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Trascrizione
00:03Dopo decenni caratterizzati da possibilità terapeutiche molto limitate, per l'epatite
00:08cronica delta si apre una fase nuova. È quanto emerso nella quinta edizione dell'International
00:14Delta Q Meeting a Milano, presieduta dai gastroenterologi Pietro Lampertico e Heiner
00:20Wedemeyer. Il primo cambio di paradigma è arrivato con Bulevirtide, oggi unico trattamento
00:26specifico disponibile nella pratica clinica per l'epatite cronica delta. La ricerca però
00:32sta aprendo a un panorama potenzialmente più ampio, nel quale sarà possibile differenziare
00:37i trattamenti in base alle caratteristiche del paziente e della malattia.
00:41Il primo messaggio è ricordiamoci che i pazienti con epatite B possono avere una coinfezione
00:46delta, quindi tutti i pazienti B vanno studiati con epatite delta, con gli anticorpi, se sono
00:51positivi con l'RNA, questo è il punto più importante di tutti. Il secondo punto più
00:56importante è che oggi non aspettiamo più a trattare i pazienti quando hanno sviluppato
01:01una malattia avanzata del fegato, leggiamo cirrosi, ma al contrario oggi trattiamo con
01:06antivirali disponibili tutti i pazienti che hanno un'infezione virale delta correlata, indipendentemente
01:13dalla gravità di malattia. Ovviamente tutti i pazienti cirrosi, ma trattati subito, ma dati
01:19recenti dimostrano che il trattamento è indicato in tutti i pazienti viremici positivi, indipendentemente
01:25la gravità di malattia. Terzo punto importante, trattiamo tutti i pazienti con i farmaci che
01:30abbiamo oggi, perché tutti i nuovi farmaci che verranno disponibili tra un paio d'anni
01:35saranno utilizzabili anche come rescue, come seconda linea nei pazienti oggi in trattamento
01:40con buona divertida.

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