00:00Altri due giorni di sciopero dei taxi nazionali. Il 5 e 6 giugno, ovvero la
00:04vigilia delle elezioni europee, e a due mesi dal bando per le nuove mille
00:08licenze a Roma. Non è bastato. Il fermo del 21 maggio. Ora tornano sul piede di
00:12guerra le maggiori sigle sindacali. Le auto bianche si fermeranno dalle 8 alle
00:1822 in entrambe le giornate per chiedere al governo i decreti attuativi della
00:22legge che regola il settore. Critiche le associazioni dei consumatori che chiedono
00:27in alcuni casi di precettare la stensione dal lavoro.
00:29Le sigle sindacali spiegano che, non essendo pervenuta alcuna convocazione
00:34dopo lo sciopero nazionale dello scorso 21 maggio contro i diffusi fenomeni di
00:38abusivismo presenti nel settore per chiedere la regolamentazione delle
00:42piattaforme tecnologiche, è stato proclamato un nuovo fermo nazionale di
00:4648 ore per le giornate del 5 e 6 giugno. Il servizio pubblico taxi spiegano i
00:52sindacalisti riveste per i territori e per l'utenza un'importanza estremamente
00:56rilevante in quanto complementare integrativo del trasporto pubblico
01:00locale di linea. Tale delicata funzione deve essere tutelata dall'azione di
01:04soggetti che basano la loro attività su logiche meramente speculative a discapito
01:09del lavoro e delle garanzie per l'utenza. I sindacati non si dichiarano
01:13contrari all'aumento delle licenze, decisione che spetta i comuni e che sta
01:17avvenendo a Roma oltre che a Milano e Bologna.
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