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  • 8 mesi fa
Gianni Minà racconta Sergio Leone in una puntata della serie "Cercatore di storie" trasmessa dalla Rai nel 1989. Il maestro, oltre vent'anni addietro, nel 1968, decise d'affidare a due giovani promettenti, Dario Argento e Bernardo Bertolucci, la scrittura del soggetto di C'era una volta il west che sarebbe risultato il suo capolavoro nel genere da lui reinventato. Quei due ragazzi gli fornirono l'idea per completare la sua antologia western negativa, quello che lui aveva definito "un balletto di morte". Proprio questo bisogno di innovazione, questo coraggio di osare ha sempre caratterizzato l'opera di Leone, ed è quello che Gianni Minà ha fatto emergere con le sue interviste a lui e agli interpreti dei suoi film: Clint Eastwood, Claudia Cardinale, Robert De Niro, James Woods. E poi lo straordinario sodalizio con il Maestro Ennio Morricone che addirittura componeva le sue musiche prima delle riprese dei film.
Trascrizione
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01:28Ecco, questa è la scalinata di Viale Glorioso, la scenografia della mia infanzia e dopo della
01:43mia giovinezza. Io ho vissuto qui, al confine di Trastevere, su questa scalinata dai 2 ai
01:4920 anni. Corri, corri! Anche voi vi scappavate così quando facevate qualche maraghella?
02:04Scappavamo in un altro modo, perché venivamo giù a Taboca con delle tavole di legno, li
02:10mettevamo là, ci facevamo a vivì sopra per farli scorrere di più e poi ci fermavamo
02:17laggiù, al centro della strada a 50 metri. Nessuno mi si fa a dimenticare il mondo dell'infanzia
02:25e della fanciullezza, specialmente poi questo tipo di fanciullezza che era spericolata, fatta
02:32anche piena di fame. Quindi sì, tutti i miei film sono permeati di queste sensazioni, da
02:39Pugno di Dollari c'era una volta il West, in fondo i miei film è il mondo giudicato
02:45dei bambini, se vuoi. Senti, ma questi bambini secondo te che giudizio danno del mondo?
02:51Allora sono molto lucidi, molto presenti, mai retorici, fino a portarti a fare invece come
02:58è successo a me un altro film, l'ultimo, che c'era una volta in America, che è, se vuoi,
03:06il giudizio sul mondo dei bambini, perché l'America è un paese di fanciulli.
03:10Sergio, un film sulla memoria, sull'amicizia, sulla violenza, sui sentimenti forti, che cos'è
03:16per te l'America?
03:18L'America per me è tutte queste cose, mi si insieme forse anche qualcosa di più, ma qui
03:25soprattutto l'America prende una colorazione diversa, con la colorazione del ricordo.
03:30io non ho voluto differenziare il gangster italiano da quell'ebreo, né fare un film
03:38polemico, sociale, su questo tema. Io se avessi dovuto fare questo, tu sai che ho sempre
03:47pensato, e già te l'ho detto, che noi in realtà abbiamo solamente esportato dei contadini
03:54e mi ero importato, ma non trevo lì, grazie.
03:58Senti Sergio, qui siamo nella saletta cinematografica, sotto casa tua, e praticamente pare sempre
04:05che la vita si sovrappone al cinema, il cinema ha la vita, nella tua vicenda umana.
04:10Ma sai, io sono nato nel cinema, quindi vivo di cinema, ecco, leggo cinema, vedo cinema,
04:16e ogni mia lettura si traduce in film.
04:21Sei figlio d'arte?
04:22Sono figlio d'arte, e quindi non ci trovo tutta questa differenza. Per me il cinema è vita
04:28e viceversa.
04:32Vincenzo Leone, in arte Roberto Roberti, è il padre di Sergio. Lasciò Napoli per fare
04:37l'avvocato a Torino, divenne prima apprezzato attore di teatro e poi regista del nascente
04:42cinema muto.
04:46Queste immagini di Serpe con Francesca Bertini documentano la sua perizia di creatore d'immagini.
05:07Sergio Leone, forse condizionato dalla tradizione familiare, scelse il cinema per vocazione.
05:12Prima come autoregista, dicono il migliore di cinecittà negli anni 50, e poi come autore.
05:23Iniziò con Il Colosso di Rodi, un film che faceva il verso ai colossal hollywoodiani,
05:28e poi venne la sua rivisitazione del western.
05:32D'altronde c'era un altro precedente nella sua vita.
05:34Sua madre, vice-valeriane, attrice, aveva interpretato agli albori del cinema un western,
05:40anche quello italiano.
05:41Clint, qual è stata secondo te l'intuizione o l'invenzione di Sergio Leone per quanto riguarda
06:05il western? E qual è stato il suo contributo al cinema?
06:10Ha introdotto uno stile molto diverso.
06:17In pratica il cinema western americano alla fine degli anni 50 e all'inizio degli anni 60
06:22si era un po' fossilizzato, tanto è vero che ognuno imitava il western dell'altro.
06:28Il film di Leone invece, come per un pugno di dollari, per qualche dollaro in più,
06:44il buono, il brutto e il cattivo, avevano un sapore diverso, uno stile diverso, costumi
06:49diversi, tutto era diverso, anche la musica era diversa, come dicevamo poco fa.
06:53E tutto questo ha contribuito a portare una ventata di freschezza in questa nuova proposta
06:59di western rendendoli divertenti e credo che il successo di quei film a livello internazionale
07:05fosse dovuto proprio alla freschezza delle novità.
07:08Va bene, una metafora, un gioco, il western, un gioco come questi che vediamo qui all'Una
07:29Bar dell'Euro, ma qual era la ragione? Perché tu sei arrivato al western? Che cosa è che
07:35ti ha portato? Che cosa mi ha spinto? La fame! In quanto era il 64, anno di completa crisi
07:46del cinema italiano. In Germania andavano bene dei western scritti da un certo Karl Mayer,
07:54che era una specie di salgarino strano, che scriveva western chiuso in una paeta del sub-Tirolo,
08:00che non era mai andato a visitare né l'America né tantomeno il west di quel periodo.
08:09E allora io vidi un film, un film che mi incuriosi molto, che era La sfida del samurai, di Akira
08:17Kurosawa, che era preso da un racconto nero di Hammett, che era il raccolto rosso, Red
08:26Harvest. E allora, vedendo questo film e comprendendo tutto lo spirito che aveva mosso Kurosawa per
08:37trasportarlo tra i suoi samurai, io mi sono detto, ma perché non lo riportiamo in patria
08:42attraverso un western. Io credo che il cinema western oltretutto sia una forma d'umanesimo.
08:57C'è l'individuo isolato e irriducibile, c'è l'orizzonte sgombro fin dove arriva lo sguardo,
09:04c'è ancora un mondo senza storie e senza rovine. Il mito della frontiera, se vuoi, come cartolina
09:10è illustrata, però solo all'apparenza. È l'eterna lotta tra il bene e il male in
09:15forma metaforica, grottesca, essenziale.
09:20Secondo te i film di Leone sono violenti o sono soltanto favole?
09:23Sono semplicemente delle favole. Nei film di Leone ai quali io ho partecipato, la violenza
09:29era talmente esagerata, era dipinta in forma talmente paradossale, che era evidente l'intenzione
09:35di voler offrire al pubblico uno spettacolo divertente e non qualcosa che venisse preso
09:40alla lettera. In pratica, quei film vennero fatti con lo scopo di attirare la gente e trasportarla
09:47in un breve viaggio lontano dalla realtà quotidiana e non con lo scopo di offrire un quadro reale
09:52dall'West, anche perché non esisteva gente che sapesse sparare così bene.
10:00Cos'è o cosa non è nei film di Leone una donna?
10:06Beh, c'era una volta il West, la protagonista è la donna e credo che sia uno dei rari film
10:13Western, a parte Johnny Guitar, la donna è protagonista, tutto ruota intorno a lei,
10:22è un bellissimo personaggio di donna, una donna quasi virile, decisa, che sa quello che
10:30vuole e che non si arrende mai, un po' come sanno essere le donne.
10:36Lui è un dittatore, ha detto Claudio Cardinale.
10:39Non ho detto che è un dittatore!
10:41Con gli attori maschi ha un atteggiamento duro o questa dittatura si esprime sempre con
10:50molta...
10:52No, ma lui ama molto gli attori, è sempre lì, molto affettuoso, non è assolutamente un
10:58regista duro sul set, ama gli attori, si sente questa... infatti si sente proprio la sua
11:05presenza dentro la macchina da presa, il suo sguardo, partecipa alla scena, infatti se una
11:11scena, mentre si prova la scena, guarda un attimo lui, si rende conto che lui sta
11:16facendo pure lui la scena, cioè lui partecipa, non è un...
11:20credo che lui ami profondamente gli attori.
11:23Sergio, il tradimento è una delle tematiche fondamentali dei tuoi film, perché?
11:29Perché eroi e traditori sono il sale del romanzo e quindi anche dei film che io so
11:33fare.
11:34Io nei miei film ho dato importanza all'amicizia e diciamo pure che se vuoi il tradimento è
11:44l'altra faccia della medaglia dell'amicizia stessa, senza che Ina Abele perderebbe tutto
11:52il suo colore.
11:53James Wood regala la sua faccia all'ambizioso Max, uno dei due amici rivali protagonisti di
11:58c'era una volta in America. L'altro, Noodles, è Robert De Niro, due diversi caratteri, due
12:04diverse interpretazioni. Ma che personaggio è Max? Cattivo, spietato, inquieto, contraddittorio.
12:12Lo abbiamo chiesto a James Wood durante una diretta dal Festival di Cannes.
12:16Max è un personaggio estremamente complesso, è difficile categorizzarlo come buono o cattivo
12:24o formulare un giudizio di questo genere. Ha due ambizioni molto diverse nella vita.
12:29Una è l'amicizia con Noodles, impersonato a meraviglia da De Niro. Questo è uno degli
12:35aspetti più importanti della sua vita, lo ama come un fratello. D'altra parte ha un'ambizione,
12:41avere il potere, avere il denaro, la ricchezza, ma soprattutto il potere. E per definizione questo
12:49causa il conflitto con Noodles, mette in conflitto l'amicizia con Noodles. E queste due forze
12:57cominciano a lacerare questa amicizia ai due uomini. Max stesso non sa bene cosa scegliere.
13:03Quindi, anche se in termini cinematografici lui tra i due è l'antagonista, c'è un suo aspetto,
13:08la sua coscienza che veramente mi attira molto come attore nell'interpretarlo.
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13:54Una delle particolarità fondamentali dei film di Leone, oltre per esempio all'amicizia,
14:19l'amicizia tradita, la violenza e altre considerazioni, è l'uso particolare della musica nei suoi film.
14:26Ennio Morricone, che cosa ti chiede Sergio Leone quando ti commissiona una colonna sonora per un suo film?
14:34Ma in genere una delle richieste ormai ovvie dopo tanti anni, ovvie ma giuste, ecco l'ovvio è il giusto in questo caso,
14:43è quello, Sergio mi chiede di fare dei temi molto semplici, recepibili con facilità dalla gente senza complicazioni,
14:50quindi dei temi tonali, facili, popolareschi.
14:53Un'altra delle cose importantissime è quella di scrivere la musica prima, Sergio mi chiede di scrivere molto tempo prima
14:58e di strumentarla e registrarla molto tempo prima.
15:01E questa è la sua libertà.
15:02Questo porta come risultato che lui si innamora della musica, perché dopo gli è piaciuto il pianoforte,
15:09sicuramente con l'orchestrazione, visto che io suono così male il pianoforte,
15:12lui con l'orchestrazione la capisce meglio e la ama di più e la ama molto.
15:18Lui essendo innamorato della musica ne tiene conto come e nella maniera dell'inizio del dialogo,
15:27del discorso che abbiamo fatto tanti anni prima, dove mi raccontava il film con le immagini, con le cose,
15:33con tutti i particolari, per cui io non mi sento tradito vedendo il film dal suo racconto
15:38e lui non si sente tradito dalla mia musica.
15:41A proposito del tradimento, qua non c'è stato mai.
15:44Cioè, attori anche della classe di De Niro che sono attentissimi alla presa diretta,
15:49di fronte a recitare una determinata scena emotiva, particolare, se vuoi sentimentale,
15:57con la musica sotto, qualche volta sono andati fuori dal seminato e mi hanno detto
16:03guarda, a noi non ce ne frega niente della presa diretta, io tengo la musica sotto
16:09perché questo mi aiuta in modo particolare, quindi questo pezzo lo doppiamo dopo.
16:13Io ci avevo pensato a lungo, mi ero già incontrato con lui, avevamo parlato del suo film,
16:18anzi, a dir la verità, ci eravamo incontrati quando lui ancora stava immaginando il film,
16:24qualcosa come 9-10 anni fa.
16:27Ci eravamo incontrati insieme a Gérard Depardieu, perché a quell'epoca lui pensava a me e a Gérard Depardieu
16:33per il film, almeno così avevo sentito dire.
16:37E io l'avevo già visto a New York, ma poi un mio amico, il produttore di The King of Comedy,
16:43Harold Milchan, mi parlò di nuovo e con maggiori dettagli della storia, di Leone, del film,
16:49e mi chiese di incontrare nuovamente Sergio, cosa che avvenne.
16:54E Sergio, mi sembra nell'arco di sette ore, in due lunghi colloqui, mi descrisse tutta la storia,
17:03praticamente inquadratura dopo inquadratura, e il modo in cui me la descrisse mi entusiasmò,
17:07molto, avevo già letto il copione, ma fu quella sua descrizione a farmi decidere di fare il film.
17:14Siamo entrati nello studio, come avete visto, nel Teatro 4, abbiamo quasi paura di disturbare,
17:36parliamo pianissimo nel microfono, scusate se sospenderò di parlare, è un film che viene presentato nel più assoluto mistero,
17:47non è stata data pubblicità, non fotografie, nessuna truppa televisiva, è mai entrata durante la lavorazione durata otto mesi.
18:06Un applauso ed è un vero piacere, onore, felicità, felicità entrare in un set così importante,
18:35mai permesso a nessuno, io chiamo Bob De Niro e qui Sergio Leone, aiutateci con gli applausi anche dallo studio, vi prego.
18:48Anche per un giornalista ci sono momenti in cui la felicità traspare dal volto, succede 4-5 volte nella carriera,
18:57succede quando ti accosti ai grandi avvenimenti della cronaca, della politica, i grandi avvenimenti dell'arte.
19:03Io so che quando mi accosto a Robert De Niro e a Sergio Leone mi sto accostando a qualcosa che lascia una traccia
19:10in questa storia della comunicazione che è il cinema, e quindi scusate se sarò un attimo esagerato, elogiativo,
19:18voglio bene a queste due persone.
19:20E anche noi azioni.
19:22E mi è difficile dire la felicità di fare la televisione, questa è la televisione, in diretta,
19:28vedere come lavora un set così importante.
19:32Bob, sei quasi irriconoscibile.
19:36Sì, sì, lo so, lo so.
19:39Parlerò a metà, metà italiano e metà in inglese.
19:44Sì, sì, sì, non mi capita sempre a fare 4-5 ore di lavoro, sono un po'.
19:484-5 ore di trucco.
19:50Racconta come sei riuscito a entrare nel set.
19:53Ah, ecco, io devo... non è mai... non era possibile, e allora un giornalista si affida a tutto.
19:59Io ho portato una fotografia qua, so che forse sembra esagerato e vanagloriosa,
20:05ma è una fotografia che forse devo mostrare, che forse devo mostrare.
20:09Una sera, in Trastevere, non so se la... si vede bene?
20:13Si vede? Non so se hai messo a fuoco.
20:16Eccola qua, no? Eccola.
20:18Qui sulla sinistra c'è un premio Nobel, Gabriel Garcia Marquez, eccolo.
20:25Poi c'è Sergio Leone, Marquez, premio Nobel della letteratura.
20:30Poi Sergio Leone, poi Mohamed Ali Cassius Clay, poi Bob De Niro e poi il modesto cronista.
20:35Quella sera questi amici giurarono che mi avrebbero fatto fare questo scoop giornalistico.
20:47E devo dire, li ringrazio perché ci sono delle leggi, credo, nel grande cinema che non possono essere vinte,
20:54ma credo che per amicizia questo si può fare anche il produttore Milchand, come si chiama?
20:58Sì, sì, Milchand.
20:59Mi perdonerà tutto questo.
21:00Sì, sì, sì.
21:01Sergio ha fatto decollare la sua fantasia creandosi una sua idea di quelli che erano i film di Hollywood.
21:10Sai, c'è tutta una tradizione che ha fatto diventare quel cinema quello che era.
21:15Sergio, un disarmante sorriso finale di Robert De Niro, eccezionale protagonista di questa tua opera,
21:31che non cancella però la violenza del personaggio e forse anche la violenza del film.
21:35Mi sembra che una volta Kubrick, parlando della sua arancia meccanica, ha detto che il film era una commedia morale.
21:43Questo vale anche per me.
21:46Del resto la violenza mi sembra che sia la macchina che muove le ruote del mondo.
21:51E che la morale purtroppo ha perso definitivamente la sua partita.
21:56Questo diciamo che è un po' la morale delle mie favole.
22:02Ecco, anche se io nutro, ho ancora qualche piccola illusione.
22:07Del resto i personaggi dei miei film sono cinici, violenti, qualche volta anche feroci.
22:13E Nudless non sfugge a questa regola, Nudless è denino.
22:17Perché è tenero, cinico, qualche volta violento, ma è segnato dall'infamia.
22:25E ha l'innocenza dell'abiezione.
22:31Ma poi, chi sono io per criticare?
22:55Grazie a tutti.
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