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Trascrizione
00:00Quanto costa portare un pacco di pasta fino al supermercato? E quanto resta una famiglia per
00:05comprarlo dopo aver pagato affitto, bollette e trasporti? Sono due domande che aiutano a leggere
00:11le proteste di questi giorni, i cortei nelle città e la mobilitazione degli autotrasportatori al sud.
00:16Due proteste diverse che si incontrano lungo la strada percorsa delle merci fino alle nostre case.
00:31Io sono Camilla Conti, giornalista di Milano Finanza e in questo video cercheremo di capire
00:36che cosa sta succedendo fra strade, piazze e supermercati. Prima però va fatta una distinzione.
00:41Violenze e saccheggi sono reati, con responsabilità da accertare. Le richieste di chi manifesta
00:47pacificamente nei cortei autorizzati vanno analizzate per quello che sono. E anche nell'autotrasporto
00:53bisogna distinguere fra associazioni, comitati spontanei, fermi volontari dei servizi, presidi
00:58e blocchi della circolazione. Forme di mobilitazione differenti con conseguenze differenti.
01:05Nelle città il disagio riguarda soprattutto il costo della vita. Stipendi, affitti, spesa,
01:11trasporti. A questi temi si aggiungono le condizioni delle scuole, la qualità dei servizi pubblici
01:16e la contestazione politica. Per un giovane il punto è concreto. Posso permettermi di studiare
01:21fuori sede? Quanto del primo stipendio servirà per una stanza? Quando potrò diventare indipendente?
01:27I numeri raccontano questa pressione. Secondo l'indagine Ometra, il 67% degli italiani
01:33segnala una contrazione del carrello della spesa rispetto a un anno fa. È una risposta
01:37degli intervistati, non una misurazione delle quantità vendute, ma descrive come le famiglie
01:42percepiscono e modificano i propri consumi. Il 50% dichiara di aver ridotto gli acquisti
01:48di prodotti di marca. Il 33% di aver aumentato quelli a marchio del supermercato. Si cerca di far
01:54quadrare il conto, cambiando prodotti, confrontando prezzi, inseguendo le offerte. E le rinunce
02:00superano il supermercato. Tra chi ha almeno un figlio, il 12% dice di aver dimensionato
02:05o sacrificato vacanze e tempo libero. L'11% le attività extrascolastiche e il 10% quelle
02:12sportive. A settembre l'inflazione italiana è salita al 4,2%, dal 3-3% di agosto, secondo
02:19l'Istat. E ricordiamolo, anche quando l'inflazione rallenta, generalmente i prezzi continuano a
02:25crescere, soltanto meno velocemente. Per recuperare il terreno perso servono redditi
02:29che aumentino più dei prezzi. Intanto nel secondo trimestre la propensione al risparmio
02:34delle famiglie è scesa al 6,7%, perdendo 1,2 punti rispetto al trimestre precedente.
02:40Si assottiglia il cuscinetto con cui affrontare gli imprevisti. La pressione fiscale ha raggiunto
02:45il 43,5% del PIL, mezzo punto in più rispetto a un anno prima. È un dato complessivo dell
02:51'economia,
02:51non la percentuale di stipendio che ciascuno versa al fisco.
02:57Passiamo però adesso agli autotrasportatori. Qui il centro della protesta è un costo necessario
03:02per lavorare, il gasolio. Il 19 ottobre, secondo il MIMIT, la media nazionale self è di 2,257
03:10euro al litro contro i 2,029 euro della benzina. È un riferimento alla pompa. Il costo effettivo
03:17delle imprese varia con forniture, acquisti, acquisti fuori dalla rete dei distributori
03:22e agevolazioni applicabili. Facciamo però un esempio illustrativo. Un camion che percorre
03:27mille chilometri consumando 30 litri ogni 100 utilizza 300 litri. Un rincaro di 30 centesimi
03:34significa 90 euro in più per quel viaggio, soltanto di carburante. Moltiplicate per le
03:40tratte e per i mezzi, il maggior costo può assorbire una parte importante del guadagno.
03:45Perché non basta aumentare la tariffa? Perché il trasportatore deve ottenere il riconoscimento
03:49del rincaro dal committente secondo il contratto e le condizioni applicabili. E la forza contrattuale
03:55non è uguale per tutti. Una piccola impresa che dipende da pochi clienti può faticare a
04:00ottenere un adeguamento. Il rischio è continuare a viaggiare con margini sempre più sottili.
04:06Caro Casole che non ci consente più alle nostre aziende di mettere in moto i camion e poter
04:10lavorare. I posti sono enormi, quasi 1000 euro in più rispetto a prima dello scoppio
04:15della guerra. E in più per noi siciliani c'è anche il posto delle navi. Il posto delle
04:19navi è diventata una cosa insopportabile, 700 euro in più rispetto a due anni fa. Ci avevano
04:25convocato e ci avevano promesso che trovavano delle possibili soluzioni come il credito
04:32d'imposta che ancora oggi non ci è stato dato. Hanno messo a disposizione 400 milioni
04:36euro, abbiamo fatto tutte le pratiche, però nelle tasche degli autotrasportatori ancora
04:39un centesimo non ci è andato a finire.
04:41E poi c'è la liquidità. Il carburante serve subito, prima di partire. Il compenso però
04:46arriva dopo. Nel frattempo bisogna pagare stipendi, rate dei mezzi, assicurazioni, manutenzione
04:52e pedaggi. Avere lavoro e fatture da incassare non significa avere abbastanza denaro sul conto
04:58per finanziare il prossimo viaggio. È per questo che gli autotrasportatori chiedono
05:02anche lo sblocco delle risorse già stanziate. L'associazione Unatras denuncia il mancato
05:07arrivo dei ristori previsti dal credito d'imposta sul gasolio, per il quale indica 434 milioni
05:13di euro. Tra un aiuto annunciato e un aiuto utilizzabile per un'impresa può esserci la
05:18differenza tra riuscire a partire e lasciare il camion fermo. Bisogna distinguere anche
05:22gli interventi. Sostenere l'acquisto del carburante risponde all'emergenza. Finanziare
05:28camion più efficienti serve a ridurre consumi e costi nel tempo. Sono strumenti utili ma non
05:34intercambiabili. Il mezzo nuovo può migliorare i conti futuri. Il rifornimento di oggi va
05:39comunque pagato.
05:42Nel mezzogiorno poi si aggiunge la geografia. Distanze dai mercati di destinazione, collegamenti
05:47con i porti e per le isole, attraversamenti via mare. Ogni passaggio richiede coordinamento
05:53e se il camion torna vuoto, il viaggio di ritorno consuma carburante senza produrre un ricavo
05:58equivalente.
05:59Seguiamo una cassetta di ortaggi. C'è chi coltiva, chi raccoglie, chi seleziona e confeziona.
06:04Poi il trasporto, l'eventuale rifrigerazione, il mercato all'ingrosso, la distribuzione e
06:10poi il negozio. Il prezzo finale comprende tutti questi passaggi. Un aumento del gasolio non
06:15diventa automaticamente un rincaro della stessa percentuale sullo scaffale. Ma se il
06:19camion ritarda, il prodotto fresco perde tempo utile per essere venduto e può perdere valore.
06:25L'agricoltore rischia di incassare meno e il commerciante di ricevere meno merce. Se
06:29mancano materie prime, può rallentare anche una fabbrica. In Molise il produttore di pasta,
06:34la molisana, ha già segnalato una forte riduzione dei ritmi produttivi e il ricorso alle scorte.
06:39Non significa che tutti i supermercati siano vuoti. I disagi chiaramente variano per territorio
06:44e prodotto. Significa che la durata delle interruzioni conta. Più si prolungano,
06:49più diventa difficile sostituire le consegne e contenere i costi. Il confronto deve quindi
06:53produrre risposte su aiuti, tempi e sostenibilità dei trasporti, garantendo la continuità delle
06:59forniture. Le due proteste si collegano proprio qui. Le famiglie chiedono di riuscire a comprare.
07:04I trasportatori di poter consegnare senza erodere i propri margini. Se la filiera si inceppa,
07:10il problema partito dal serbatoio rischia di tornare alle famiglie dentro il carrello della
07:14spesa.