rispetto ai padri, ai
12:22nonni, gli zii e quindi diciamo un rinnovamento. L'altro problema è la
12:28mancanza di mano d'opera, ci sono sempre meno persone che vogliono fare alcuni
12:31lavori in agricoltura particolarmente faticosi, particolarmente onerosi, tra cui
12:36ce ne sono alcuni nel sistema di allevamento molto noti, prima fra tutti il
12:40mongitore. Un'azienda che produce latte è aperta 365 giorni l'anno e monge due
12:47volte al giorno, tutti i giorni, compreso Natale, Pasqua, le domeniche, eccetera. È un
12:51lavoro molto impegnativo, ci sono sempre meno persone che lo vogliono fare e
12:56quindi la tecnologia cosa può fare? Può dare un'aiuto, ad esempio, già da diversi
13:01anni si stanno diffondendo, si stanno diffondendo sempre di più i robot di
13:05mongitura perché sostituiscono l'opera manuale del mongitore che appunto
13:11svolgeva questa opera di estrazione del latte per la successiva commercializzazione.
13:18Questo vuol dire che non ci saranno più gli allevatori? No, cambia semplicemente il
13:22lavoro, si modernizza il lavoro dell'allevatore, aumenta il grado di
13:26conoscenze tecnologiche, cambia la modalità di gestione del processo perché
13:31ci si interfaccia con un robot, con uno strumento automatizzato che dobbiamo
13:38essere in grado di gestire e di controllare e quindi aumenta e migliora e si
13:43diversifica il tipo di assistenza tecnica, da un lato cambia in meglio il
13:47lavoro dell'allevatore. Io ricordo sempre che la prima volta che abbiamo
13:51installato un robot di mongitura nel Mugello, la prima cosa che mi ha detto
13:54l'allevatore, qualche mese dopo, mi ha detto quest'anno per la prima volta ho fatto
13:58tre giorni al mare. Era la prima volta che lo faceva dopo vent'anni perché aveva
14:03un pochino più di tempo libero per se stesso. Questo fa parte di quello che
14:07chiamiamo la sostenibilità sociale di un'innovazione, cioè migliorare la vita
14:12dell'allevatore, il tenore di vita dell'allevatore anche da un punto di vista
14:15della gestione del proprio tempo non è una cosa banale. Quindi l'innovazione può
14:19essere molto utile per dare nuove prospettive, migliorare il tipo di lavoro e
14:23aprire anche a nuove generazioni che potrebbero essere più attratte da lavori
14:27meno usuranti, meno impegnativi che lasciano un pochino più di tempo anche
14:32per fare altre cose. Quindi da questo punto di vista nel comparto
14:37zootecnico, nel sistema di allevamento, l'innovazione può aiutare molto a
14:41migliorare anche le condizioni di vita, fermo restando che ci sia una condizione
14:45che citava prima il collega Orlandini, è la formazione. Il mondo della
14:53zootecnia, così come il mondo della coltivazione, è pronto a recepire tutte
14:58le innovazioni digitali e in parte non lo è ancora perché c'è ancora un gap
15:03generazionale su alcune innovazioni tecnologiche. Alcune innovazioni
15:07tecnologiche possono essere applicate in alcuni ambiti dell'agricoltura, ancora
15:11non sono pronte per essere applicate in altri ambiti, in particolare sui sistemi
15:15estensivi, sui sistemi al pascolo. Siamo molto indietro rispetto ad esempio a
15:19sistemi stabulati dove ormai le stalle sono ricchissime di sensori, di sistemi
15:25di misura, sistemi di controllo. Perché? Perché è molto più facile installare un
15:30sistema digitale e tecnologico in un ambiente confinato, magari collegato
15:36alla rete elettrica, magari dove c'è un wifi, dove arriva bene il segnale
15:41telefonico rispetto a un'area aperta, magari non coperta da nessun segnale se non da
15:47quello del satellite quando è accessibile. Questi gap di tipo
15:52tecnologico sono ancora molto profondi perché è ancora molto diversificata per
15:56fortuna la produzione agricola e su questo dobbiamo lavorare a livello di
16:01migliorare l'accessibilità alle innovazioni, soprattutto dal punto di vista
16:07dei costi, ma anche migliorare l'accessibilità in termini di formazione,
16:12cioè i tecnici e gli agricoltori, tutti e due, sono due elementi importanti, i tecnici
16:17che forniscono assistenza tecnica, gli agricoltori che applicano le innovazioni
16:20devono essere anche formati in questo senso e questa è una parte del ruolo che
16:24sta svolgendo la nostra istituzione, le università, che in ambito regionale
16:29hanno corsi di studio e corsi di formazione che proprio sono dedicati a
16:33questo tipo di attività, incluse anche le attività di trasferimento
16:38tecnologico che facciamo insieme alla regione toscana con i progetti che la
16:42regione toscana stessa promuove da questo punto di vista.
16:45La ringrazio.
16:52Locatelli, la tenuta di CESA è un'azienda agricola sperimentale e si trova a
16:57Marciano della Chiana in provincia di Arezzo. Da 30 anni siete impegnati in
17:02attività legate alla ricerca applicata, alla sperimentazione e al trasferimento
17:05dell'innovazione in campo agricolo e forestale.
17:08Voi le nuove tecnologie le applicate praticamente, cioè siete il modello toscano di
17:15quello di cui un po' stiamo parlando. Che modello di agricoltura 4.0 siete?
17:24Allora la tenuta di CESA è davvero un po' una particolarità che vi racconterò
17:30oggi di regione toscana è una demo farm. La parola demo farm, così abbastanza facile
17:39dalla traduzione dell'inglese, è un'azienda in qualche modo dimostrativa, quindi supera
17:44questo passaggio da azienda sperimentale, sono diverse le aziende sperimentali, dove vengono
17:51fatte solo sperimentazioni, ma si crea come un modello proprio orientato
17:57all'esterno. Quindi questo modello orientato all'esterno è alla base di questa
18:05chiamiamola forma innovativa proprio di regione per riuscire a trasferire
18:10l'innovazione in agricoltura. Faccio una premessa rapidissima. Perché
18:15l'innovazione? Anche oggi parliamo di innovazione, ma l'innovazione è un elemento
18:20indispensabile, lo dicevano prima i professori, di competitività. Quindi
18:26l'agricoltura è in forte crisi, soprattutto per una sostenibilità
18:30economica e anche ambientale, ma direi soprattutto economica. Quindi l'innovazione
18:35è un elemento, e l'agricoltura di precisione ne fa parte, è un elemento per
18:40abbattere i costi e massimizzare contestualmente le rese produttive. Perché
18:46dico questo? Perché a volte un po' si dimentica. Noi che ci occupiamo di
18:50trasferimento dell'innovazione. Adesso dico una cosa un po' scomoda. In alcuni
18:55casi vediamo che c'è una superproduzione di tecnologia, ma questa tecnologia serve
19:00davvero l'agricoltore? L'agricoltore è pronto? Cioè noi ci troviamo, cominciamo nel
19:062018 a parlare di queste cose. Avevamo fatto un'iniziativa nella tenuta di
19:11Alberese dove c'era un matchmaking, come si dice, un incontro tra chi produce
19:15tecnologia e chi la utilizza. 98% produceva tecnologia, 2% le aziende
19:22agricole. Quindi ci siamo posti il problema, ma come fare a trasferire
19:26questa innovazione? Quindi intanto bisogna selezionare questa innovazione,
19:31quindi riuscire in qualche modo a capire quella che può realmente essere
19:35utile. E questo lo deve fare spesso il pubblico anche. Non si può pensare che
19:40un'azienda privata inizia a sperimentare, perché ci troviamo in una situazione di
19:45difficoltà economica. Quindi la funzione, e questa è un'originalità di Regione
19:50Toscana, proprio questo, quello di testare quindi l'innovazione. Quindi non
19:56semplicemente provarla e basta e farla vedere gli agricoltori, ma di validarne
20:01anche l'utilizzo. Rispetto a questo il modello è quello delle Demo Farm, che
20:07adesso a brevissimo vi mando un video illustrativo, così più della mia voce
20:13anche con qualche immagine credo possa aiutare la cosa. La Demo Farm, come
20:18vedete, è un'azienda aperta, partecipata, interattiva, produttiva. Deve avere anche
20:24una sostenibilità economica, perché è troppo bello raccontare che tutto
20:29funziona bene, ma anche noi come pubblico siamo una realtà, se vogliamo, un
20:34po' anomala, dove dobbiamo stare anche all'interno dei costi di produzione, eccetera.
20:38E quindi ricca di competenze. Ora vediamo se parte il video. Mi zitto. Eccolo.
20:46La tenuta di Cesa è un'azienda agricola pubblica di circa 74 ettari, gestita da
20:59terre regionali toscane, ente che si occupa di ricerca, sperimentazione e
21:04trasferimento dell'innovazione e che gestisce le aziende agricole della
21:08regione toscana e il patrimonio agricolo forestale regionale.
21:12La tenuta sperimentale di Cesa è una Demo Farm pubblica, ovvero una vera azienda
21:22agricola dove si possono testare innovazioni in un contesto produttivo
21:26reale. La nostra missione è quindi quella di avvicinare gli agricoltori
21:30all'innovazione.
21:39Questa tipologia di aziende agricole dimostrative svolge un ruolo fondamentale
21:44nei sistemi agricoli di conoscenza e innovazione, cosiddetti ACIS, in quanto
21:49agente di intermediazione tra la ricerca scientifica e il mondo produttivo.
21:53La tenuta è inoltre coinvolta a fianco dell'assessorato all'agricoltura, nello
22:00sviluppo della strategia di specializzazione intelligente della
22:03Toscana, portando un contributo importante nella creazione di nuove
22:07sinergie tra filiere e settori produttivi, con lo scopo di promuovere
22:12nuove opportunità d'impresa.
22:14Tra le attività più consolidate vi è la conduzione di prove di collaudo
22:24varietale ed altre prove agronomiche ad ampio raggio su colture erbacee e
22:29arboree.
22:30Questa competenza ci porta inoltre ad essere attivi nelle reti nazionali di
22:35confronto varietale.
22:37Da oltre un decennio è in corso un processo di selezione varietale con la
22:42responsabilità scientifica dell'Università di Firenze, che ha permesso la
22:46costituzione delle prime varietà italiane di quinoa e di amaranto.
22:50La collaborazione ha portato alla creazione di un primo nucleo della
22:54filiera di pseudocereali.
22:58Con l'avvento della cosiddetta agricoltura 4.0 siamo impegnati nel
23:04testare software, sistemi di rilevazione e sensori per il monitoraggio
23:10dell'attività delle colture e dell'agroclima.
23:15A tale scopo, in collaborazione con istituzioni scientifiche, abbiamo
23:21progettato il vigneto 4.0, sul quale stiamo costruendo attività di validazione
23:29di soluzioni di precision farming.
23:31La tenuta di cesa nel corso degli anni si è specializzata nella conduzione di
23:38attività di ricerca, collaudo e trasferimento tecnologico nell'ambito di
23:42progetti nazionali ed europei.
23:44Ad esempio, partecipiamo al fianco della regione toscana al progetto Nefertiti,
23:50finanziato dal programma Horizon 2020.
23:53È volto a costituire una rete pan-europea di DemoFarm.
23:57Aderiamo alla piattaforma S3 Hightech Farming e dalla rete ERIAF, un network di regioni
24:05europee che collaborano sui temi dell'innovazione in campo agricolo, alimentare e forestale.
24:12Aderiamo all'EU-CAP Innovation Consortium, che gestisce i servizi EIP Agri per la Commissione
24:20Europea.
24:20Siamo inoltre la sede sperimentale di un sistema di agroforestry ed abbiamo partecipato ad un
24:26progetto europeo sulle emissioni di gas serra in agricoltura.
24:31La nostra è una realtà aperta, inclusiva ed attenta alle nuove sfide.
24:36Nel 2021 abbiamo avviato i lavori per la realizzazione di un campo prova per la guida in sicurezza
24:42dei mezzi agricoli promosso dalla regione toscana.
24:45La realizzazione del campo prova consentirà agli agricoltori, al sistema della formazione
24:51e agli istituti agrari, di acquisire adeguate competenze al fine di ridurre considerevolmente
24:57gli incidenti che coinvolgono gli operatori agricoli.
25:00Poi torno da lei, chiedevo al professor Orlandini, stiamo parlando di tecnologie emergenti,
25:24ma ovviamente il settore agricolo è influenzato, è stato detto questa mattina, l'ho accennato
25:29prima lei stesso, da moltissimi fattori, a cominciare dal clima che spaventa un po' tutti,
25:37a maggior ragione spaventa gli agricoltori, ma non solo, il clima, il suolo, l'acqua.
25:43Come si fa fronte a tutto questo?
25:46Per quanto riguarda il discorso dei cambiamenti climatici, non è facile, però dobbiamo lavorare
25:55su due ambiti.
25:57Il primo è quello della mitigazione, su questo l'agricoltura può avere un ruolo attivo,
26:03anzi potrebbe anche averlo di più, proprio perché forse è l'unico settore che è in grado
26:08di contribuire alla diminuzione dei gas serra in atmosfera.
26:11Altri settori magari contribuiscono riducendo le emissioni, invece l'agricoltura può contribuire
26:18proprio a diminuire e anche ad esempio attraverso misure che possano aumentare la sostanza organica
26:24nel suolo, misure appunto di agroforestry che sono state citate anche come uno dei progetti
26:30della demo farm di CESA e questo potrebbe contribuire anche, potrebbe essere uno dei servizi
26:37agroecosistemici che l'agricoltura offre e che potrebbe essere anche un'importante integrazione
26:43del reddito degli agricoltori se fosse correttamente computata e riconosciuta in termini anche economici.
26:54L'altro aspetto è quello dell'adattamento, quindi l'adattamento vuol dire prendere atto
26:59insomma del clima cambiato, di questo aumento ormai certo, insomma fra un grado e mezzo
27:05e due gradi di temperatura con possibile ulteriore aumento, questa variazione nel regime pluviometrico
27:12è l'altro aspetto molto importante.
27:16Piove in modo diverso, non solo, magari il complessivo annuale può essere lo stesso
27:21ma sappiamo bene come questi eventi, l'ha detto appunto anche il presidente Gianni Stamani
27:26quanti eventi di calamità naturale, molte volte legate proprio alle precipitazioni
27:31cioè al fatto che piove in modo molto più intenso, quindi pioggia intensa
27:36intervallate da lunghissimi periodi di siccità che mettono in grave crisi l'agricoltura
27:42quindi adattarsi, adattarsi vuol dire sviluppare tecniche innovative, irrigazione, sistemazione
27:49idraulica agraria, drenaggio, variazione anche nelle tecniche culturali, quindi date di semine
27:57modificate, modifica nelle epoche di concimazione, anche miglioramento genetico o introduzione
28:05di nuove varietà o specie che possono essere adattate a queste nuove condizioni.
28:10Quindi sicuramente una dinamicità che gli agricoltori possono mettere in atto se supportate
28:17adeguatamente sia dalla ricerca sia appunto dalle amministrazioni regionali che devono
28:23appunto sviluppare progetti che possano permettere di testare, validare e quindi trasferire questo
28:30tipo di innovazioni essenziali per gestire al meglio le condizioni che ci aspettano nei prossimi anni.
28:36Grazie professore. Invece al professor Mele volevo chiedere la nostra attenzione, l'attenzione
28:46sociale è sempre più orientata verso gli animali e quindi rispetto a una volta oggi il benessere
28:54dell'animale anche negli allevamenti non è più una condizione secondaria, è una condizione
29:02essenziale. Come anche la tecnologia o quali strategie per permettere che anche questa sfida
29:11sociale sia portata a termine?
29:13Sì, sicuramente il benessere animale è una delle sfide che da sempre sono insite all'interno
29:22dei sistemi di allevamento da quando abbiamo cominciato a domesticare gli animali. Sappiamo
29:27che la percezione dei consumatori che la sensibilità è alta, la percezione della realtà non è
29:32diciamo sempre così precisa, ce lo dice anche l'indagine di Eurobarometro dell'anno scorso
29:39che ci dice che più del 90% dei consumatori europei chiede una maggiore rispetto del benessere
29:45negli allevamenti. Il problema è che lo stesso sondaggio dice che il 94% dei consumatori europei
29:50non ha mai messo piedi dentro un allevamento. Quindi la percezione spesso è anche più una percezione
29:56indotta e da qua l'importanza delle informazioni. Cosa possiamo fare? Possiamo fare molto, stiamo
30:01già facendo molto. La tecnologia ci aiuta ad esempio a monitorare con attenzione le condizioni
30:08fisiologiche degli animali, i loro bisogni nutritivi. Riusciamo attraverso una serie di sensori
30:14sia collocati nell'ambiente sia alle volte collocati sugli animali attraverso collari e altri
30:21sensori che possono essere facilmente collocati sugli animali a monitorare attentamente quali sono
30:28le condizioni dell'animale, come percepisce e come si inserisce all'interno degli ambienti di
30:32allevamento e agire in maniera specifica ad esempio con sistemi di nutrizione di precisione.
30:38Cos'è la nutrizione di precisione? Dare il nutriente giusto al momento giusto all'animale
30:42giusto nelle quantità giuste. Questo tra l'altro oltre ad andare incontro al benessere degli animali
30:47va incontro al benessere economico dell'allevatore perché si riducono gli sprecchi e si aumenta
30:52l'efficienza e in automatico si migliora anche quello che è la sostenibilità ambientale.
30:59Quindi sicuramente la tecnologia ci può aiutare a orientare meglio, organizzare meglio i fattori
31:07di produzione per rendere i più possibili adatti alla fisiologia e all'etologia dell'animale,
31:12cosa che stiamo già facendo da molto tempo e all'interno dei sistemi estensivi ad esempio
31:19introdurre dei sistemi che sono già citati, quelli di agroforestry che cedevamo prima,
31:24che ci danno una mano che è una cosiddetta strategia win-win perché da un lato migliorano
31:29il benessere degli animali in allevamento estensivo e dall'altra migliorano anche la sostenibilità
31:34ambientale andando ad aumentare quella capacità che hanno i sistemi agricoli, in questo caso
31:38agrozootecnici, di assorbire il carbonio. Noi in un esperimento proprio fatto in un progetto
31:45della regione Toscana abbiamo dimostrato che in Toscana già produciamo carne a emissioni zero
31:49grazie a questi tipi di sistemi. Tra l'altro una delle aziende in cui abbiamo lavorato
31:54è stata proprio la tenuta di Alberese, già citata dalla collega Locatelli.
31:58Le ringrazio professore, siamo in conclusione, chiedo un'ultima cosa a Locatelli e ringrazio
32:04tra l'altro il professor Mele per aver sottolineato l'importanza dell'informazione,
32:09di fare informazione di qualità anche rispetto a questo tema che può sembrare meno popolare
32:14e invece poi essenziale nella vita di tutti noi.
32:19Locatelli, è emerso anche questo aspetto ovviamente questa mattina, dicevamo bene la tecnologia
32:26ma c'è un però e il però è che a volte si scontra con stili di vita differenti, si scontra
32:33con un difficile ricambio generazionale. Veramente l'agricoltore non lo vuol fare più nessuno?
32:42Sicuramente qui si collega anche l'importanza dell'informazione, ecco, quindi quello di spiegare
32:48è che l'agricoltura, soprattutto l'agricoltura del futuro che comincia oggi, è un'agricoltura
32:55che è molto diversa da quella che era in passato e lo sarà sempre di più proprio in funzione
33:01anche di queste tecnologie. Spesso quando si parla di agricoltura di precisione ad esempio
33:07si pensa semplicemente a un utilizzo di una serie di tecnologie, mentre in realtà è proprio
33:14un modello organizzativo diverso che si basa, oggi non ne abbiamo sentito parlare tanto
33:19almeno mi pare, ad esempio sulla cosiddetta digitalizzazione, cioè sulla disponibilità
33:26anche di dati. Quindi il modello innovativo dell'agricoltura sarà un modello che richiede
33:33professionalità proprio perché si avvicina più a un modello se vuoi industriale, artigianale
33:39dove lì diciamo è maggiore questo sviluppo rispetto all'agricoltura. Quindi l'agricoltura
33:45ha come dire sempre più potenzialità proprio per attirare i giovani. Cosa facciamo noi
33:52concretamente per questo? Ad esempio sempre nella tenuta di Cesa abbiamo avviato un percorso
33:58di collaborazione in particolare con gli istituti agrari di tutta la Toscana abbiamo sviluppato
34:04delle collaborazioni e organizziamo tutti gli anni un demo farm day, quindi una giornata
34:10dedicata agli studenti, recentemente è stata fatta mi pare il 27 di maggio con oltre 200
34:16studenti da tutta la Toscana che sono venuti a vedere queste tecnologie proprio perché il
34:22vedere, siamo nell'era della comunicazione insomma quindi non vanno solo raccontate, vanno
34:28viste queste cose. Quindi anche questo è un piccolo contributo per riuscire a far comprendere
34:36che l'agricoltura ha bisogno di nuove forze che ci sono in Toscana ma bisogna comunicare
34:42meglio quali sono le prospettive. Quindi la tecnologia si abbina comunque sempre a un uomo
34:48che la gestisce in questa fase.
34:50Grazie Locatelli, io ringrazio gli ospiti di questo panel, il professor Simone Orlandini
34:56direttore Dipartimento Scienze e Tecnologie Agrarie Alimentari e Ambientali Università
35:01degli Studi di Firenze, il professor Marcello Medi, professore ordinario di Scienze Animali
35:07Dipartimento di Scienze Agrarie dell'Università di Pisa e appunto il dottor Locatelli che è
35:13dirigente del settore gestione della tenuta di Cesa.
35:20Grazie a tutti.
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