00:00Benvenuti a Censura all'italiana. Abbiamo visto drammi storici e film horror finire sotto accusa.
00:10Ma cosa succede quando a finire nel mirino non è la violenza o la nudità, ma una risata?
00:16Oggi parleremo di una delle commedie più amate del cinema italiano. Un film che ha preso in giro
00:21il potere, ha fatto arrabbiare la chiesa e ha rischiato un processo per blasfemia.
00:26Oggi racconteremo la storia di Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli.
00:32È il 1981. Mario Monicelli, uno dei maestri indiscussi della commedia all'italiana, si
00:39unisce a una delle sue icone, Alberto Sordi, per raccontare una storia ambientata nella
00:44Roma papalina dell'Ottocento. Il protagonista è Il Marchese Onofrio del Grillo, un ricco
00:49nobile romano la cui vita è un susseguirsi di scherzi, scommesse e burle per combattere
00:54la noia e la corruzione della sua classe sociale. Il film è una critica feroce e sferzante
01:00del potere clericale e dell'ipocrisia della nobiltà. Il Marchese del Grillo, con i suoi
01:06sberleffi, sfida non solo l'autorità civile, ma anche quella religiosa, arrivando a prendere
01:11in giro persino il Papa. Non è solo una commedia, ma un affresco storico che non ha paura di ridere
01:17di fronte a ciò che è considerato sacro. All'uscita, il film è un successo straordinario,
01:24ma la sua irriverenza non passa inosservata. La Chiesa e i settori più conservatori della
01:29società non accettano la satira, in particolare quando tocca i temi della religione e la figura
01:35del pontefice. L'accusa formale che si muove contro la pellicola è di «vilipendio alla religione
01:41dello Stato». Il punto di maggiore scandalo è la celebre scena della finta crocifissione.
01:47Il Marchese, per l'ennesimo scherzo, fa ubriacare il carbonaio Gasperino, suo sosia, e lo fa crocefiggere
01:54su una croce. Al suo risveglio, Gasperino, spaventato e confuso, viene spinto a «benedire»
02:01i passanti. Questo scherzo, che deride in modo diretto uno dei simboli più sacri del cristianesimo,
02:07viene visto come un affronto inaccettabile. La satira di Monicelli era una lama a doppio
02:13taglio. Non era solo un modo per far ridere, ma anche una forma di ribellione. Il film mostra
02:19una Roma schiava della Chiesa, dove l'unico modo per un nobile di trovare libertà era attraverso
02:24l'irriverenza. Questa rappresentazione storica, con le sue risate, proibite, ha reso il film
02:30un bersaglio per chi non accettava una critica così frontale al potere ecclesiastico. La commedia
02:36si era trasformata in un manifesto politico e morale. Nonostante le proteste, le minacce
02:43di denuncia e l'agonia mediatica, la censura formale non è mai arrivata. Il caso giudiziario,
02:49avviato da un privato, si è risolto con un'archiviazione, riconoscendo il diritto
02:54all'espressione artistica e alla satira. La storia, però, ha giocato a favore del film.
03:00Le polemiche hanno solo aumentato la curiosità del pubblico. Il Marchese del Grillo è diventato
03:06un cult, uno dei film più amati di Alberto Sordi, e un caposaldo della commedia all'italiana.
03:12Oggi, la figura del Marchese è un simbolo di un'irriverenza tipicamente romana, una
03:17ribellione contro l'autorità che, in fondo, tutti vorremmo avere. Il film ha vinto la sua
03:23battaglia dimostrando che, a volte, l'arma più efficace contro la censura è proprio l'intelligenza
03:29e l'ironia. La storia di Il Marchese del Grillo ci insegna che, a volte, i film più
03:35pericolosi non sono quelli che mostrano violenza o nudità, ma quelli che ci costringono a ridere
03:40di fronte ai poteri costituiti. E voi, quale altra commedia italiana credete che abbia dovuto
03:46lottare contro la censura? Fatemelo sapere nei commenti. Se vi piace il nostro viaggio
03:52nella storia proibita del cinema, iscrivetevi al canale e attivate la campanella. Nel prossimo
03:58episodio, affronteremo uno dei casi più recenti e controversi, con un film che ha diviso l'Italia
04:04e ha scatenato un dibattito sulla violenza e la politica. Parleremo di romanzo criminale
04:09di Michele Placido.
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