00:04Oggi sappiamo che in Italia un farmaco dopo l'approvazione Emma ci mette 441 giorni in
00:10media ad arrivare al paziente a livello nazionale a cui poi però dobbiamo aggiungere l'accesso
00:16nelle varie regioni che può contare fino ad ulteriori dieci mesi. Questo è inaccettabile
00:23ma da parte di tutti gli stakeholder del sistema. Le barriere sono molte, sicuramente è un sistema
00:32che ad oggi richiede analisi, competenze, ma io credo che la volontà comune di portare una cura
00:41al paziente sia la via giusta. L'innovazione non è tale se non arriva al paziente e la domanda che
00:48mi pongo è che cosa può fare la comunicazione. La comunicazione oggi ha il dovere di ascoltare
00:55i vari punti di vista e di metterli insieme per trovare una soluzione comune per un sistema
01:00sanitario sostenibile ma che porti un accesso equo, tempestivo ed appropriato alle cure.
01:07L'azienda e i comunicatori hanno una grandissima responsabilità perché dietro ad ogni informazione
01:15di una nuova cura ci sono famiglie, pazienti con speranze, paure. Quindi ricordarci a chi
01:23questa informazione è rivolta è fondamentale per assicurarci che l'informazione sia comprensibile
01:31e quindi tradurre in parole semplici concetti complessi ma soprattutto che sia responsabile.
01:40dico sempre che il paziente non deve essere solo nel leggere quell'informazione, è fondamentale
01:46un'alleanza tra il medico ed il paziente a cui poi l'informazione è rivolta.