Roma, 21 mag. (askanews) - "Innanzitutto ci aspettiamo una serie di chiarimenti, perché il piano di ripartenza ipotizzato dai commissari con la fermata dell'altoforno 1 di fatto non c'è. Quindi per noi diventa fondamentale comprendere come si va avanti perché mancano risorse finanziarie per dare continuità all'attività lavorativa. Abbiamo molte preoccupazioni per la tenuta dell'operazione con Baku Steel, quindi noi oggi siamo qui a chiedere garanzie sotto questi aspetti". Lo ha detto il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano, arrivando a Palazzo Chigi per il tavolo sull'ex-Ilva.Parlando del sequestro seguito all'incidente all'altoforno 1 ha aggiunto: "La situazione che si sta determinando con questo battibecco tra la Procura e il Ministro non ci tranquillizza affatto anzi ci preoccupa ancora di piuù. Perché se di fronte ad una situazione già cosi complicata e difficile ci manca solo che si litiga tra le istituzioni il rischio è che pagano sempre i lavoratori. E oggi noi stiamo già pagando un caro pezzo con la cassa integrazione che ha coinvolto 4mila lavoratori anziché i 2mila che erano previsti fino ad un mese fa".
00:00Innanzitutto ci aspettiamo una serie di chiarimenti perché il piano di ripartenza ipotizzato dai commissari con la fermata dell'Alto Forno 1 di fatto non c'è.
00:10Quindi per noi diventa fondamentale comprendere come si va avanti perché mancano risorse finanziarie per dare continuità all'attività lavorativa.
00:19Abbiamo molte preoccupazioni rispetto alla tenuta dell'operazione con Bacco Steel e quindi oggi noi siamo qua a chiedere garanzie rispetto a questi aspetti.
00:28E' chiaro che la situazione che si sta determinando anche con questo battibecco tra la procura e il ministro non ci tranquillizza, anzi ci preoccupa ancora di più perché se di fronte a una situazione già così complicata è difficile.
00:44Ci manca solo che si litiga tra le istituzioni del nostro paese, il rischio è come si diceva una volta pagano sempre i lavoratori.
00:53Oggi noi stiamo già pagando un caro prezzo con la cassa integrazione che ha coinvolto 4.000 lavoratori anziché i 2.000 che erano coinvolti fino a un mese fa.
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