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  • 8 mesi fa
ROMA (ITALPRESS) - I dazi di Donald Trump sulle importazioni cinesi hanno colpito quasi ogni categoria di beni di consumo, ma soprattutto i siti e-commerce di fast fashion, Shein e Temu.
I due colossi hanno aumentato drasticamente i prezzi per i clienti statunitensi a partire dal 25 aprile.
Un aumento che ha mandato in confusione gli acquirenti sui costi aggiuntivi nascosti che dovranno affrontare, ma anche persone che si chiedono se continueranno a fare acquisti su Shein.
Tema e Shein che si approvvigionano in gran parte dalla Cina, erano riuscite fin ora ad evitare in larga misura il pagamento di dazi doganali e tariffe commerciali, grazie a un’esenzione sulle importazioni di beni di valore inferiore a 800 dollari, chiamata “de minimis”.
Ma Trump, firmando un ordine esecutivo all’inizio di aprile, ha rimosso questa esenzione.
Ogni giorno oltre 4 milioni di pacchi a basso costo, provenienti di Shein e Temu, arrivano negli Stati Uniti grazie a questa normativa, diventata ormai una chiave di volta per molti modelli di business di molti marchi cinesi.
I brand low cost producono annualmente milioni di tonnellate di rifiuti tessili sintetici, difficili da smaltire anche a causa delle sostanze tossiche presenti al loro interno. Oltre questo, marchi come Shein sono finiti più volte sotto i riflettori per le condizioni dei lavoratori, costretti a lavorare per più di 12 ore al giorno. Ma anche casi di lavoro minorile, dichiarati dalla stessa azienda. Dall’aumento dei prezzi sui siti low cost all’applicazione dei dazi, fino alla rimozione dell’esenzione del regime de minimis. Tutto ciò fermerà l’ascesa dei due colossi del fast fashion?

mgg/gtr

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00:00I dazzi di Donald Trump sulle importazioni cinesi hanno colpito quasi ogni categoria
00:08di beni di consumo. Uno dei settori più vulnerabili però è quello dei siti e-commerce
00:13di fast fashion, Shin e Temu. I due colossi hanno aumentato drasticamente i prezzi per
00:18i clienti statunitensi, un aumento che ha mandato in confusione gli acquirenti sui costi
00:23aggiuntivi nascosti che dovranno affrontare, ma le persone si sono anche chieste se continueranno
00:28a fare o meno acquisti su Shin. Temu e Shin che si approvvigiano in gran parte della Cina
00:32erano finora riuscite ad evitare in larga misura il pagamento di dazi doganali e tariffe commerciali
00:39grazie a un'esenzione sulle importazioni di beni di valore inferiore a 800 dollari, chiamata
00:45de minimis. Ma Trump, firmando un ordine esecutivo all'inizio di aprile, ha rimosso questa esenzione.
00:51Ogni giorno oltre 4 milioni di pacchi a basso costo, molti dei quali provenienti da Shin e
00:55Temu arrivano negli Stati Uniti grazie a questa normativa, diventato ormai una chiave
01:00di volta per il modello di business di molti marchi cinesi. I brand low cost producono
01:04annualmente milioni di tonnellate di rifiuti tessili sintetici, difficili da smaltire anche
01:10a causa delle sostanze chimiche nocive presenti al loro interno. Oltre questo, marchi come Shin
01:16sono finiti più volte sotto i riflettori per condizioni dei lavoratori costretti a lavorare
01:21per più di 12 ore al giorno. A questo si aggiungono anche casi di lavoro minorile,
01:26dichiarati dalla stessa azienda. Dall'aumento dei prezzi sui siti low cost all'applicazione
01:31dei dazi, fino alla rimozione dell'esenzione dei minimis. Tutto ciò fermerà l'incessante
01:36ascesa dei due colossi del fast fashion?
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