00:00I Cinque Stelle non smettono mai di sorprenderci. Un tempo cercavano la democrazia diretta,
00:10poi finì che a votare sul web rimasero poche migliaia di persone e a decidere era sempre
00:15Grillo. Adesso Conte vuole passare alla democrazia partecipativa, ma la cosa non sembra meno
00:22complicata. La prossima assemblea costituente di ottobre da lui voluta dovrebbe funzionare
00:28così. Gli iscritti compilano un modulo sul web in cui dicono di che cosa vorrebbero discutere.
00:35Il materiale viene selezionato, non si sa da chi, e poi vengono sorteggiati 300 rappresentanti
00:44che discuteranno di quei temi in 30 tavoli, naturalmente affiancati da esperti ed eletti
00:50non scelti per sorteggio. L'intero processo verrà mediato da una società privata, che
00:57a potenza dei nomi non è più la vecchia Rousseau, ma si chiama avventura urbana.
01:02Il processo è così democratico che un folto gruppo di parlamentari sta protestando perché
01:10dice di averne appreso da un comunicato stampa e di non essere stato nemmeno consultato.
01:14Il rischio e il timore è che sotto la nuova democrazia partecipativa o deliberativa in
01:22realtà funzioni il vecchio sistema patrimoniale. Infatti la prima cosa da decidere sarà chi è il
01:30proprietario del simbolo e del nome del partito. Grillo dice che sono suoi e se li può portare
01:36via quando vuole e se continuare a dare al fondatore un salario di 300 binaero l'anno,
01:43sperando nella sua benevolenza.
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