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  • 13 anni fa
Appari all’improvviso nella stanza.
Tra le mani del ragazzo che ti conduce di fianco all’altra.
Lei ha messo più volte gli occhi sulla mia verginità di maschio.
Tu e l’altra: un abisso vi separa.
Come fai a starle accanto?
Lei esibisce, sotto il vestito semitrasparente, la sua anima: nera come il suo carattere.
Tu, al contrario, con la classe e l’eleganza che ti si addice, sei una vera signora.
Lei dirà che sei attempata e fuori moda, fasciata nell’abito elegante dai riflessi del lapislazzulo. Tu sai distinguerti dalle altre con il tuo cappello tondo con pagliuzze dorate che porti calato sugli occhi.
Riesco solo ad immaginare il bagliore del tuo essere donna.
Il ragazzo ti toglie con eleganza il cappello e lo posa accanto all’altra che ti guarda con gelosia.
Senza parlare mi limito ad osservarla e mi faccio capire: ”Tu sarai più giovane e veloce ma il fascino della nuova arrivata ripaga in assoluto la vostra differenza d’età”.
I miei compagni, i bianchi squadrati con i quali occupiamo lo spazio disponibile, mi hanno raccontato del rapporto con l’altro sesso.
La loro femmina si è sempre imposta con il suo fisico prepotente e macchinoso.
La descrizione del rapporto con lei rasenta la monotonia.
ll contatto fisico: il tempo di un sospiro ed è già tutto finito.
Sto meditando sulle loro descrizioni quando sorpreso mi accorgo che ti stai accostando a me.
Un fremito mi percorre.
Temo il nostro incontro: “Ci sarà feeling tra noi?” penso.
Sei arrivata in punta di piedi nella mia vita e stai per sconvolgerla col segno indelebile che ti caratterizza.
Sono ammutolito dalla tua presenza: sei una sorpresa!
Scivoli con ali di farfalla e movimento sinuoso su tutta la superficie del mio corpo bianco.
Con i polpastrelli mi accarezzi scorrendo da sinistra a destra, dall’alto in basso.
A un tratto fuggi. Temo il tuo abbandono.
Ti spinge

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