Strani muri di gomma,
acrisia permanente
di parole, gesti e problemi,
interiormente vissuti,
impediscono la motivata eco
nell’intimo dei sentimenti.
Strani muri di gomma,
pieni di forellini
da cui soffiano i venti
che Eolo spinge lontano,
inimmaginabili prospettive
oltre i monti dell’indifferenza.
Strani muri di gomma,
gonfiati con il proprio respiro,
sono insensibili ai richiami,
costantemente in progresso
nei luminosi cieli
di arcobaleni, fissi all’orizzonte
Strani muri di gomma,
su cui di certo si posano
ragnatele di pensiero,
ed impercettibilmente scivolano
nell’immensità del mare,
risucchiati da mostri che fuggono.
Strani muri di gomma,
dicotomia costante
entro immensi giardini,
rendendo più profumati
gli innumerevoli fiori
che si rinnovano nel tempo.
Strani muri di gomma,
entro cui gli uomini,
si sentono estranei
da meridiani senza clessidra
e partono per astrali viaggi
senza un sicuro ritorno.
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