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  • 10 mesi fa
ROMA (ITALPRESS) - "Un piccolo affresco di quella che è stata la presenza italiana in Afghanistan, che è stata molto più ricca e significativa di quanto si possa immaginare", racconta in un'intervista alla Italpress il giornalista e scrittore Tonino Bettanini, parlando del suo ultimo lavoro "L'impermeabile di Kabul" edito da Magog. "Parto da un qualcosa di reale che ho vissuto per poi fare correre la fantasia e cerco di non essere irriguardoso verso il mondo istituzionale che ho attraversato, ma senza uno sguardo retorico. Il libro è anche una piccola cronaca di un ritiro 'vergognoso' per quello che il mondo occidentale ha fatto credere in termini di modernizzazione al mondo afghano.", aggiunge.
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Trascrizione
00:00Benvenuti a un nuovo appuntamento con le interviste dell'agenzia Italpress. Il nostro
00:07ospite è Tonino Bettagnini, giornalista e nonché per anni esperto di comunicazione
00:13istituzionale, ma anche adesso scrittore, già da un po' di tempo. Benvenuto, grazie
00:22per essere con noi, che ci presenta la sua ultima fatica letteraria, l'impermeabile
00:27di Kabul, in uscita la prossima settimana ed edito da Magog. Il libro, per quello che
00:36ho letto, volevo narrarci uno spaccato di quello che è l'Afghanistan dopo il ritiro
00:43occidentale. Tu usi un personaggio che è quello ormai storico dei tuoi libri, Brando
00:50Costa. Volevo capire come il personaggio si cala all'interno di questa vicenda. Il personaggio
00:57si cala all'interno di un piccolo affresco di quello che è la presenza italiana e stata,
01:03la presenza italiana in Afghanistan, che è una presenza molto più ricca e molto più
01:08significativa di quanto non si possa immaginare. Non la racconto in questo momento, ma nel
01:13libro la si può trovare. Perché dico un affresco? Perché è presente prima di tutto
01:19l'unità di crisi della Farnesina, che è un'istituzione molto importante per il nostro
01:24paese, perché veglia anche sulle attività e sul turismo dei nostri connazionali. In
01:31questo caso si occupa del rapimento di un archeologo, perché la relazione culturale
01:38dell'Italia con l'Afghanistan è profonda anche in questo settore ed è messa a rischio
01:42dall'arrivo dei talebani, i quali poi non si peritano di maltrattare i beni culturali,
01:50come dimostrano i Buddha di Bamiyan, e che nella storia hanno anche a che fare con un
01:56traffico di lapislazuli. Ma non c'è solo l'unità di crisi, ci sono i carabinieri,
02:01che sono quella forza speciale dell'UNESCO proprio a tutela dei beni culturali, c'è
02:07sia pure sotto un altro nome emergency, perché c'è tutto il versante sanitario, soprattutto
02:12per i grandi traumi una presenza italiana significativa. Ci sono i nostri diplomatici,
02:19che silenziosamente, ma fattivamente, collaborano a questa, che è una storia un po' di spionaggio.
02:28Il personaggio è anche un po' tuo biografico, c'è qualcosa anche di tuo, di vissuto?
02:35Assolutamente sì, nel senso che, come nelle altre precedenti storie, io parto sempre da
02:43un qualche cosa di reale, da un qualche cosa che ho vissuto e a cui ho partecipato. Naturalmente
02:49poi faccio un po' correre la fantasia, cerco di non essere inriguardoso col mondo istituzionale
02:56che ho attraversato, però non lo guardo nemmeno con uno sguardo retorico esageratamente preoccupato.
03:05Da questo punto di vista credo che possa essere interessante una lettura, perché si svelano
03:11anche un po' dei meccanismi dell'interno del funzionamento delle istituzioni. Poi naturalmente
03:17la dimensione autobiografica, scritta in prima persona, ti consente degli stacchi e delle
03:24considerazioni che in qualche caso hanno a che fare anche con la mia età e la mia esperienza
03:31di vita. Ecco, ti volevo chiedere brevemente, vista
03:34anche la tua esperienza istituzionale, diciamo, secondo te in Afghanistan, dopo appunto il
03:41ritiro occidentale, in quel frangente, cosa è accaduto realmente e cosa rimane soprattutto?
03:50Rimane poca cosa. Il libro è anche una piccola cronaca di un ritiro disperante e la verità
03:59anche vergognoso per tutto quello che il mondo occidentale ha fatto credere in termini di
04:06modernizzazione al mondo afghano. Rimane, secondo me, e il libro rappresenta un omaggio
04:12anche a questo, l'orgoglio delle sue donne. Le sue donne che hanno dato competenza, come
04:19nel caso della riscrittura della legislazione afghana, e hanno dato testimonianza della
04:26loro autonomia, della loro voglia di sapere e di indipendenza, nonostante questo mondo
04:32talebano che le ha rinchiuse. Questa è una grande colpa che noi abbiamo e il libro finisce
04:40con un omaggio a questa forma di eroismo civile. Bene, io ringrazio Tonino Bettanini per essere
04:47stato nostro ospite, per averci presentato il suo ultimo libro, l'impermeabile di Kabul,
04:52edito da Magog e vi do appuntamento con una nuova intervista dell'agenzia Italpress.
04:56Grazie mille.
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